carmen cattani

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 Carmen Cattani 

pagina ufficiale

carmen_cattani_2014          

OGNI COSA SIA FATTA A MAGGIOR GLORIA DELLA LUCE !

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Carmen Cattani o JOTI KAUR mio nome spirituale

MI PRESENTO

 piacere di conoscervi! Venite in pace!

SAT NAM, WAHE GURU

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Descriversi non e’ facile. Mi piacerebbe presentarmi come si dialoga con un’amica, ma quando tieni seminari viene richiesto anche un curriculum. Cosi’, cerchero’ di rimanere nel mezzo.

Sono nata tra i boschi dell’appennino tosco emiliano. Ho avuto un nonno che scriveva poesie, era vice sindaco e contadino allo stesso tempo. Amava la natura e cantava tutto il giorno. Ho avuto un padre curioso che amava leggere e conosceva molti segreti della natura. Ci ha portati a vivere in Svezia dove vi era qualcosa delle sue origini. E’ in quei cinque anni selvaggi e liberi che il mio amore per la liberta’ e la natura mi hanno portata “a parlare con gli Alberi”. Conoscevo gli scoiattoli, le alci e le volpi rosse. I grandi abeti, le foreste e i laghi.

Ritornata in Italia ho frequentato le magistrali, mi sono diplomata e ho iniziato ad insegnare sia nella scuola materna che alle Elementari.

Come gli Alberi, anche i Bambini erano la mia passione…non ho solo insegnato, ma ho molto giocato con loro anche nelle colonie marine, nei campi solari, nei doposcuola.

E’ stato un divertimento, i bambini sono stati i miei piu’ grandi insegnanti…certo, ero un’insegnante “anomala”, stile film “o capitano mio capitano”…infatti a volte con i superiori ho avuto anche delle sorprese….

Ho un figlio, EMANUEL col quale ho molto giocato quando era piccolo ed ora mi diverto a tenere seminari con lui. Siamo cresciuti insieme.

Insieme abbiamo iniziato un percorso di crescita personale e Spirituale. Io l’ho preceduto solo di un pochino.

Mi piace essere una donna spirituale in cammino.

Lungo il mio ” girovagare” ha conosciuto molte Persone, molti Maestri ed ho avuto esperienze molteplici.

-Miei Maestri di Vita sono stati Renzo Frangipane, grande Medico di Agopuntura Cinese Tradizionale, Padre Guglielmo Gattiani da Faenza Frate Cappuccino in odore di Santità e Albertina Rambaldi che mi ha insegnato il “linguaggio delle Segnature”.

La vita mi ha portato su molteplici strade e questo era un bene per il mio animo nomade.

Quando ero ragazza ho aiutato mio padre nelle sua ditta di meccanica . Ero segretaria ma lavoravo anche in officina: al trapano, a pulire le scorie delle saldature…a compiere tutti quei lavori che erano necessari e che riuscivo a fare….e questi due anni mi sono stati preziosi perche’ ho conosciuto un mondo per me nuovo e molto “umano” silenzioso e sommerso…

poi, da Insegnante elementare ad INFERMIERA PROFESSIONALE dopo tre duri anni di scuola: studio, verifiche, tirocinio in reparto, allevare un figlio…bella prova di carattere

Ho lavorato 10 anni all’Ospedale Maggiore di Bologna scegliendo di cambiare ogni tipo di reparto per farmi una larga esperienza.

E cosi’ e’ stato e non solo da un punto di vista tecnico-infermieristico, ma anche umano perche’ di profonda conoscenza della sofferenza

sofferenza che conoscero’ anche personalmente attraverso una lunga malattia.

Una vita varia, intensa, condivisa con tante persone, nella buona e nella cattiva sorte.

Ho avuto la fortuna che mi pubblicassero due libri: “Canto a solo” e “Aikido”

sto  scrivendo da troppo tempo, insieme a mio figlio Emanuel ,il libro “Dendroterapia Energetica”, Vita vissuta,esperienze e cura con le Energie degli Alberi Maestri.. ma sembra sempre che manchi qualcosa… tuttavia speriamo un giorno o l’altro di finirlo.

Lavoravo in ospedale perche’ mi era sempre piaciuta l’idea di curare gli altri, mi piaceva tanto il mio lavoro…ma l’ambiente ospedaliero mi sembrava limitato per aiutare una “guarigione”.

In cuor mio cercavo una soluzione anche se non sapevo minimamente quale sarebbe stata.

L’idea di curare con le mani, anche quella era antica, tuttavia mi pareva irraggiungibile o un po’bizzarra.

Rimanevo lontana da ogni logica che non fosse tangibile e dimostrabile. Anche perche’ vivevo in un ambiente apparentemente religioso ma non spirituale.

Oppure molto spirituale se vogliamo pensare al grande amore per la natura che mi avevano trasmesso mio nonno e mio padre, ma oltre quello, la materialita’, i problemi del quotidiano avevano il sopravvento.

Sono sempre stata una mentale anche se mi definivano “esplosiva” per via della grande energia che mettevo nel fare ogni cosa e avevo sempre bisogno di concretezza

Ma la vita aveva delle sorprese in serbo per me…o , come ho capito piu’ tardi, la mia Anima stava cercando la sua Strada…

Nel 1994 e’ arrivato il mio primo approccio con le Medicine Analogiche: e’ arrivato REIKI.

Incredibile a pensarlo,finalmente l’arte di curare con le mani.

E’ stato un caso, ora si dice sincronicita’ che mi ha portato da quello che poi sara’ il mio Maestro di Reiki.

Sono arrivata a lui scettica, quasi scontrosa. Egli Non mi ha forzato in niente, ma due giorni dopo ero al suo Seminario…

ho fatto tutto il percorso in nove anni, nove anni di esperimenti, di esperienza, di autocura, di cura ai parenti agli amici a chiunque ne avesse bisogno volendolo.

Reiki Bologna e Scuola di Reiki : l’arte di cura con le mani 

E’ dal 2003 che sono MAESTRA DI REIKI…. e sono 20 anni che lo pratico quotidianamente!

E’ stata una donna il canale per il mio Masterato. E, come si dice nella nostra cura: e’ il femminile che Guarisce

Grazie Aurora!

Sono stati anche anni duri perche’ 20 anni fa pochissimi conoscevano Reiki, e praticandolo venivi tacciata …..e se ti andava bene, per strana…

per molti sono ancora cosi’…e’ incredibile vedere come per alcune persone tutto rimanga uguale!

Se ne parla, in ospedali si pratica, nel mondo ci sono ormai 50 milioni di Reikisti, ma per molti siamo ancora degli “sbarellati”

A volte pero’ vedendo come si comportano alcuni Master o alcuni allievi non posso dar loro torto…

tuttavia io dico sempre alle Persone: “cercate con intuito, sperimentate e poi fate le vostre considerazioni”

Amo REIKI immensamente perche’ non solo mi ha curata e ha curato con successo tante persone, ma mi ha aperto le porte di quel mondo che tanto desideravo conoscere.

Il mondo olistico con tutta la sua filosofia, la sua pratica, le arti di cura.

La Persona diventa consapevole di essere corpo, mente e spirito e decide come curarsi

Non disdegno la cosidetta medicina ufficiale, quando ne ho bisogno la utilizzo e ringrazio,

ma amo pensare che presto ci sara’ un mondo senza divisioni e ogni cosa sara’ integrata, l’aiuto sara’ reciproco, la Natura sara’ rispettata, l’anima delle persone pure.

Mio figlio Emanuel ed io conduciamo una SCUOLA DI REIKI da 8 anni

Ho fatto il percorso per diventare NATUROPATA in 5 anni e ora umilmente trasmetto ad altri, come so, come posso e per quello che ho imparato, alcune discipline che mi piacciono tanto.

So che in Italia il diploma di Naturopata non e’ ancora riconosciuto ma ho trascorso ormai 10 anni ad imparare e a insegnare…vedremo.

-Un’ altro mio amore sono le CREATURE CRISTALLO infatti tengo un corso di CRISTALLOTERAPIA AYURVEDICA della scuola Bengalese. Ho avuto una bravissima insegnante. …..

   Cristalloterapia Ayurvedica: la cura con gli individui Cristallo 

Ho avuto l’onore di frequentare i seminari di GURU DEV SINGH, allievo diretto di Yogi Bhajan e ho fatto con lui 3° anni di Sat Nam Rasayan : Arte di cura del Kundalini Yoga.

-Tengo corsi di introduzione alla Numerologia Tantrica. Una Numerologia sacra. Rivisitata dal grande maestro Yogi Bhajan. Miei insegnanti sono stati Sikk, italiani, spagnoli e americani.

-Ho ricevuto da Yogi Bhajan, (grande Mahan tantrico Bianco e maestro di Sat Nam Rasayan e di Kundalini Yoga, ora “asceso”) il nome Spirituale di JOTI KAUR= principessa della fiamma.

Yogi Bhajan, immagine scaricata dal web YOGI BHAJANYogi Bhajan, immagine scaricata dal web

- Ho praticato e spero di continuare fino alla fine dei miei giorni, IL THAI-CHI-CHUAN ed il QI GONG con i Maestri Remo Testoni -Cintura oro 7° Dan- e Marco Mazzarri.

yoga nidra e visualizzazioni creative

- Pratico ed insegno il MASSAGGIO DO-IN ,

Il MASSAGGIO- MESSAGGIO,

LO YOGA NIDRA E LE VISUALIZZAZIONI CREATIVE.

-Sono BREATHWORK PRACTITIONER: facilitatrice del lavoro sul respiro, della scuola di Lucia Giovannini

-Ha ricevuto alcune iniziazioni dal Lama Tibetano Reincarnato Alak Tsawa Tulku Rinpoche

mandala

-Ha praticato con piacere tante Camminate sul Fuoco con Lucia Giovannini e Nicola Riva, allievi di Peggy Dylan. sempre con Lucia e Nicola tutto il percorso del BREATHWORK 

Ho avuto come insegnanti di FLORITERAPIA DI BACH Cristina Bolzan ed Emma Olson di Upsala (Svezia) e Maja Malecka mia insegnante nel corso di 50 ore sui Fiori Australiani

Fiori di Bach: floriterapia di Bach ,Orozco e tavole di kramer 

e sempre con Maja Malecka ho frequentato il corso di RIFLESSOLOGIA PLANTARE INTEGRATA

Con Marinella Musiani ho seguito il corso di CAMPANE TIBETANE, i suoni taoisti di guarigione

Con Sebastiana Fanciullo il corso di YOGA MUDRA

Con Marco Nieri il corso di RADIESTESIA SCIENTIFICA

 
– Ho conosciuto nel 1998 ALBERTINA , vissuta fino a 94 anni,creatura umile e gioiosa che per 60 anni ha aiutato le Persone che numerose si presentavano alla sua porta per le “Segnature”. Mi ha tramandato alcune “LE ANTICHE ARTI DI CURA DELLA NOSTRA TERRA:LE SEGNATURE” per la segnatura del Fuoco sacro (herpes zoster e simplex) , bruciature, ossiuri nei bambini, storte….)

Albertina mi ha chiesto, prima di morire, di continuare la tradizione e di trasmettere a piu’ persone possibili e “pure di cuore”, tali capacita’ o doni, ma solo la notte di ogni Natale. E questo avviene.

 

- Dal 1978 sono stata alla “Scuola degli Alberi del Parco Talon” di Casalecchio di Reno (Bologna) e dal ricambiato amore e dalle comuni esperienze, con il loro aiuto,Emmanuel ed io abbiamo realizzato la Dendroterapia Energetica:armonizzazione e cura con le energie degli Alberi. 

Gli Amici ALBERI mi chiamano oramai SORELLA!
SONO ESTREMAMENTE GRATA AI MIEI INSEGNAMTI ANGELICI, TERRENI SIANO ESSI ESSERI UMANI CHE ALBERI O FIORI O CRISTALLI.

- Dal 2007 sono presidente dell’Associazione Culturale “Spazio Sacro” di Bologna che ha aperto 8 anni fa una scuola di Naturopatia.

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Ogni anno, come associazione organizziamo una festa: IL MANDALA DEI NOVE PIANETI – Un rito vedico dell’india preistorica che richiama molte persone e che si tiene in un bellissimo parco, per il solstizio d’estate . si aggiunge Proserpina : Mandala dei 9 pianeti +1 LA TERRA!

Emmanuel ed io teniamo altri due corsi:
-la guarigione della cellula madre
-la terza lingua
 

Ringrazio con tanto amore e gratitudine mio Figlio Emanuel che mi ha aiutata in questa opportunita': fare quello per cui sono nata.

E ringrazio tutti i Maestri, gli allievi, gli amici, Gli Alberi e i Cristalli, i Fiori, la Madre Terra, il nostro cane Runner, i miei avi, tutti i santi, gli angeli e le Guide che nel DIO PADRE /MADRE mi hanno aperto le porte per questi meravigliosi doni

Sono ancora in cammino ma ho un bagaglio leggero….porto tutto nel cuore….

voglio viaggiare leggera come fanno i bambini:

trovano “giocattoli” ovunque e se si fermano, giocano con quello che trovano…

 

Ora per la Terra e’ un momento molto difficile causa l’irrorazione di scie chimiche, cosi’ spero tanto nelle GUIDE che ci hanno detto di essere giunte per aiutarci e mi adopero affinche’ le speranze rimangano vivide. Occorre rimanere consapevoli e svegli, occorre inviare luce e pregare e continuare ad evolvere spiritualmente e mentalmente senza paura e senza arrendersi alle difficolta’. Insieme si puo’ ancora molto.
 

CORSI E SEMINARI OLISTICI

con Carmen Cattani

-DENDROTERAPIA ENERGETICA ®: armonizzazione e cura con le energie degli Alberi

-REIKI 1° -2° LIVELLO : l’antica arte del riequilibrio energetico, la dolce cura con le mani


-NUMEROLOGIA TANTRICA: Il Divino che c’e’ in noi, attraverso i numeri. Il Numerologo in questo caso, e’ un traduttore quantico dei numeri.

-MASSAGGIO-MESSAGGIO (che comprende anche i suoni tibetani di guarigione) :il tocco che vuole ridonare al corpo la sua dignita’ Spirituale
-CRISTALLOTERPIA AYURVEDICA: La cura con le Creature Cristallo

-YOGA NIDRA E VISUALIZZAZIONI CREATIVE

-FLORITERAPIA DI BACH

(con cenni sulle applicazioni di OROZCO e le tavole di KRAMER)

-SEMINARI o sedute individuali DI BREATHWORK: IL LAVORO SUL RESPIRO

-CORSO DI GUARIGIONE DELLA CELLULA MADRE

-CORSO SULLA TERZA LINGUA
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EVENTI: al solstizio d’inverno: LE SEGNATURE per la notte di natale

e IL MANDALA DEI NOVE PIANETI rituale di origine vedica, al solstizio d’ estate

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 Come contattare Carmen Cattani :

cell. 333-84.23.018 dell’Associazione Culturale Spazio Sacro

www.spaziosacro.it

oppure scrivere a:

carmen@spaziosacro.it 

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    PENSIERI IN LIBERTA' 

SI PRENDE IL BUONO OVUNQUE C'E', TUTTI  GLI UOMINI  HANNO MESSAGGI PER NOI SU CUI LAVORARE

A MAGGIOR GLORIA DELLA LUCE

BREATHWORK: IL LAVORO SUL RESPIRO 

                

IL MAESTRO TIBETANO SCRIVE: 

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"Non dovreste identificarvi con gli altri, sia criticandoli oppure seguendoli, perchè facendo in questo modo limitate la vostra libertà e vi immiserite.

Sarebbe appropriato che foste coscienti che lo Spirito che fluisce in voi, e' in tutto ciò che vive, è imperituro e onnipotente.

LIBERATEVI DALL'AUTORITA' DEI MAESTRI, DI SOCIETA' ESCLUSIVE O SEGRETE, e dei misteri dove non ci sono misteri.

I Maestri dell'età dell'Acquario non raccolgono seguaci attorno a sé, non pretendono obbedienza, non chiudono la loro porta agli altri

 aspetti della verità, come è stato fatto nel passato, per le particolari esigenze esistenziali di quei tempi.

Ora, se qualcuno insegna, lo fa' considerando se stesso come il primo studente"...

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cosi'ringrazio i miei allievi : i miei cari maestri!

 

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                                                     Amati,

E'molto interessante vedere come gli Umani lavorano con altri Umani,specialmente quando uno di loro e' un faro. Un curatore. Una persona che cerca di elevarsi spiritualmente.

E allora, faro, ascolta!

Alcuni si arrabbiano in tua presenza. Puoi non aver fatto proprio nulla,neanche parlato,ma solo portando la tua luce da un luogo all'altro,spesso crei in chi non segue un cammino spirituale, frustrazione.


Fa tutto parte dell'interazione dei vostri campi interdimensionali .

Forse e' questa la cosa,tra tutte, che ben illustra cio' che sta avvenendo nella vostra vita ora, con quelli che vi tradiscono e vi voltano le spalle.

Fari, siate pazienti, Essi portano energia che non si commisura alla vostra.!

Li rendete frustrati lo sapevate? E l'ironia e' che questo viene citato come una delle frustrazioni dell'operatore di luce,quando,invece, siete voi a rendere loro frustrati.

Voi siete quelli che portano la luce! Si genera automaticamente quando iniziate a vibrare piu' elevato e sviluppate il vostro Se' superiore. Ovunque camminiate,la vostra luce trasmutera' qualsiasi energia oscura sul vostro cammino.Non c'e' alcun bisogno di protezione .

Usate la luce che avete per saturare del tutto qualsiasi cosa inappropriata con cui venite a contatto.

Questa e' la realta e per favore,comprendete che la vostra luce non e' una forza invasiva ma una forza neutralizzante.

E' come una stanza buia  che viene illuminata e facendolo si vede tutto quello che c'e' intorno..... Quindi la luce e' invasiva solamente per il buio!

Non siate frustrati e spaventati da chi intorno a voi porta le energie piu' buie e vi opprime. In questa nuova energia anche l'essere Umano piu' oscuro che potete immaginare,in vostra presenza non avra' possibilita' di spegnere la luce che portate.

Quelli che tentano di proiettare oscurita' hanno bisogno di uno spazio vuoto privo di luce perche' la loro oscurita' possa esistere.
Ecco il motivo,per cui c'e' cosi' tanta frustrazione in moltissimi di loro. Ed e' per questo che, anche se avete ragione voi, vi rispondono cosi' male!

Quelli che per scelta portano con se' l'energia dell'oscurita' semplicemente non arriveranno da nessuna parte tentando di fare quello che facevano di solito: influenzare tutto intorno a loro creando paura o spargendo maldicenza.

Quando si accorgeranno di non potervi influenzare, quando vi vedono rimanere calmo e tranquillo davanti alle loro provocazioni, si arrabbieranno moltissimo.

Lo avete notato? Si arrabbiano perche' voi non reagite alla loro oscurita' . Ma abbiate compassione anche di loro. Hanno  bisogno di capire. 

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 IO RICONOSCO COME MIO MAESTRO ANCHE YOGI BHAJAN

                                                         In ogni caso oggi si dice sia finita l'era dei guru. Oggi il compito di ogni essere umano è di diventare il maestro di se stesso, o meglio di trovare dentro di sé le risposte alle nostre domande, senza più affidarsi al dogmatismo o ad una venerazione esasperata di un potere al di fuori del proprio essere. Ci è sempre stato detto che le risposte sono dentro di noi. A volte occorre qualcuno che ce lo ricordi, che sia un maestro, un libro o un film non importa. L'importare è avere fiducia in quello che si sente, senza aggrapparsi ciecamente a ciò che ci viene raccontato. Non a caso ho predilezione per quei maestri che preferiscono porre l'accento sull'esperienza delle loro tecniche, più che su "effetti speciali", discorsi metafisici o sulla loro personalità. In questo modo siamo noi che possiamo renderci conto personalmente di quello di cui parlano, sperimentando sulla nostra pelle gli effetti dei loro insegnamenti.

                                                                                              

Yogi Bhajan, immagine scaricata dal web
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Yogi Bhajan
 

Augurio agli uomini della nuova Era di Yogi Bhajan :

Siete venuti qui da tutte le parti della terra, e continuerete a venire qui da tutte le parti della terra per secoli a venire. Questa terra ha il suo karma e il suo dharma, vi arricchisce ogni volta che venite qui, come ha fatto per secoli. E' una tradizione, è un'abitudine ed è una benedizione. E' la dimora delle anime custodi di questo pianeta.

E ' una storia umana. Si tratta di un percorso che sarà sempre lì, che vivrà, fiorirà e si espanderà. Questo percorso appartiene a coloro che non sono di giaccio, i cui cuori non sono diventati di pietra, le cui teste non sono diventate così piene da non poter sentire la voce dell'anima. Questo percorso appartiene a coloro che renderanno giustizia a se stessi, che ascolteranno le loro anime e le loro passioni, mentali e spirituali, che non saranno spiritualmente ciechi o fanatici, e che non saranno troppo pigri per camminare. Questo percorso appartiene a coloro che, con tutte le loro forze e debolezze, continuano a servire gli altri.

Ed io vi prometto che coloro che serviranno gli altri, Dio onnipotente non ha altro potere che servire loro, questa è l'unica via. Il vostro potere non è nella vostra forza e debolezza, in ciò che mostrate e nelle vostre capacità, nei vostri titoli e nei vostri riconoscimenti, nel vostro denaro, e nei giochi che giochate. Il vostro potere è elevare gli altri. Chi eleva gli altri, Dio lo eleverà, perché è la volontà di Dio elevare tutti. Quando vivete nella vostra divinità, Egli non vi lascerà cadere.

Siamo tutti pionieri l'Età dell'Acquario. Nessun uomo può dare qualcosa ad un altro uomo che non sia amore. Nessun uomo può dare altro ad un uomo che non sia speranza. Nessun uomo può dare ad un altro uomo niente altro che servizio. L'unica cosa che potete fare è agire come un elevatore, muoversi nel fango e sollevare l'altra persona, adagiarla sul percorso in modo che possa proseguire. Voi mi ponete la domanda: "Se comincio a farlo tutto il tempo, cosa ne sarà di me?" Poi il grande elevatore chiamato Dio verrà, e Lui andrà nel fango e vi solleverà. C'è un affare migliore di quello?

Ricordate noi siamo qui per iniziare un'epoca, per avviare un'Era, per celebrare il passaggio dall'età dei Pesci nell'Era dell'Acquario. Siamo qui per festeggiare. Noi siamo i pionieri. Noi siamo i pionieri del Dharma. Chiniamo la testa in preghiera e apriamo i nostri cuori. camminiamo con lo spirito su questa terra benedetta.

Dovete essere intelligenti, imparare l'arte, attraversare il mondo e guarire le creature di Dio. Questo è il vostro lavoro, e ciò che in realtà direte è: "Ave, ave Guru Ram Das guarisci il mondo."

Il vostro compito è quello di guarire il mondo e di elevare e sollevare tutti. Ognuno sarà guarito. Prendete una persona dal suo sé inferiore, alzate il fossato così da poterla sollevare. Il mantra del Età dell'Acquario è "tenete il passo", aiutate a sostenere tutti. Se non vi lasciate andare giù e non lasciate gli altri andare giù, Dio vi servirà. Egli non vi deluderà.

Che Dio vi guidi durante questo cammino. Che possiate capire che siete bambini benedetti e che avete un lavoro da svolgere. Possa il vostro cuore comprendere che Dio vi appartiene da sempre, dentro e fuori. Che il vostro dolore non tocchi il vostro domani, che le vostre benedizioni siano per tutti, che la vostra felicità sia condivisa, e che i vostri sorrisi possano dare speranza agli altri.

YOGI BHAJAN

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 YOGI BHAGJAN dichiarò che l'era dei Pesci era stata una delle più funeste degli ultimi 3.000 anni ma che con l'avvento dell'età dell'Acquario le cose sarebbero cambiate radicalmente.

Egli ha lasciato questo messaggio:

"In questo tempo le persone guarderanno alla propria soddisfazione attraverso la purezza e la pietà, l'individualità e la realtà.

Non vogliono vivere ancora la dualità. Il sesso non sarà più l'attrazione.

Si svilupperà il Sistema di Percezione del Sé : un nuovo sistema in cui l'individuo troverà se stesso/a completo/a.

La comunicazione sarà travolgente.

Chiunque avrà accesso alla conoscenza.

Spingendo un bottone voi potete ottenere tutte le informazioni che volete. Il mondo intero sarà a vostra disposizione.

L'Era dell'Acquario sarà l'Era dell'Esperienza: le persone saranno consultate e comprese. Non è questione di quanto siete giovani o vecchi, o di quanto siete bianchi o neri. La religione, per come la conosciamo, è diventata assolutamente obsoleta, poiché negli ultimi 5.000 anni vi ha insegnato a redimere la vostra anima. Ma l'anima è già redenta.

Ciò che voi dovreste redimere è il vostro essere superficiali, indegni, inutili, non coerenti con le vostre parole, non reali verso il vostro impegno e verso il vostro carattere. Questo è ciò che dovreste redimere.

La maggior parte del mondo è un affare di spettacolo. Nessun essere umano crede di essere un fatto della vita, un fatto dell'esistenza, di essere profondamente reale; di essere nato a immagine e somiglianza di Dio.

Dio, in qualunque modo vogliate chiamarlo, vi ha creato a sua immagine e somiglianza. e questo è ciò che è.

Così Dio nell'Era dell'Acquario, è chiamato He-She-It, che significa Egli-Ella-Esso. E se voi non comprendete la totalità di Dio come He-She-It, allora siete degli Shit...niente...

E' venuto il tempo dell'auto-stima. E la questione non è : "essere o non essere" ma, il motto è : "essere, essere". "Io sono l' Io sono".

Il tempo è venuto non per cercare Dio, ma per essere Dio. Il tempo è venuto non per adorare Dio, ma per fidarsi e per dimorare nel Dio all'opera.

Come tutto questo sta venendo attraverso di me e mi sta purificando, nella stessa maniera se voi non state ascoltando profondamente sentendo, allora lo perderete.

Ma se state ascoltando col cuore, allora lo coglierete.

Dovete arrivare alla consapevolezza di quanto brutto e sfortunato avete reso questo pianeta e di quanto in realtà Dio lo abbia creato magnifico. Noi siamo degli autentici nemici di Dio, poiché il Dio dentro di noi è nel dolore; non c'è Dio al di fuori.

Ognuno è la manifestazione di Dio e perciò non funzionerà adorare una pietra o una immagine.

Ogni granello di sabbia è Dio e noi dobbiamo avere un corpo sottile e un'anima così sofisticati da poterlo vedere.

In realtà voi siete un insieme di molecole viventi grazie al corpo pranico. Nulla di più, nulla di meno.

Finché la psiche non si fonderà dentro di voi in equilibrio, voi non avrete consapevolezza. L'esistenza umana è una combinazione di corpo pranico ed energia psichica, che è l'universo.

Quando voi raggiungerete quello stato mentale allora sarete puliti e chiari.

Smettete di cercare e iniziate a praticare.

La divisione dentro di voi si dissolve e il vostro flusso diventa vasto come l'universo e a volte anche di più. Voi avete l'autentica misura di voi stessi.

Io non voglio nessuno perché io voglio tutti. Questo è un concetto molto difficile. Io non voglio essere "Io"; io non voglio essere "Noi". Io voglio essere solo "ciò che è". ... uomo, animale, pietra, acqua, fuoco, aria luce etcc...

E la mia corsa è con il flusso della psiche dell'universo così come mi prende, come mi muove, come mi desidera.

L'uomo smetterà di smussare gli angoli e verrà ad una reale esistenza.

E non ci vuole molto perché ciò accada. Ogni persona che pensa di essere grande può essere nulla, perché l'Era dell'Informazione è così potente, fruibile, comprensibile che nulla può funzionare.

Noi non siamo in grado di ingannare nessuno, ma possiamo trattare e aiutare ognuno alla pari. Non c'è ne bello ne brutto. L'amore per l'esistenza della nostra vita e del nostro respiro necessiterà del flusso della psiche in noi, e così noi potremo essere una reale combinazione del Sé dentro il Sé.

E il Sistema di Percezione del Sé che si svilupperà automaticamente in noi sarà l'arcangelo che ci proteggerà e glorificherà.

Coloro che si affanneranno correndo e desiderando, semplicemente moriranno senza aver guadagnato nulla.

Ora è venuto il tempo in cui dovete avere una mente meditativa per poter aspettare e vedere ciò che vi arriva. Allora la vostra mente vi dirigerà ad agire verso i giusti canali. Incontrerete le persone giuste.

Il nostro futuro è adesso e la nostra presenza è la nostra purezza. Non dobbiamo purificarci: siamo puri.

Noi semplicemente non dobbiamo corromperci con le distrazioni, le storie e creando romanticismi senza senso, fantasie e immaginazioni che sono zero. - Noi avremo la maestria di noi stessi attraverso il nostro servizio, il nostro carattere, il nostro impegno e, cosa più importante di tutte, attraverso la nostra grazia.

La nostra GRAZIA INDIVIDUALE è la virtù più richiesta oggi. E la nostra proiezione, che ci darà soddisfazione, completezza e esaltazione, è la nostra nobiltà. Noi agiremo nobilmente, con grazia, gentilezza e compassione. Queste sono le nostre caratteristiche essenziali. La nostra creatività .

E attraverso questo sistema di percezione noi saremo traboccanti di energia, toccando il cuore delle persone, sentendo il loro sentire, e colmando il loro vuoto. Agiremo in maniera meravigliosa e il nostro flusso soddisferà la gratitudine dei cuori degli altri. Sarà un nuovo tipo di relazione.

Creeremo una nuova umanità con un nuovo Sistema Sensoriale e perciò stabiliremo l'Era dell'Acquario. Questo è il carattere fondamentale che dovete imparare dal cuore.                                               

                                  

 notte di natale notte di natale  notte di natale notte di natale

 

RINGRAZIO AUGUST CURY che nel suo libro: IL MAESTRO DELLA SENSIBILITA' ci presenta un GESU',Maestro amabile, umano, amorevole e comprensivo.

GESU' E' IL MIO GRANDE MAESTRO

RIPERCORRIAMO LE TAPPE DELLA SUA PASSIONE PER INCONTRARE LA SUA SENSIBILITA' E UMANITA'. LO VEDREMO CON ALTRI OCCHI E ALTRO CUORE

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1° tappa della passione di Cristo

Naturalmente ognuno e' libero di leggerci o no.

E' una condivisione per nuove comprensioni

E' l'augurio di una NUOVA RINASCITA, un cambiamento

UNA RESURREZIONE

-Dopo la Domenica delle Palme ecco la Settimana Santa per la Cristianita'

la commemorazione della passione e morte e Resurrezione del MAESTRO GESU'


Vogliamo parlarne non in termini religiosi ma amorosi

Si parla tanto di altri Maestri e poco del Cristo, il maestro nazareno

Forse perche' la nostra tradizione ce lo ha presentato sempre secondo stereotipi cattolici che spesso ce lo hanno allontanato dal nostro sentimento.

Vorremmo, secondo le parole di Augusto Cury, presentare, in nove tappe l'altro suo volto.

Affinche' la Pasqua non sia la festa dell'Uovo, delle gite fuori porta, della vacanza,

bensi' una FESTA DI RESURREZIONE

un cambiamento nella nostra vita, nel nostro sentire, nel nostro evolvere spiritualmente.

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AUTENTICO E AMICO
Nel corso della sua vita Cristo manifesto' un potere straordinario.

Le sue parole lasciavano interdetti i suoi interlocutori e oppositori ed esaltavano le moltitudini.


Quando inizio' il suo "Calvario" nel Getsemani mostro' un volto che i discepoli non avrebbero mai pensato di vedere, quello della sua fragilita'.

Il nostro comportamento in generale e' proprio l'opposto:abbiamo una necessita' quasi paranoica di esibire i nostri successi e di ricevere applausi

Mentre nascondiamo le nostre miserie e preferiamo non mostrare i nostri punti deboli


Il Maestro invece ebbe il coraggio di confessare ai suoi tre amici piu' intimi quello che sentiva dentro dicendo a chiare lettere:

" una tristezza mortale mi opprime"


Come fa uno che ha curato lebbrosi, ciechi e che ha resuscitato dai morti ad affermare che e' avvolto da una angoscia cosi' profonda?

Com'e' possibile che una persona che non ha avuto paura nemmeno di fronte alla prospettiva di subirere fratture multiple a seguito di lapidazione dire ora che la sua anima e' depressa fino alla morte?

I discepoli abituati alla fama del maestro rimasero profondamente scossi da quella manifestazione di sofferenza e fragilita'.

Lo ritenevano un superuomo dotato di natura divina.


Nella nostra concezione umana Dio non soffre, non ha paura, non prova ne' dolore ne' ansia

Dio e' superiore ai sentimenti che perturbano l'umanita'.

In Galilea apparve qualcuno che proclamava di essere si' figlio di Dio, ma che tanto lui che suo Padre provavano emozioni si preoccupavano e amavano singolarmente ogni essere umano..

Il pensiero di Gesu'scandalizzo' gli ebrei che proclamavano l'esistenza di un Dio imperturbabile ed irraggiungibile.


I discepoli non erano consapevoli del fatto che il maestro di li' a poco sarebbe stato condannato, torturato e crocifisso, non come figlio di Dio ma come figlio dell'uomo.


Le sue sofferenze furono le stesse di qualsiasi altro uomo:le frustate, le spine, i chiodi della croce penetrano nel corpo fisico di un uomo

I discepoli, affascinati dal potere di Cristo non avrebbero mai immaginato che avrebbe sofferto e avrebbe avuto bisogno di loro.


Ma ecco che all'improvviso il maestro non solo comunica a loro di essere triste ,ma che gli piacerebbe che gli facessero compagnia e pregassero con lui.

Gesu' visse in pieno l'arte dell'autenticita' ma i discepoli, spaventati, non compresero...e si addormentarono....


Gesu' non nascondeva i propri sentimenti, invece noi tendiamo a trattenerli e finiamo per essere autopunitivi e impietosi verso noi stessi

Come se non ci fosse consentito sbagliare o avere momenti di fragilita'.

Ci sono persone che non espongono mai i loro sentimenti e nessuno li conosce come sono dentro, ne' il coniuge, ne' il compagno, ne' i figli, ne' gli amici piu' intimi, nonostante abbiamo una profonda necessita' di condividere.


Il maestro dei maestri della scuola della vita, ci ha lasciato un modello vivo di cosa significa essere una persona emozionalmente sana


Cadde in una profonda tristezza sapendo tutto quello che lo aspettava, ma non ebbe paura ne' vergogna a dichiarare apertamente le sue emozioni agli amici

E loro trascrissero sui papiri questa caratteristica della sua personalita' e la diffusero nel mondo.....

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2° tappa -

CRISTO non andava in cerca di eroismo-

Una persona intenzionata a fondare una religione o ad essere un eroe nasconderebbe i sentimenti che invece Cristo espresse nel giardino del Getsemani

Cio' dovrebbe dimostrare che non voleva competere con nessunoI suoi obiettivi erano piu' alti.Voleva aiutare l'uomo e introdurlo nell'eternita'&nbs p;

Non andava in cerca di eroismo ma voleva semplicemente portare a termine quello per cui era stato designato, il suo progetto trascendentale.

Il momento cruciale di quel progetto era giunto:bere il suo amaro calice, affrontare il suo martirio.

In quel buio giardino, abbandonato da tutti, anche dai suoi amici, doveva prepararsi a sopportare quei tormenti.

Nel processo di preparazione rivelo' il suo dolore e si mise a dialogare su di esso con il Padre.

Mentre per alcuni la fragilita' di Cristo nel getsemani non era che ritrazione

noi invece vi leggiamo la piu' bella poesia di liberta' e di autenticita'.

Era libero di nascondere i suoi sentimenti e fare l'eroe, ma non lo fece.

Mai nessuno di cosi' grande fu altrettanto -

LE SOFFERENZE CAUSATE DAGLI AMICI:

Il calice di dolore di Cristo dal Getsemani al Golgota, luogo della crocifissione,e' costituito da numerose e diverse sofferenze

Analizzeremo le tappe di questo processo.

Quale fu la prima sofferenza che sperimento'? Fu quella causata dai suoi tre amici: il dolore piu' acuto e' proprio quello causato dalle persone che amiamo di piu'!!!!!!.

Il maestro all'apice del suo dolore chiese l'aiuto di Pietro, Giacomo e Giovanni.

E non lo ottenne. Eppure il maestro comprese che l'ascolto delle sue parole in cui dichiarava una tristezza mortale e la visione della sua angoscia, fu ragione di grande stress per quei giovani galilei , che infatti sprofondarono in una strana sonnolenza.

Lo stress interno sottrae energie alla corteccia cerebrale, energia che viene usata da altri organi del corpo, ad esempio la muscolatura; il risultato di questa sottrazione di energia e' una stanchezza fisica esagerata ed inspiegabile.

Molti di noi diventano intolleranti quando vivono una frustrazione a causa degli altri,ma Gesu,' specialmente per i suoi discepoli ,non si scoraggiava mai, non perdeva la speranza riposta in loro, nemmeno quando lo deludevano profondamente.

Con il Maestro della scuola della vita possiamo imparare che la maturita' di una persona non si misura alla cultura o dall'eloquenza ma dalla speranza e dalla pazienza che possiede e dalla sua capacita' di stimolare le persone ad utilizzare i propri errori come mattoni per costruire saggezza.

I suoi discepoli solo cosi' compresero e si dispiacquero molto....

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3°tappa-

-Il TRADIMENTO DI GIUDA

"La notte del suo arresto fu una delle piu' angoscianti della vita del Maestro.

Egli non si preoccupava della squadra di soldati che stavano venendo a prenderlo, il dolore che sentiva per il tradimento di Giuda era molto piu' forte dell'aggressivita' di centinaia di soldati

Se la sofferenza provocata dai soldati feriva il suo corpo, quella provocata da Giuda Iscariota, l'amato discepolo, lo feriva nell'anima.

Ma egli non sprofondo' in un mare di frustrazioni solo perche' sapeva difendere le proprie emozioni e non coltivava grandi aspettative nelle persone per le quali si donava e quindi si riprendeva in fretta.

Non e' la quantita' di stimoli stressanti a cui siamo sottoposti che ci fa soffrire, ma la qualita'.

Il dolore del tradimento e' indescrivibile!

Il Maestro aveva sempre trattato Giuda con amorevolezza, mai lo aveva sminuito davanti agli altri discepoli benche' fosse a conoscenza delle sue segrete intenzioni. Lo tratto' sempre con dignita'.

Questo comportamento per noi e' impensabile.

Il maestro non si diede neppure da fare perche' non avvenisse il tradimento, ma si limito' ad invitare Giuda a ripensare al proprio comportamento

Che struttura emozionale doveva avere dentro questo Maestro della Galilea per riuscire a sopportare l'insopportabile!

Egli riusciva A filtrare le offese e le aggressivita' rivolte verso di lui e in questo modo si rendeva EMOZIONALMENTE LIBERO di poter amare le persone.

IL SUO IMPEGNO PRINCIPALE GESU' LO AVEVA PRESO CON LA PROPRIA COSCIENZA E NON CON L'AMBIENTE SOCIALE.

Non deformava il proprio pensiero ne' cercava di dare risposte gradite ai suoi ascoltatori anzi, per rimanere fedele alla sua coscienza spesso creava situazioni pericolose per la sua stessa vita...

Considerava la fedelta' alla propria coscienza piu' importante di qualsiasi altro tipo di accordo sotterraneo o di comportamento dissimulato.

Colui che rimase fedele alla sua coscienza e insegno' ai suoi discepoli a volare alto, su quella medesima rotta fu colpito alle spalle .

Giuda non imparo' quella lezione e fu infedele alla sua stessa coscienza"

4° tappa

ABBANDONATO DA TUTTI:


Vedremo ora il terzo tipo di sofferenza vissuto da Cristo nella sua settimana di passione


Quando fu arrestato dopo il tradimento di giuda, Cristo fu abbandonato da tutti


"Non diro' mai che ti conosco"...e' la tipica frase di Pietro quando gli fu chiesto se era discepolo di quell'uomo.


E' facile restare fedeli ad una persona forte, e' facile dare credito ad uno situato all'apice della sua fama, ma e' una delle

Insidiose trappole della modernita'.

Molti si lasciano entusiasmare dal suono degli applausi ma col passare del tempo si ritrovano ad avere come unica compagna la solitudine.

Cristo sapeva che un giorno i discepoli lo avrebbero lasciato solo.

Anche se dicevano che non lo avrebbero mai fatto.

Ed effettivamente nel momento finale nessuno riusci' ad essere INTREPIDO al punto di rimanere con lui.


Quei giovani della galilea cosi' apparentemente forti in realta' erano fragili e si fecero vincere dalla paura.

Ma il Maestro non li abbandono' e non perse la fiducia in loro perche' nei suoi piani l'obiettivo fondamentale

non era punirli quando sbagliavano ma essere la loro guida in un viaggio di trasformazione interiore


Poiche' comprendeva che l'esistenza umana era troppo complessa per essere imbrigliata da leggi e regole di comportamento,

le strade percorse da Gesu' non erano quelle del giusto e dello sbagliato

egli era venuto non per le rigide leggi dettate da Mose' ma per aiutare l'uomo ad immergersi nelle flessibili leggi della vita.


Anche il tradimento di Pietro ne e' un'esempio.

Era facile per Pietro essere forte quando stava vicino ad una persona forte, era facile donarsi a chi non ha bisogno,

ma gli fu difficile stare vicino ad una persona fragile.

Nel momento in cui Cristo si spoglio' della sua forza per diventare semplicemente il figlio dell'uomo, la forza di Pietro venne meno.


Quando Pietro vide l'espressione triste, la respirazione affannosa di Gesu' rimase profondamente scosso e penso':

" non sara' che tutto quello che ho vissuto fino ad ora accanto a quest'uomo e' stato solo un miraggio che e' diventato un incubo?"

Non rinnegava solo il maestro ma anche tutto quello che avevano vissuto insieme.


Gesu' sapeva che il suo amato discepolo stava assistendo al suo martirio e che mentre era impietosamente colpito, Pietro lo rinnegava.


Questo rinnegamento scavo' un solco profondo in Gesu' molto piu' profondo di quello provocato dai soldati.


Ma Gesu' amava Pietro profondamente e lo conosceva bene e capiva il suo stato d'animo. E quindi gli era vicino nonostante tutto.


L'amore del maestro di Nazaret verso i suoi discepoli e' la piu' bella ed illogica poesia esistenziale mai vissuta da un uomo.


Pietro poteva anche escludere il Maestro dalla propria storia, ma Gesu' non lo avrebbe mai abbandonato perche' lo considerava insostituibile.

Nessuno ha mai amato e si e' dedicato con tanta premura a persone che lo frustravano e gli davano cosi' poco in cambio.....


GESU' come possiamo imparare da te ad AMARE

Anche quelli che ci rinnegano? Che ci danno frustrazioni?

In questa settimana che ci ricorda il tuo dono

Insegnaci a donarci

A tutti e a tutto


Grazie!

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5° tappa:

Tutte le volte che Cristo prevedeva un avvenimento frustrante relativo ai suoi discepoli, aveva almeno 4 grandi obiettivi.

Primo, alleviare il proprio dolore. Prevedendo in anticipo le frustrazioni a cui sarebbe stato sottoposto, attrezzava le sue difese emozionali per proteggere se stesso nel momento in cui si fossero presentate.

Quando i discepoli lo abbandonarono non fu colto di sorpresa.

Amava e si donava senza riserve agli esseri umani, ma non si aspettava molto da loro.

Non c'e' niente che preservi l'emozione quanto ridimensionare le aspettative che nutriamo nei confronti delle persone che ci circondano.

Ogni volta che ci aspettiamo troppo, aumentano anche le nostre probabilita' di cadere nelle grinfie della delusione.

Gesu' aveva accettato in quei momenti l'abbandono e la solitudine.

Anche quando vide che Pietro lo rinnegava e gli altri dietro di lui, volle mostrare loro che non pretendeva cose impossibili.

Viste le lezioni che aveva impartito loro in quei singolari tre anni e mezzo avrebbe potuto essere esigente, ma non lo fu.

Poiche' era il maestro dei maestri della scuola della vita sapeva che superare la paura, vincere l'ansia ed elaborare le sofferenze erano le lezioni piu' difficili da applicare nella vita.

Il Maestro utilizzo' il dolore stesso che i discepoli gli avevano inflitto per aiutarli ad interiorizzarsi e ad espandere la loro comprensione della vita.

Che Maestro ha mai sacrificato tanto in nome dell'insegnamento ai suoi allievi?

Non li avrebbe mai abbandonati, nemmeno se loro avessero abbandonato lui.

Quarto punto, voleva che fossero preparati a non perdere la fiducia in se stessi a prescindere dai loro errori.

Non voleva che si lasciassero prendere dal senso di colpa e dallo scoraggiamento.

Egli voleva fornire loro i mezzi e la strada per il ritorno.

Purtroppo Giuda non torno'. Il senso di colpa e un'intensa reazione depressiva lo portarono al suicidio.

Pietro anche se in lagrime torno'.

Gli educatori, i genitori, i manager di imprese si preoccupano di correggere gli errori immediati e di ridisegnare le rotte del comportamento.

Si impongono.

Gesu' invece voleva condurre i suoi discepolo allo sviluppo dell'arte del pensare, fosse anche al prezzo di errori umilianti.

Tuttavia prima che si sentissero in colpa, stava gia' preparando loro il rimedio

Rispettando comunque il loro libero arbitrio.....(infatti Giuda decise di non tornare!)

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6° tappa nel percorso di Gesu'

- ANSIA VITALE-ANSIA PATOLOGICA- ATTACCO DI PANICO

Abbiamo visto che nel Getsemani Gesu' si dichiaro' depresso

Si trattava di una malattia o di uno stato d'animo momentaneo?

Molti psichiatri e psicologi pensano che qualsiasi ansia sia patologica.

Non e' cosi'. Esiste invece un'ansia vitale e normale che abita l'intelligenza di ogni essere umano ed e' presente nella costruzione dei pensieri, nella ricerca del piacere e nella realizzazione di progettiL'ansia vitale stimola la creativita'.

Anche Gesu' aveva ansiosamente aspettato l'ultima cena con i suoi discepoli per veder portato a compimento il desiderio del suo cuore.

L'ansia diventa patologica o morbosa quando ostacola la normale attivita' intellettuale e riduce la liberta' emozionale.

Le caratteristiche piu' evidenti dell'ansia sono: labilita' emozionale, irritabilita', iperaccelerazione del pensiero, difficolta' a gestire la tensione, perdita della capacita' di concentrazione, deficit di memoria e comparsa di sintomi psicosomatici.L'ansia patologica fa vivere in funzione dell'anticipazione costante di quello che potrebbe succedere.

Il Maestro della scuola della vita aveva vaccinato i suoi discepoli contro l'ansia patologica poiche' coltivava in loro la liberta' dalle preoccupazioni della sopravvivenza, coltivava in loro la tranquillita', la solidarieta', l'amore reciproco, la lucidita', la coerenza, l'unita';

insegnava affinche' imparassero ad affrontare i problemi reali della vita quotidiana anziche' quelli immaginari creati dalla mente.

L'uomo cosi' diveniva sicuro di se', stabile, un uomo che sa interiorizzarsi, che sa gestire coerentemente i suoi pensieri e le sue emozioni durante i momenti piu' turbolenti della sua vita.

I giovani di oggi escono dalle scuole e dalle universita' con un diploma o titoli accademici abilitati all'azione nel mondo fisico ma non sanno come comportarsi nel loro mondo personale ne' essere agenti di trasformazione della propria storia emozionale intellettuale o sociale.

Quando siamo ansiosi qualunque problema diventa un mostro, siamo instabili e irritabili; la nostra gentilezza si dissolve e finiamo per aggredire le persone che abbiamo intorno.

In Gesu', al culmine della sua angustia, la sua umanita' riusciva ancora a brillare e benche' si sentisse profondamente abbattuto era premuroso con le persone che lo circondavano.

Non ha mai scaricato la propria tensione su di loro ne' vi ha rovesciato il suo dolore.

Eppure la sua passione era intensissima.

Luca ci riferisce che l'ansia del maestro era cosi' intensa che mentre pregava i suoi pori si aprivano e il sudore scorreva sul suo corpo fino a bagnare la terra ai suoi piedi.

CRISTO ebbe un attacco di panico nel giardino del Getsemani?

Vediamo che cos'e' la sindrome da attacco di panico o DAP

Il profilo psicologico di un dappista e' caratterizzato da ipersensibilita' emozionale, da preoccupazione eccessiva per il proprio corpo.E' il "teatrino della morte"L'attacco di panico e' caratterizzato da una paura improvvisa e drammatica di stare per morire o per svenire, ha una intensa reazione ansiosa, vi e' tachicardia, accelerata frequenza respiratoria, forte sudorazione, eventuale perita delle urine, obnubilamento, spesso si ha l'impressione di avere un infarto e si corre da un medico perche' rassicuri che non si sta per morire.

Se gli attacchi di panico si prolungano negli anni Si hanno problemi di autonomia la' dove puo' essere compromessa la capacita' di uscire da soli e di non poter vivere senza un accompagnamentoLa liberta' allora e' completamente persa poiche', loro malgrado, queste persone diventano dipendenti. Soffrendo moltissimo per questo anche perche' spesso non sono compresi dalla famiglia, dalla societa' in cui vivono cosi' piano piano diventano anche emarginati che si emarginano.

Nessuno muore per la sindrome di attacco di panico, ma queste persone soffrono piu' di chi sta veramente avendo un infarto o si trova in reale pericolo di vita.

In America si e' trovata solo ora la spiegazione di questa patologia che non e' assolutamente psicologica (dicono loro) o per lo meno non solo.

Si e' visto che essa viene creata da un mancato biofeedback di due zone del cervello:corpo calloso e ippocampo.

Tuttavia, nell'attesa di qualcosa di chimico piu' adeguato, sarebbe importante decaratterizzare nella memoria il teatrino della morte, recuperare il controllo dell'io nei momenti di maggior tensione e gestire i pensieri negativi, come fece il MAESTRO DI NAZARET nei momenti difficili del Getzemani.

Nel giardino del Getzemani tuttavia Gesu' non ebbe un attacco di panico, sebbene abbia presentato diversi sintomi psicosomatici.

In quella fatidica notte l'ansia del maestro non aveva niente a che vedere con la paura della morte, ma piuttosto del tipo di morte a cui andava incontro e del comportamento che avrebbe dovuto mantenere in ciascuna delle tappe della sua sofferenza.
Non poteva avere un attacco di panico poichè era totalmente confidente nel Padre!

(Cosi' dicono alcuni Maestri spirituali, che se un dappista avesse cosi' tanta fede da abbandonarsi al Divino Se' Superiore, sarebbe libero da questa malattia che per loro e' di origine karmica)

Le biografie di Cristo ci raccontano che compiva molti miracoli fisici ma non nell'anima e nella personalita' .

La personalita' non ha bisogno di miracoli ma di trasformazioni.

Perfezionare l'arte del pensare, imparare a filtrare gli stimoli stressanti, investire in saggezza durante le stagioni fredde della vita sono nobili funzioni della personalita' che pero' non si conquistano in tempi brevi.

A noi tutti piacerebbe eliminare velocemente e istantaneamente le nostre sofferenze ma non e' possibile.

Non esistono strumenti adatti a cio' (a meno che non succeda un miracolo)

Dobbiamo imparare dal Maestro a veleggiare dentro a noi stessi e ad affrontare il dolore con dignita' e coraggio e a usarlo per levigare la nostra Anima.

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7° tappa

Come avra' fatto il PADRE a far bere "il calice della passione" a Gesu'?


Il figlio aveva compreso che il calice era inevitabile e per questo si arrese alla sua volonta'.

Egli pensava che se avesse fallito anche il piano di Dio e quindi la redenzione dell'umanita' non avrebbe avuto luogo,

ne' si sarebbe realizzata la liberazione dalle miserie e nessuna creatura avrebbe raggiunto l'eternita'.


Mentre pregava nell'orto del Getzemani la volonta' di Gesu' non ebbe risposta dal Padre ma non per questo egli smise di pregare.

Perche' pregava?

Perche' quel dialogo silenzioso lo sosteneva, irrorava la sua anima di speranza e gli restituiva le forze.


Forse per il Padre morire in croce sarebbe stato piu' sopportabile che vedere il proprio figlio rimanere tranquillo pur essendo percosso, rimanere docile pur essendo ingiuriato, essere tollerante pur essendo flagellato, avere la liberta' di riuscire ad amare e perdonare pur essendo annichilito sulla croce.


Gesu' compi' la volonta' del Padre affinche' "essendo Dio divenuto uomo, l'Uomo diventasse Dio"

Quindi bere l'amaro calice non corrispondeva a soffrire come un povero miserabileMa alla realizzazione dell'ambizioso progetto di Dio: infondere l'immortalita' nell'uomo temporale.

Il venerdi' santo GESU' muore sulla croce per questo.

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8° tappa

- CRISTO e' una persona emozionalmente sana perche':

- Proteggeva le proprie emozioni nei momenti di maggior tensione

- Filtrava gli stimoli stressanti

- Non trasformava la sua memoria in una pattumiera delle miserie dell'esistenza

- Non viveva in funzione delle offese e del rifiuto della societa'

- Era convinto di cio' che pensava e gentile nell'esporre le sue idee

- Viveva l'arte del perdono, era cioe' capace di riprendere in qualunque momento il dialogo con le persone che gli avevano creato frustrazioni

- Investiva in saggezza per affrontare i momenti duri della vita

- Non fuggiva di fronte alla sofferenza ma l'affrontava con lucidita' e dignita'

- Gestiva i suoi pensieri con liberta' e non lasciava che idee negative prendessero il sopravvento nella sua mente

- Era un agente trasformatore della sua storia

- Non soffriva per ansia da anticipazione

- ; Spezzava ogni tipo di carcere intellettuale

- era dotato di raziocinio brillante perche' prendeva in considerazione ogni possibilita'

- non gravitava intorno alla fama e non perdeva mai il contatto con le cose semplici

- era socievole, gradevole e rilassante

- sapeva condividere i suoi sentimenti e parlare di se'

- viveva l'arte dell'autenticita'

- viveva l'arte della motivazione

- non si aspettava molto dalle persone che lo circondavano, nemmeno dai piu' intimi anche se si donava intensamente a loro

- aveva una pazienza enorme nell'insegnare

- non rinunciava mai a nessuno, nemmeno se le persone lo abbandonavano

9° E ULTIMA TAPPA

- LA RESSURREZIONE:LA PASQUA!

Considerazioni dopo la passione:

Dio Padre e il figlio Gesu' sono forti o sono deboli?

Sono forti al punto di non aver bisogno di mostrare la propria FORZA

Grandi al punto di mescolarsi agli uomini piu' disprezzati della societa'

Nobili al punto di voler essere amati dagli uomini e non da volerli come schiavi o servi.

Piccoli al punto di essere percettibili solo a quelli che vedono con gli occhi del cuore

Solo qualcuno molto forte e molto grande insieme riesce a farsi cosi' piccolo e cosi' prossimo.

Se ogni essere umano, indipendentemente dalla sua religione, incorporasse nella sua personalita' alcune di queste caratteristiche, il mondo non sarebbe piu' lo stesso.

Il Padre e il Figlio, alle acque impetuose preferiscono il silenzio della brezza e l'umilta' anonima della rugiada.

Riverenti ci inchiniamo e accogliamo il loro silenzio intenso e significativo.

Il mistero ci aprira' le sue porte e capiremo che non siamo mai stati divisi se non dai nostri pensieri.

Vi auguro e ci auguriamo una BUONA RESURREZIONE

Una BUONA PASQUA nel nome di Gesu'

Che possiamo tutti essere in pace IN PACE per un nuovo cambio dimensionale della terra e una nuova Terra nei nostri cuori!

                               

                         *                                     

LA PREGHIERA DI DIO PADRE/MADRE

Figlio mio che stai sulla terra

e ti senti preoccupato, confuso,disorientato e solo, triste e angosciato,

Io conosco perfettamente il tuo nome e lo pronuncio benedicendolo perche' ti amo e ti accetto come sei.

Insieme costruiremo il mio Regno del quale tu sei l'unico erede ed in esso non sarai mai solo perche' io sono in te come tu sei in me.

Desidero che tu faccia la mia volonta' perche' la mia volonta' e' che tu sia umanamente felice.

Avrai il pane quotidiano, non ti preoccupare, pero' ricorda, non e' solo tuo percio' ti chiedfo di condividerlo con il tuo prossimo, ecco perche' io lo do a te perche' so che tu sai che e' per te e per tutti i tuoi fratelli

Perdono le tue offese, anzi, ti assolvo prima che tu le commetta perche' so che a volte e' l'unico modo che hai per imparare, crescere e avvicinarti a me, alla tua vocazione, quella per cui sei nato.

Ti chiedo solo, in egual modo di perdonare te stesso e coloro che ti feriscono, anche loro stanno imparando.

Se avrai tentazioni sono certo che le supererai, stringimi la mano, affidati ed io ti daro' il discernimento e la forza perche' ti liberi dal male.

Che la mia benedizione scenda su di te e la mia pace e l'amore eterno ti accompagnino sempre perche' da me potrai ottenerli sempre

e solo io posso darteli perche' sono l'Amore e la pace

**********************

LA NOSTRA PREGHIERA A DIO PADRE-MADRE:

DIO PADRE/MADRE, onoriamo grandemente i Vostri Nomi.

Sia Manifestata la Vostra Divinita' sulla Terra come in Cielo, in ogni luogo,

in questo luogo e dentro di noi (e dentro la persona che stiamo segnando o pregando....dire il nome....).

Donateci oggi il nostro nutrimento Spirituale, emozionale, mentale e fisico.

Sosteneteci lungo il nostro cammino e guidateci lontano dal giudizio

e dalla paura.

Fateci comprendere che siamo un tutt'uno con i nostri pensieri,

le nostre parole e le nostre azioni

e che tutto quello che facciamo ad un altro

e' come se lo facessimo a noi stessi.

Guidateci lungo il cammino verso la LUCE SUPERIORE,

poiche', essendo Noi un tutt'uno con il tutto,

anche in noi vi e' il Regno, la Potenza e la Gloria.

Cosi' e'. Grazie!

***************

.

Preghiera al mio Angelo Custode HAHAIAH

Signore, Tu che hai permesso l'unione
del Tuo respiro con il mio,
perché io possa contemplare in me
la bellezza di un Amore sconfinato,
fa che io sia per i miei fratelli
colui che trasmette la Tua divina armonia,
colui che porta la pace e la calma alle anime inquiete.

Fa in modo, Angelo HAHAIAH,
che non si confonda più
l'Amore (che è Principio Universale),
con le passioni che spesso agitano i cuori.

Signore e Angelo, voglio ricoprire il ruolo
sempre di buona intermediaria,
mai quello di dirigente solitaria.

Caro Angelo, aiutami nella mia evoluzione!

Grazie

::::

MADRE DIVINA

 ( RIVISITAZIONE DI JAMIE SAMS, ANTENATA DELLA TRIBU' DEI SENECA,)

Amo i miei amati fratelli indiani, specie gli Cheyenne

.

Madre Divina, il sogno ad occhi aperti si avvera

e vive attraverso me la tua visione.

Emergendo dalla crisalide,

ora libero il mio cuore guarito.

Madre dei semi del cambiamento,

tu li nutri con amore mentre crescono,

tu hai piantato un sogno nel mio cuore

per illuminare cio' che conosco.

Madre divina,

mi hai insegnato ad abbandonare

la paura di diventare il mio sogno

ed ora ti prego,

mostrami come camminare la mia verita'

recuperando la stima e l'amore per me stessa,

diventando tutto cio' che sono.

Ora voleremo insieme, tu ed io:

lo spirito della trasformazione

riflesso nell'occhio del condor

che vola alto,

con leggerezza vola alto!

Grazie, Madre

per questo alto volo!

*********************************

.

PREGHIERA PER I BAMBINI che amo tanto:

Si puo' recitare la preghiera per un bambino molto piccolo ,

ma poi sara' carino insegnargliela e che la ripeta prima insieme a noi

e poi da solo, alla sera ,prima di dormire:

"Quattro angoli ha il mio letto,

quattro Angeli al mio cospetto.


Raffaele, Gabriele, Michele e Uriele

benedite me e il lettino in cui vado a dormire".

****************

.

padre guglielmo gattiani

 (Padre Guglielmo
e' stato ed e' uno dei miei padri spirituali)
-

.
Vieni Spirito Santo

 (preghiera che mi ha insegnato)

Vieni Spirito Santo,

riempi il cuore dei tuoi fedeli

e accendi in essi il fuoco del tuo Amore.


-Vieni Santo Spirito manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.


-Vieni datore dei doni

vieni luce dei cuori .


-Consolatore perfetto

ospite dolce dell'Anima

dolcissimo sollievo.


-O Luce beatissima

invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli

e donaci i tuoi santi doni:

dona virtu' e premio

dona salute, capacita' di amare

saggezza e consapevolezza

aiuto verso tutti


donaci la pace

e la capacita' di portare gioia ovunque andremo.

 ***************************************************

   

      LUCE DA LUCE, LUCE A LUCE,

 PACE, ARMONIA E GUARIGIONE A TUTTI NOI

umilmente ringrazio voi per la pazienza di leggermi, carmen

                               

gesu

 

 

LA SOLITUDINE DIVINA E LA COPPIA

 

 

  Alcune delle donne, che si trovano ora nella condizione di single,
sono condizionate a sentire di dover avere un partner. Ancora una
volta, diciamo, abbracciate la vostra solitudine. 
 

L'avete scelta, vi onoriamo per il percorso che avete scelto. L'ideale per il pianeta,
non è quello di essere maschio o femmina, piuttosto un perfetto
equilibrio di ENTRAMBI, ma per il momento si trova ancora in uno
squilibrio di risonanza patriarcale.

Noi onoriamo quelli di voi nella biologia femminile, la vostra forza sta davvero progredendo nel
creare l'equilibrio che arricchisce. Davvero la super-anima è
androgina, autonoma, autosufficiente. 
 

Ciò non significa che l'amore
non sia la base frequenziale dell'anima, anzi ne è la più alta
vibrazione. E’ la risonanza che viene prodotta dall’ Anima Ascesa al
Cosmo, e riflessa come armonica collettiva di amore cristallino.

C'è un momento in cui quelli di voi che hanno interpretato il ruolo di
anime compagne, si individualizzeranno, e nei vostri termini, se ne
andranno con gioia.

L'anima evoluta nel raggiungere l’onnipotenza, diventerà completamente
autosufficiente, e così facendo irradierà lo spettacolare amore
incondizionato verso TUTTI. E’ così che dovrebbe essere, è così che
deve essere. E’ così che ascendete.
 

La promozione finale dell'anima
non si ottiene nella coppia, vedete. Si ottiene all'interno del Sé
Divino nell’armonica universale a Tutto Ciò Che È. Capite?

Questa è l'attivazione del Sé alla risonanza divina del Campo Quantico
Cristallino. La separazione deve avvenire prima della riunione
collettiva finale, deve avvenire in modo alchemico per permettere la
coalescenza finale in Tutto Ciò Che È.

E’ chi SIETE.

E’ IO SONO colui SONO. E’ il sentiero scelto, diretto di tutti voi.

In aggiunta, il nostro punto qui è che se vi trovate in Solitudine,
riconoscetene lo scopo.

Se vi trovate in una relazione raffinatela in
bellezza per l'amore più grande di non dipendenza. Scoprirete davvero
che l'amore si espande e la relazione diventa più appropriata, più
risplendente nella non dipendenza; proprio come scoprirete che le
relazioni di dipendenza non equilibrata sono strade a senso unico, ed
alla fine falliscono.

Nella sovranità l’umanità vedrà se stessa nel quadro funzionale di
essere 'intera' e non di essere di proprietà del partner o la 'dolce
metà' di qualcuno. Ognuno porterà il proprio SÉ integrale, intero
nella pienezza, nell’energico flusso di energia verso la relazione, in
un modo che non si verifica spesso oggi.

Ci sono punti preconcordati che permettono la libertà di scelta e di
cambiamento, anche se tale cambiamento è per porre fine alla
relazione.

Nella sovranità gli individui condividono il proprio
meglio, senza compromessi di ideali. Ognuno riconoscerà la divinità
dell'altro, e manterrà l'integrità del SÉ.

 

Maestri,Vedete, in tempi di solitudine scelta, voi siete in grado di
tranquillizzare la mente ed aprirvi allo Spirito … ed in questo
processo si aprono le Porte Angeliche e lo Spirito vi abbraccia. Il
paradosso è che nella solitudine sacra, voi in realtà NON siete soli.


Maestri, nel distacco, per quanto difficile, la vostra separazione vi
consente una libertà non complicata per esaminare voi stessi e
l’espressione della vostra vita in una profonda perlustrazione. E
questo è davvero il requisito per tutte le anime evolute. Ci sono
sempre dei posti nel flusso della vita per la contemplazione solitaria
sul Sentiero della Maestria. E’ sempre stato così….
 

 


IL SANTO DI SHIRDI

Di Sitaram Chainbhar 

Un giorno del 1850 arrivò a Shirdi, una piccola località piena di alberi e di giardini fioriti dello Stato di Maharashtra, India, a 100 miglia a nord-ovest di Bombay, un ragazzo di circa sedici anni, dai grandi occhi luminosi sbarrati sul mondo. Fu subito considerato un giovane fachiro, un "pazzo dì Dio", di cui la comunità di Shirdi doveva prendersi cura.

Veniva da nessuna parte. Non aveva genitori, non conosceva il luogo dove era nato, non aveva un nome. Gli abitanti di Shirdi lo chiamarono Sai e presto tutti si innamorarono di questo giovane saggio che faceva miracoli e a cui obbedivano le forze della natura. Faceva cessare all'istante i nubifragi, spegneva il fuoco a distanza, faceva fiorire gli alberi solo guardandoli.

Veniva da nessuna parte. Non aveva genitori, non conosceva il luogo dove era nato, non aveva un nome. Gli abitanti di Shirdi lo chiamarono Sai e presto tutti si innamorarono di questo giovane saggio che faceva miracoli e a cui obbedivano le forze della natura

 Faceva cessare all'istante i nubifragi, spegneva il fuoco a distanza, faceva fiorire gli alberi solo guardandoli.

Viveva nudo sotto un albero neem e spesso era come un bambino che avesse bisogno di tutto e di cui la gente, con le lacrime agli occhi, aveva cura, fino a lavarlo e nutrirlo.

Ma presto, durante le ore del mattino, cominciò a ritirarsi in un giardino. E qui si trasformava, diventava come un essere invasato. Fiamme s’accendevano attorno a lui e improvvisi forti colpi di vento lo gettavano a terra. Urlava parole di cui nessuno conosceva il significato. Poi usciva dal giardino, calmo e sorridente, si sedeva sotto il suo albero e con aria pensosa cominciava a parlare.

 Anche gli animali si fermavano ad ascoltarlo. Le sue parole erano un balsamo per l'anima di tutti, perché sembravano parole pronunciate per portare un messaggio individuale a ciascuno. Fu così che la gente cominciò a chiamarlo il “Santo di Shirdi“ e a venire a lui da lontano per chiedere silenziosamente il suo aiuto.

Gli indù lo credettero un avatara di qualche loro divinità, i Musulmani lo credettero un pir inviato da Allah per liberare l'umanità dalle ansie e dall'ignoranza. Per alcuni era l'avatara di Dattatreya, l'avatara di Visnù.

Il saggio del periodo post-vedico, e per altri la reincarnazione di Akalkole Maharaj. Molti gli chiedevano di che religione egli fosse, ma Sai non rispondeva. Li guardava stupito con i suoi grandi occhi, come se non capisse la domanda.

Così fra i suoi fedeli cominciò la battaglia. Gli Indù dicevano che era Indù, i Musulmani che era Musulmano. Nei suoi discorsi citava pagine dei libri sacri degli Indù, dei Musulmani, dei Giainiti e anche dei Cristiani.

Sai parlava di Dio, padre di tutti gli uomini e creatore di tutte le cose. Inoltre egli partecipava, con gioia infantile, alle cerimonie e alle feste di tutte le religioni. Cantava con gli uccelli, giocava con i bambini e gli animali.

I primi anni passarono veloci nell'oasi verde di Shirdi e quasi nessuno si accorgeva che Sai stava diventando adulto. Il continuo flusso di gente stava trasformando Shirdi in un luogo santo. La folla attorno a lui cresceva e attorno all'albero neem si dovettero abbattere delle case per allargare la piazza che ospitava i fedeli del Santo di Shirdi.

Un giorno, davanti ad una folla imponente, finalmente parlò di se stesso: “Io non ho una residenza. Sono assolutamente senza attributi. Per azione del Karma ho avuto questo corpo. Il mio nome è un dehi che ha preso corpo. Il mondo è la mia patria. Brahaman è mio padre e maya, l'illusione è mia madre. Dal loro incontro io sono nato. Coloro che credono che io vivo a Shirdi non conoscono il vero Sai, poiché io non ho forma e sono ovunque".

Dopo questo discorso sparì con grande sgomento della gente di Shirdi e dei suoi fedeli. Dopo quattro anni apparve nello Stato di Nizana, vicino ad Aurangabad, da dove ritornò, verso il 1858, a Shirdi e da qui più non si mosse.

Da quel giorno fu chiamato il Padre Sai. Sotto l'albero neem riprese a parlare: “Ho il compito di riportare un numero sempre più grande di gente sul subhra marga, sul sentiero sacro che porta l'individuo a scoprire la Realtà Spirituale, la vera realtà".

SHIRDI entrava in dyanastha, una trance d'amore con Dio, e la gente attorno era presa da una tale commozione che da quel momento non era più la stessa.

Diceva che ogni individuo aveva sette sosia sulla Terra. Un Indù o un Musulmano dell'India, se sviluppavano la loro anima, influivano sui loro sette sosia che venivano così inconsciamente attratti dallo Spirito, dall‘amore divino. Chi migliora se stesso, migliora altri sette individui, che diventano centri di buona volontà e di spiritualità.

Certi giorni portava i suoi seguaci sulle rive del vicino fiume Godavari, e l'acqua del fiume usciva dall'argine e veniva a bagnare i suoi piedi. Egli guardava allora la gente attorno a lui e, senza parole, faceva captare loro l'enorme bontà della Natura-Madre. Con i suoi frequenti lila, i giochi con cui usava le forze e le energie in perpetuo movimento per creare l’illusione terrena, egli faceva intuire ai suoi seguaci la potenza di tutto ciò che è eterno, cioè che emana da Brahman, il Tutto, l'Assoluto (l'antimateria da cui deriva la nostra illusoria materia).

A SHIRDI ogni miracolo era possibile, perché viveva nella Realta dell’Essere Supremo. Sai aveva l'abitudine di andare a farsi riempire di olio una lampada che teneva sempre accesa vicio a sé.

Un giorno il bottegaio non gli volle regalare l'olio. Allora Sai riempì la lampada d‘acqua, l’accese e una fiamma più brillante scaturì da quell'acqua e restò accesa tutto il giorno e tutta la notte. Per i suoi seguaci era un miracolo. Ma Sai disse che era soltanto un altro aspetto dell'illusione, un atto d'amore verso il bottegaio.

Questi non gli aveva dato l'olio perché era irato contro se stesso e con il mondo. Con questo lila Sai tanto stupì il bottegaio che dimenticò le sue negatività e fu toccato dall'amore del santo.

Shirdi possedeva l’anterjnana, l'onniscienza.

Sapeva tutto di tutto e spesso diceva: “In qualunque luogo siate, qualsiasi cosa facciate, ricordatevi che io so sempre ciò che voi fate o dite".

Insegnava a vedere Dio in ogni cosa. Va. Diceva: “Non dimenticate mai che l'odio e il rancore sono illusioni negative, non dimenticate mai che io, voi e tutte le cose del mondo sono tutte parti di Dio”.

Senza aver frequentato una scuola, senza l'aiuto di un guru, Sai  conosceva tutto.

Era la "Conoscenza incarnata", ma egli continuava a ripetere che non era venuto per insegnare ma per svegliare le anime alla Realtà Spirituale.

Diceva: "Sono un completo schiavo dei miei devoti. Amo la devozione. Colui che lascia il mondo per amarmi è il mio vero amante e si fonde in Me come un fiume nel mare.

lo non sono il corpo e i sensi. Sono l’eterna Sakshi, l'eterna testimonianza".

Molta gente veniva a lui solo per i suoi miracoli, non per dividere i tesori del suo spirito.

Qualche volta, con un triste sorriso, diceva:

"Nessuno si cura di ascoltare le mie parole, di raccogliere la saggezza che io posso dare loro.

Dopo quindici giorni che avrò lasciato questo mondo, tanti mi avranno già dimenticato".

Il 15 ottobre 1918 fu un triste giorno per gli abitanti di Shirdi.

Quel martedì, alle ore 14.30, Shirdi  cesso' di respirare ed entrò in maha samadhi in quello stato di grande concentrazione in Dio, che mantiene il corpo fisico in stato di perfetta conservazione.

Dopo 65 anni l'ashram di Shirdi è ancora meta di pellegrinaggi. Vicino alla sua tomba si prova ancora quel senso di beatitudine che per tanti anni ha attirato gente a Shirdi. 

CONTINUIAMO A PARLARE DEL SANTO DI SHIRDI

La sua intera vita fu un continuo insegnamento. 

Sebbene nel corso degli anni somme sempre più ingenti di denaro e offerte arrivassero alla sua residenza, egli visse sempre nella più assoluta povertà, andando ogni mattina personalmente a mendicare il cibo per la giornata.

Shirdi Non ebbe mai attaccamenti ai beni materiali come soldi o cibo o vestiti, come vestito usava sempre lo stesso straccio di cui egli stesso rammendava e rattoppava i buchi sin tanto che qualche discepolo lo obbligava a sostituirlo con uno nuovo. Tutto quello che arrivava, veniva immediatamente regalato a chi ne aveva bisogno. Non predicò mai la povertà ai sui discepoli e non chiese a nessuno di seguire il suo stile di vita.
Non pose nemmeno divieti sul cibo che ciascuno poteva mangiare, anzi, a volte sforzò qualche bigotto a mangiare ciò che la sua religione gli vietava. Era sempre raggiungibile da chiunque, 24 ore al giorno sempre pronto a rispondere a qualsiasi domanda. Era solito chiedere ogni giorno ai discepoli più ricchi dalle 4 alle 100 rupie (dakshina). Denaro che immediatamente ridistribuiva tra i discepoli più poveri. Richiesto sul perché lo facesse, rispose che chiedeva solo a coloro che gli venivano indicati dal Fakir (Dio), ma che in cambio del denaro ricevuto lui era obbligato a tornare qualcosa di valore dieci volte superiore.


Il suo insegnamento fu essenzialmente l’Amore e la Devozione (Bhakti).

Diceva che il giorno che il discepolo avesse realizzato cos’era veramente, avrebbe automaticamente ottenuto la Realizzazione.

Egli insisteva sempre sul fatto che se si riusciva a vedere Dio in tutto il creato e in ogni creatura, sarebbe risultato assurdo l’odio e le diatribe, divenendo di fatto impossibile provare risentimento verso qualcuno. La strada per raggiungere tutto ciò veniva da lui indicata come l’assoluto arrendersi a Dio.


Il suo insegnamento era perfettamente in linea con i grandi Santi indiani come Shri Adisankaracharya e l’intera tradizione dell’Advaita Vedanta. Con lui quindi ebbe grande impulso la via tradizionale indiana della Bhakti (la via della devozione e dell’amore).

Il fluire di Amore Divino di Shirdi  continuò per l’intero arco della sua esistenza.


La maggior parte dei devoti s’avvicinarono inizialmente a Shri Sai  attratti dai miracoli che comunemente compiva, con straordinaria facilità.

Lui li stupiva con questi ma l’unico obbiettivo era di portarli ad una vera evoluzione spirituale. Sebbene molti ricercassero in Lui solo lo strumento per soddisfare bisogni materiali o primari, come guarigioni, soldi, matrimoni, figli, ecc. generalmente Lui li accontentava dicendo:

«Io do ai miei devoti ciò che vogliono, affinché comincino a desiderare quello che io voglio dar loro veramente».


«La mia gente all’inizio viene da me per ottenere benefici temporali, ma quando questi vengono ottenuti cominciano a seguirmi»; eppure una volta ebbe a dire, indicando un albero di mango ed intendendo i suoi devoti: «Che splendido raccolto sarebbe se tutti i boccioli diventassero frutti, ma è così?  Pochi rimangono.»

Infine molti devoti ebbero effettivamente la realizzazione del Sé; molti di essi descrissero che Shirdi  Baba   (Sai è una parola persiana che significa “santo” e Baba è un termine hindi, usato con familiarità e rispetto, che significa “padre”)  poneva loro la mano sopra il capo, ed essi potevano fare esperienza di cambiamenti spirituali molto intensi godendo di momenti di estasi e profonda pace.
Morì improvvisamente il 15 ottobre del 1918 mentre era seduto assieme ai suoi devoti, in profondo Mahasamadhi. Semplicemente reclinò la testa sulla spalla del devoto che gli sedeva vicino e spirò.

Alcune frasi di Shirdi :
“Queste persone vogliono trovare Dio, Brahman, in questi libri. Non leggere libri ma tienimi nel tuo cuore; se tu unisci ed armonizzi la testa ed il cuore, ciò è sufficiente”.

“Per ottenere Dyana (meditazione) meditate su me, sia nella mia forma sia senza forma, il che vi darà ancor più gioia.”


“Demolite il muro di differenza che vi separa da me. Il senso di separazione, come io e tu, è la barriera che separa il discepolo dal maestro e fino a che questa non è distrutta non è possibile raggiungere lo stato di unione

TI TENGO NEL CUORE

QUESTO E’ UN AVATAR CHE MI HA “RAPITO IL CUORE” ED IO LO AMO MOLTO

GRAZIE SHIRDI, carmen 

 

Il MAESTRO GESU’ DI NAZARET 

IL MAESTRO CHE SENTO NEL CUORE 

IL MAESTRO CHE MI GUIDA E MI TIENE FRA LE BRACCIA 

IL MAESTRO CHE MI CONOSCE MI SOPPORTA E MI SUPPORTA

amandomi teneramente.

quando Giovanni Battista aiutò Gesù a entrare in comunione con lo Spirito
Santo, il Cielo si aprì e lo Spirito Santo scese
come una colomba e penetrò nella persona di Gesù. Egli si recò nel deserto e
per quaranta giorni si esercitò a rafforzare
lo Spirito dentro di Sé. Quando in noi germoglia la consapevolezza, dobbiamo
continuare a praticarla se vogliamo
consolidarla.

Ascoltando veramente il canto di un uccello o osservando veramente un cielo
azzurro, tocchiamo il seme dello
Spirito Santo dentro di noi. Per i bambini non è molto difficile riconoscere
la presenza dello Spirito Santo. Gesù diceva
che per entrare nel regno di Dio dobbiamo farci fanciulli. Quando l'energia
dello Spinto Santo è in noi, siamo veramente
vivi, siamo capaci di comprendere l'altrui sofferenza e motivati dal
desiderio di contribuire a trasformare la situazione.
Quando l'energia dello Spirito Santo è presente, sono presenti il Padre e il
Figlio.

Discutere di Dio non è il migliore uso che possiamo fare della nostra
energia. Se entriamo in contatto con lo Spirito
Santo, ci accostiamo a Dio non quale concetto bensì quale realtà vivente.

Non vi sono immagini di Gesu’….posto queste perche’ mi piace vederlo come io l’ho veduto in un mio “viaggio particolare”

 

La religione me lo ha presentato in un modo, ma io lo voglio ascoltare col cuore

Per me sono piu’ importanti i suoi insegnamenti, il suo amore la sua totale disponobilita’

Non ci sono parole per rappresentarlo degnamente 

Posto qui fatti della sua vita ma la sua parola e’ piena di vita e’ quella che conta perche’ la sua integrita’ era unica

Ai giorni dell'imperatore Cesare Augusto, una giovane vergine di Nazareth (una cittadina della Galilea) che era stata promessa sposa a Giuseppe, figlio di Giacobbe, che era della casa di Davide, ricevette la visita di un santo angelo di Dio il quale le preannunziò che ella avrebbe concepito e partorito un figlio che sarebbe stato grande e sarebbe stato chiamato Figlio dell'Altissimo; il suo nome sarebbe stato Gesù. A lui Dio avrebbe dato il regno di Davide suo padre ed Egli avrebbe dominato su Israele in eterno. Maria, questo il nome della giovane vergine, sentendo dirgli quelle parole chiese come sarebbe potuto avvenire tutto ciò dato che lei non conosceva uomo; e l'angelo le rispose che lo Spirito Santo sarebbe venuto sopra di lei, e la potenza di Dio l'avrebbe coperta della sua ombra, per cui il santo che sarebbe nato sarebbe stato chiamato Figliuolo di Dio.

Al che Maria rispose all'angelo che le fosse fatto secondo la sua parola.
E così avvenne, Maria rimase incinta per virtù dello Spirito Santo, senza che Giuseppe l'avesse conosciuta. Ma quando Giuseppe, tempo dopo, si accorse che la sua promessa sposa era incinta si propose di lasciarla di nascosto; ma mentre aveva queste cose nell'animo un angelo di Dio gli apparve in sogno e gli disse di non preoccuparsi di prendere Maria in sposa perché quello che in lei era generato era dallo Spirito Santo; e che lui avrebbe dovuto mettere al figlio che doveva nascere il nome di Gesù che significa 'YHWH salva' (YHWH è il nome ebraico di Dio che si pronuncia Yahweh). Tranquillizzato da quelle parole, Giuseppe appena si svegliò prese in sposa Maria, sapendo per certo che il messaggero di Dio che gli era apparso non gli aveva mentito.

Proprio in quei giorni avvenne che uscì da parte di Cesare Augusto un decreto che si facesse un censimento di tutto l'impero. Allora Giuseppe prese la sua sposa che era incinta e si recò a Betleem a farsi registrare perché, come abbiamo detto innanzi, egli era della casa di Davide. Ed avvenne che mentre si trovavano a Betleem di Giuda, Maria partorì il fanciullo a cui in capo a otto giorni, quando fu circonciso, fu posto il nome di Gesù.
Il giorno stesso in cui Gesù nacque, apparve a dei pastori della contrada di Betleem un angelo del Signore il quale gli annunziò la buona notizia che in quel giorno nella città di Davide era nato il Salvatore, che era Cristo (dal greco Christòs che significa 'Unto'), il Signore. Essi dunque, udito ciò, si recarono a Betleem e vi trovarono il fanciullino e divulgarono quello che era loro stato detto di quel bambino. Al sentire quelle cose coloro che erano là presenti si meravigliarono.


Quando si compirono i giorni durante i quali - secondo la legge - la donna che aveva partorito un figlio maschio doveva rimanere a purificarsi del suo sangue, i suoi genitori lo portarono in Gerusalemme per presentarlo al Signore, ed anche per offrire l'olocausto e il sacrificio per il peccato che prescriveva la legge di Mosè.
In seguito, quando Gesù aveva ancora poche settimane giunsero a Betleem, presso la casa dove egli era tenuto, dei magi provenienti dall'Oriente i quali lo adorarono, e aperti i loro tesori gli offrirono dei doni: oro, incenso e mirra. Come avevano fatto quegli uomini a giungere a Betleem? In questa maniera: mentre erano in Oriente era apparsa loro la sua stella che li aveva condotti in Israele. Giunti a Gerusalemme avevano chiesto dove fosse il re dei Giudei che era nato perché essi erano venuti per adorarlo.

Ed il re della Giudea, Erode, chiamati gli scribi e i capi sacerdoti, s'informò da loro dove il Cristo doveva nascere, ed essi gli dissero che il Cristo doveva nascere in Betleem di Giudea. Il re dunque aveva mandato i magi a Betleem (dopo essersi informato del tempo in cui la stella era apparsa loro), dicendogli di tornare poi da lui quando avrebbero trovato il fanciullino perché pure lui voleva andare ad adorarlo. Ma i magi dopo avere trovato il fanciullino Gesù, non tornarono da Erode perché furono divinamente avvertiti in sogno di non ripassare da Erode; quindi per altra via tornarono al loro paese.
Questo naturalmente fece infuriare Erode che si vide beffato dai magi; e allora egli mandò a sterminare tutti i maschi ch'erano in Betleem e in tutto il suo territorio dall'età di due anni in giù (secondo il tempo del quale egli s'era informato dai magi). Ma il fanciullino Gesù non fu messo a morte perché Dio mediante un angelo aveva avvertito per tempo Giuseppe dicendogli di prendere il fanciullino e sua madre e di andare in Egitto e rimanervi fino a nuovo ordine. Quando poi Erode fu morto, allora Dio, sempre mediante un suo angelo, avvertì Giuseppe e gli disse di tornare in Israele.
Giunto in Israele, Giuseppe si ritirò in Galilea e precisamente nella città di Nazareth. Qui in Nazareth Gesù fu allevato dai suoi genitori e cresceva in sapienza e in statura, si fortificava e la grazia di Dio era sopra lui.

Quando Gesù raggiunse i trenta anni circa lasciò la Galilea e si recò al fiume Giordano a farsi battezzare da Giovanni il Battista, che era apparso da qualche tempo nel deserto della Giudea predicando un battesimo di ravvedimento per la remissione dei peccati. Chi era costui? Egli non era né Elia, e neppure il Cristo, come lui stesso ebbe a rispondere a quei Farisei che lo avevano interrogato un giorno al di là del Giordano dove lui stava battezzando; ma egli era colui del quale aveva parlato Dio tramite il profeta Malachia quando disse: "Ecco, io vi mando il mio messaggero; egli preparerà la via davanti a me" (Mal. 3:1). Un uomo perciò che Dio aveva mandato innanzi al suo Unto per preparargli la via. Ma in che maniera il messaggero di Dio avrebbe preparato la strada davanti all'Unto di Dio? Testimoniando di lui affinché tutti credessero per mezzo di lui; e questo difatti è quello che fece Giovanni.


Quando in quel giorno il Battista lo battezzò e Gesù fu uscito dall'acqua avvenne che i cieli si apersero ed egli vide scendere su di lui lo Spirito Santo in forma corporea a guisa di colomba ed udì una voce che disse: "Questo è il mio diletto Figliuolo nel quale mi son compiaciuto" (Matt. 3:17). Da allora il Battista cominciò ad attestare alle turbe: "Ho veduto lo Spirito scendere dal cielo a guisa di colomba, e fermarsi su di lui. E io non lo conoscevo; ma Colui che mi ha mandato a battezzare con acqua, mi ha detto: Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, è quel che battezza con lo Spirito Santo. E io ho veduto e ho attestato che questi è il Figliuol di Dio" (Giov. 1:32-34). In occasione dunque del suo battesimo in acqua Gesù di Nazareth fu unto da Dio di Spirito Santo.


Dopo che Gesù fu unto, lo Spirito Santo lo condusse nel deserto affinché fosse tentato da Satana. Dopo che ebbe digiunato per quaranta giorni e quaranta notti per tre volte il tentatore cercò di farlo cadere in peccato; ma Gesù si oppose a lui in maniera efficace citandogli la legge del Signore che egli aveva riposto nel suo cuore secondo che è scritto: "La legge del suo Dio è nel suo cuore; i suoi passi non vacilleranno" (Sal. 37:31). Il diavolo allora lo lasciò fino ad altra occasione, e gli angeli di Dio vennero a servirlo.

Dopo di ciò, Gesù tornò in Galilea dove cominciò a predicare e ad insegnare, glorificato da tutti. Venne anche a Nazareth dove era stato allevato, ma qui i suoi concittadini si levarono pieni di ira contro di lui perché dopo che egli ebbe letto in sinagoga quel passo di Isaia dove è detto: "Lo Spirito del Signore, dell'Eterno è su me, perché l'Eterno m'ha unto per recare una buona novella agli umili; m'ha inviato per fasciare quelli che hanno il cuore rotto, per proclamare la libertà a quelli che sono in cattività, l'apertura del carcere ai prigionieri, per proclamare l'anno di grazia dell'Eterno" (Is. 61:1), egli affermò che in quel giorno quella Scrittura s'era adempiuta, e che nessun profeta è ben accetto nella sua patria. Essi allora lo cacciarono fuori dalla città e cercarono di precipitarlo giù dal ciglio del monte su cui era fabbricata Nazareth, ma egli passando in mezzo a loro se ne andò a Capernaum, città sul mare ai confini di Zabulon e Neftali, dove fissò la sua residenza, infatti questa città è chiamata la sua città (cfr. Matt. 9:1).
Gesù andava attorno di città in città e di villaggio in villaggio predicando ed annunziando la buona novella del regno di Dio.

Egli diceva alla turbe: "Ravvedetevi e credete all'Evangelo" (Mar. 1:15); quindi esortava tutti a pentirsi dei loro peccati ed a credere nella buona notizia di cui lui era l'ambasciatore per volontà di Dio. Il profeta Isaia infatti aveva detto del Cristo che egli avrebbe recato una buona novella ai poveri. Ma in che cosa consisteva questa buona notizia in cui Gesù ordinava agli uomini di credere? Nel fatto che Dio nella pienezza dei tempi aveva mandato nel mondo il suo Figliuolo affinché chiunque credesse in lui non perisse ma avesse vita eterna. In altre parole nella meravigliosa notizia che Dio nel suo grande amore aveva mandato nel mondo il suo Figliuolo affinché per mezzo di lui il mondo fosse salvato, e che per essere salvati era necessario, indispensabile, credere in lui.

Oltre ad annunziare ai Giudei il ravvedimento e la fede in lui, Gesù insegnò molte cose in parabole alle turbe e così si adempirono le parole del profeta: "Io aprirò la mia bocca per proferir parabole, esporrò i misteri dei tempi antichi" (Sal. 78:2).
Ma Gesù operò anche tante guarigioni in mezzo ai Giudei. Egli risuscitò pure i morti e cacciò molti demoni dai corpi di coloro che li possedevano, e questo perché Dio era con lui.
Ma nonostante Gesù andasse in giro per il paese dei Giudei facendo del bene, e guarendo tutti coloro che erano sotto il dominio del diavolo perché Dio era con lui, ci furono molti che non credettero in lui, e dissero di lui che era un mangione e un ubriacone, uno che seduceva le persone, un pazzo, uno che aveva il principe dei demoni e mediante di esso cacciava i demoni, un peccatore perché violava il sabato, un bestemmiatore perché chiamava Dio suo Padre e si faceva uguale a lui. Calunnie, solo calunnie; perché Gesù fu un uomo temperato in ogni cosa; un uomo che non cercò mai il suo interesse come invece fanno i seduttori di menti che insegnano cose che non dovrebbero per amore di disonesto guadagno; un uomo ripieno di sapienza, ma non di quella dei principi di questo mondo ma di quella di Dio misteriosa ed occulta; un uomo ripieno di Spirito Santo che cacciava i demoni per l'aiuto dello Spirito; un uomo che non violò mai il Sabato perché in giorno di Sabato è lecito di fare del bene, è lecito di salvare una persona e lui in quel giorno faceva proprio questo guarendo coloro che avevano bisogno di guarigione; un uomo verace che non si fece uguale a Dio per presunzione ma perché egli era uguale a Dio per natura essendo il suo Unigenito Figliuolo venuto da presso a Lui.

Ma quantunque fosse uguale a Dio, Egli non reputò una cosa da ritenere con avidità questa uguaglianza con Dio ma umiliò se stesso prendendo la forma di servo, divenendo simile ai figliuoli degli uomini. Ecco perché molti non riconobbero in lui il Figlio di Dio perché si presentò sotto forma di un umile servo che apparentemente non aveva nulla di diverso dagli altri uomini.
Queste calunnie naturalmente fecero soffrire Gesù perché egli si vide rigettato proprio da quelli di casa sua; egli soffrì come i profeti che erano stati prima di lui i quali erano stati mandati da Dio al popolo per il suo bene ed invece furono rigettati e calunniati in ogni maniera quasi che essi cercassero il suo male. Si adempirono così le parole del profeta Isaia con cui egli aveva definito il Cristo: "Uomo di dolore, familiare col patire" (Is. 53:3), e così fu infatti Gesù Cristo.
Tra coloro che rigettarono Gesù ci furono i capi sacerdoti e i Farisei i quali, avendo disconosciuto lui e le dichiarazioni dei profeti che si leggevano ogni sabato, deliberarono di pigliarlo e di farlo morire.

Alcuni giorni prima della Pasqua, Gesù salì a Gerusalemme entrandovi montato sopra un asinello. Avvenne proprio in quei giorni che precedevano la Pasqua che Satana entrò in uno dei discepoli di Gesù, chiamato Giuda Iscariota, il quale andò dai capi sacerdoti per darglielo nelle mani. Ed essi rallegratisi di ciò, promisero di dargli in cambio del denaro, trenta sicli d'argento. Da quel momento perciò Giuda Iscariota cercava il momento opportuno di tradirlo.
Avvenne così che durante la festa della Pasqua, dopo che Gesù ebbe mangiato la Pasqua coi suoi discepoli che Giuda uscì da dove essi erano radunati. Poco dopo venne nell'orto del Getsemani, dove Gesù intanto era andato coi suoi discepoli per pregare, con una grande turba che aveva spade e bastoni. Dopo avere ricevuto il convenuto segnale da parte di Giuda, costoro misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono; esattamente come avrebbero fatto con un malfattore. Tutti i suoi discepoli allora lo lasciarono e se ne fuggirono.


Lo portarono prima davanti al Sinedrio che lo condannò come reo di morte perché si era dichiarato il Figlio di Dio, e quindi per bestemmia. Quando i membri del Sinedrio dissero: "È reo di morte" (Matt. 26:66), gli sputarono in viso e gli diedero dei pugni; e altri lo schiaffeggiarono, dicendo: "O Cristo profeta, indovinaci: Chi t'ha percosso?" (Matt. 26:68). Poi, legatolo, lo menarono dal governatore Ponzio Pilato per chiedergli di crocifiggerlo. Questi in un primo tempo aveva deliberato di liberarlo perché non trovava in lui nulla che fosse degno di morte (lo aveva anche mandato da Erode che in quei giorni si trovava in Gerusalemme il quale lo aveva schernito coi suoi soldati, ed anche lui non aveva trovato in Gesù alcuna delle colpe di cui l'accusavano i capi sacerdoti e gli scribi), ma siccome la moltitudine chiedeva con grande grida di crocifiggerlo acconsentì a quello che essa chiedeva e perciò comandò che fosse fatto prima flagellare e poi crocifiggere.

I soldati del governatore lo menarono allora dentro il pretorio e lo vestirono di porpora, gli misero sul capo una corona di spine, una canna nella mano destra, e prostratisi davanti a lui lo beffavano dicendo: Salve, re dei Giudei! e gli percuotevano il capo con la canna e gli sputavano addosso.
Dopo averlo spogliato della porpora e rivestito dei suoi vestimenti lo menarono fuori al luogo detto Golgota, dove lo inchiodarono sulla croce affinché si adempissero le parole: "M'hanno forato le mani e i piedi" (Sal. 22:16), in mezzo a due malfattori e questo affinché si adempissero le parole di Isaia: "E' stato annoverato fra i trasgressori" (Is. 53:12).
Mentre era appeso sulla croce i soldati presero le sue vesti e ne fecero quattro parti affinché ognuno di loro ne avesse una parte, mentre la tunica la tirarono a sorte per sapere a chi toccherebbe; questo avvenne affinché si adempisse la Scrittura: "Spartiscon fra loro i miei vestimenti e tirano a sorte la mia veste" (Sal. 22:18).


Un'altra cosa che avvenne mentre Gesù era appeso sulla croce agonizzante fu che lui venne schernito da coloro che passavano di là e dai capi sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani i quali gli dicevano: "Ha salvato altri e non può salvar se stesso! Da che è il re d'Israele, scenda ora giù di croce, e noi crederemo in lui. S'è confidato in Dio; lo liberi ora, s'Ei lo gradisce, poiché ha detto: Son Figliuol di Dio" (Matt. 27:42-44); e questo avvenne affinché si adempissero le parole di Davide: "Chiunque mi vede si fa beffe di me; allunga il labbro, scuote il capo, dicendo: Ei si rimette nell'Eterno; lo liberi dunque; lo salvi, poiché lo gradisce" (Sal. 22:7-8), ed ancora: "Apron la loro gola contro a me, come un leone rapace e ruggente" (Sal. 22:13).


Prima che Gesù spirasse gridò: "Elì, Elì, lamà sabactanì? cioè: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Matt. 27:46), e in quel momento uno degli astanti corse a prendere una spugna e inzuppatala d'aceto e postala in cima ad una canna gli diè da bere. Questo avvenne affinché si adempisse quello che era stato detto da Davide: "Nella mia sete, m'han dato a ber dell'aceto" (Sal. 69:21).
Dopo che Gesù spirò, i soldati vennero a fiaccare le gambe a coloro che erano sulla croce, fiaccarono le gambe ai due che erano stati crocifissi con lui, ma a Gesù non gliele fiaccarono, perché lo videro già morto, affinché si adempisse la Scrittura che dice: "Niun d'osso d'esso sarà fiaccato" (Giov. 19:36; Sal. 34:20). Quella sera si adempì anche la Scrittura: "Ed essi riguarderanno a me, a colui ch'essi hanno trafitto" (Zacc. 12:10).

Per dire qualcosa di lui, ed e’ un’impresa che sento superiore alle mie forze, postero’ sue frasi dal vangelo di tommaso considerato apocrifo

PERCHE’ LO “SENTO PIU’ VERO”

100 Parabole di Gesù trascritte da Didimo Giuda Tommaso 

  1. E lui disse: "Chiunque trova l'interpretazione di queste parole non conoscerà la morte".
  2. Gesù disse: "Coloro che cercano cerchino finché troveranno. Quando troveranno, resteranno turbati. Quando saranno turbati si stupiranno, e regneranno su tutto."
  3. Gesù disse: "Se i vostri capi vi diranno: il Regno è nei cieli, allora gli uccelli dei cieli vi precederanno. Se vi diranno è nei mari, allora i pesci vi precederanno. Invece, il Regno è dentro di voi e fuori di voi. Quando vi conoscerete sarete riconosciuti, e comprenderete di essere figli del Padre vivente. Ma se non vi conoscerete, allora sarete la miseria stessa."
  4. Gesù disse: "L'uomo di età avanzata non esiterà a chiedere a un bambino di sette giorni dov'è il luogo della vita, e quell'uomo vivrà. Perché molti dei primi saranno ultimi, e diventeranno tutt'uno."
  5. Gesù disse: "Sappiate cosa vi sta davanti agli occhi, e quello che vi è nascosto vi sarà rivelato.
    Perché nulla di quanto è nascosto non sarà rivelato."
  6. Gli chiesero i discepoli: "Vuoi che digiuniamo? Come dobbiamo pregare? Dobbiamo fare elemosine? Quale dieta dobbiamo osservare?" Gesù disse: "Non mentite, e non fate ciò che odiate, perché ogni cosa è manifesta in cielo. Alla fine, nulla di quanto è nascosto non sarà rivelato, e nulla di quanto è celato resterà nascosto."
  7. Gesù disse: "Fortunato è il leone che verrà mangiato dall'umano, perché il leone diventerà umano. E disgraziato è l'umano che verrà mangiato dal leone, poiché il leone diventerà comunque umano."
  8. E disse: "L'uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, potendo scegliere il pesce grosso con facilità. Chi ha buone orecchie intenda!"
  9. Gesù disse: "Un seminatore uscì, prese una manciata di semi e seminò. Alcuni caddero sulla strada, e gli uccelli vennero a raccoglierli. Altri caddero sulla pietra, non misero radici e non produssero spighe. Altri caddero sulle spine, e i semi soffocarono e furono mangiati dai vermi. E altri caddero sulla terra buona, e produssero un buon raccolto, che diede il sessanta per uno e il centoventi per uno."
  10. Gesù disse: "Ho appiccato fuoco al mondo, e guardate, lo curo finché attecchisce."
  11. Gesù disse: "Questo cielo scomparirà, e quello sopra pure scomparirà. I morti non sono vivi, e i vivi non morranno. Nei giorni in cui mangiaste ciò che era morto lo rendeste vivo. Quando sarete nella luce, cosa farete? Un giorno eravate uno, e diventaste due. Ma quando diventerete due, cosa farete?"
  12. I discepoli dissero a Gesù: "Sappiamo che tu ci lascerai. Chi sarà la nostra guida?"
    Gesù disse loro: "Dovunque siate dovete andare da Giacomo il Giusto, per amore del quale nacquero cielo e terra."
  13. Gesù disse ai suoi discepoli: "Paragonatemi a qualcuno e ditemi come sono."
    Simon Pietro gli disse: "Sei come un onesto messaggero." Matteo gli disse, "Sei come un filosofo sapiente." Tommaso gli disse: "Maestro, la mia bocca è totalmente incapace di esprimere a cosa somigli." Gesù disse: "Non sono il tuo maestro. Hai bevuto, e ti sei ubriacato dell'acqua viva che ti ho offerto." E lo prese con sé, e gli disse tre cose. Quando Tommaso tornò dai suoi amici questi gli chiesero: "Cosa ti ha detto Gesù?" Tommaso disse loro: "Se vi dicessi una sola delle cose che mi ha detto voi raccogliereste delle pietre e mi lapidereste, e del fuoco verrebbe fuori dalle rocce e vi divorerebbe."
  14. Gesù disse loro: "Se digiunate attirerete il peccato su di voi, se pregate sarete condannati, e se farete elemosine metterete in pericolo il vostro spirito. Quando arrivate in una regione e vi aggirate per la campagna, se la gente vi accoglie mangiate quello che vi offrono e prendetevi cura dei loro ammalati. Dopo tutto, quello che entra nella vostra bocca non può rendervi impuri, è quello che viene fuori dalla vostra bocca che può rendervi impuri."
  15. Gesù disse: "Quando vedrete uno che non è nato da una donna, prostratevi e adoratelo. Quello è il vostro Padre."
  16. Gesù disse:"La gente pensa che io sia venuto a portare la pace nel mondo. Non sanno che sono venuto a portare il conflitto nel mondo: fuoco, ferro, guerra. Perché saranno in cinque in una casa: ce ne saranno tre contro due e due contro tre, padre contro figlio e figlio contro padre, e saranno soli."
  17. Gesù disse: "Vi offrirò quello che nessun occhio ha visto, nessun orecchio ha udito, nessuna mano ha toccato, quello che non è apparso nel cuore degli uomini."
  18. I discepoli chiesero a Gesù: "Dicci, come verrà la nostra fine?" Gesù disse: "Avete dunque trovato il principio, che cercate la fine? Vedete, la fine sarà dove è il principio. Beato colui che si situa al principio, perché conoscerà la fine e non sperimenterà la morte."
  19. Gesù disse: "Beato colui che nacque prima di nascere. Se diventate miei discepoli e prestate attenzione alle mie parole, queste pietre vi obbediranno. Perché vi sono cinque alberi per voi in Paradiso; non mutano, inverno ed estate, e le loro foglie non cadono. Chiunque li conoscerà non sperimenterà la morte."
  20. I discepoli chiesero a Gesù: "Com'è il Regno dei Cieli?" E lui rispose loro: "È come un seme di senape, il più piccolo dei semi, ma quando cade sul terreno coltivato produce una grande pianta e diventa un riparo per gli uccelli del cielo."
  21. Maria chiese a Gesù: "Come sono i tuoi discepoli?" Lui disse: "Sono come bambini in un terreno che non gli appartiene. Quando i padroni del terreno arrivano, dicono, 'Restituiteci il terreno.' E quelli si spogliano dei loro abiti per renderglieli, e gli restituiscono il terreno. Per questo motivo dico, se i proprietari di una casa sanno che sta arrivando un ladro staranno in guardia prima che quello arrivi e non gli permetteranno di entrare nella loro proprietà e rubargli i loro averi. Anche voi, quindi, state in guardia nei confronti del mondo. Preparatevi con grande energia, così i ladri non avranno occasione di sopraffarvi, perché la disgrazia che attendete verrà. Che fra voi ci sia qualcuno che comprenda. Quando il raccolto fu maturo, lui arrivò subito con un sacco e lo mieté. Chi ha orecchie intenda!"
  22. Gesù vide alcuni neonati che poppavano. Disse ai suoi discepoli, "Questi neonati che poppano sono come quelli che entrano nel Regno." E loro: "Allora entreremo nel Regno come neonati?"
    Gesù disse: "Quando farete dei due uno, e quando farete l'interno come l'esterno e l'esterno come l'interno, e il sopra come il sotto, e quando farete di uomo e donna una cosa sola, così che l'uomo non sia uomo e la donna non sia donna, quando avrete occhi al posto degli occhi, mani al posto delle mani, piedi al posto dei piedi, e figure al posto delle figure allora entrerete nel Regno."
  23. Gesù disse: "Sceglierò fra voi, uno fra mille e due fra diecimila, e quelli saranno come un uomo solo."
  24. Dissero i suoi discepoli: "Mostraci il luogo dove sei, perché ci occorre cercarlo."
    Lui disse loro, "Chiunque qui abbia orecchie ascolti! C'è luce in un uomo di luce, e risplende sul mondo intero. Se non risplende, è buio." Allora chiesero: "Quando verrà il Regno dei Cieli?" Rispose: "Non verrà cercandolo. Non si dirà: 'Guarda, è qui!', oppure: 'Guarda, è lì!' Piuttosto, il Regno del Padre è sulla terra, e nessuno lo vede."
  25. Gesù disse: "Amate il vostro amico come voi stessi, proteggetelo come la pupilla del vostro occhio."
  26. Gesù disse: "Voi guardate alla pagliuzza nell'occhio del vostro amico, ma non vedete la trave nel vostro occhio. Quando rimuoverete la trave dal vostro occhio, allora ci vedrete abbastanza bene da rimuovere la pagliuzza dall'occhio dell'amico."
  27. Gesù disse: "Ho preso il mio posto nel mondo, e sono apparso loro in carne ed ossa. Li ho trovati tutti ubriachi, e nessuno assetato. Il mio animo ha sofferto per i figli dell'umanità, perché sono ciechi di cuore e non vedono, poiché sono venuti al mondo vuoti, e cercano di andarsene dal mondo pure vuoti. Ma nel frattempo sono ubriachi. Quando si libereranno dal vino, cambieranno condotta."
  28. Gesù disse: "Se la carne fosse nata a causa dello spirito sarebbe una meraviglia, ma se lo spirito fosse nato a causa del corpo sarebbe una meraviglia delle meraviglie. Eppure mi stupisco di come questa grande ricchezza si sia ridotta in tale miseria."
  29. Gesù disse: "Dove ci sono tre divinità, esse sono divine. Dove ce ne sono due o una, io sono con lei."
  30. Gesù disse: "Nessun profeta è benvenuto nel suo paese; i dottori non curano i loro conoscenti."
  31. Gesù disse: "Una città costruita su un’alta collina e fortificata non può essere presa, né nascosta."
  32. Gesù disse: "Quanto ascolterete con le vostre orecchie, proclamatelo dai vostri tetti ad altre orecchie. Dopo tutto, nessuno accende una lampada per metterla in un baule, né per metterla in un posto nascosto. Piuttosto, la mette su un lampadario così che chiunque passi veda la sua luce. Se un cieco guida un cieco, entrambi cadranno in un fosso.""
  33. Gesù disse: "Nessuno può entrare nella casa di un uomo robusto e prenderla con la forza se prima non gli lega le mani. A quel punto uno può sottrargli la casa."
  34. Gesù disse: "Non vi tormentate dalla mattina alla sera, al pensiero di cosa indossare."
  35. I suoi discepoli chiesero: "Quando ci apparirai, e quando tornerai a visitarci?"
    Gesù rispose: "Quando vi spoglierete senza vergognarvi, e metterete i vostri abiti sotto i piedi come bambini e li distruggerete, allora vedrete il figlio di colui che vive e non avrete timore."
  36. Gesù disse: "Spesso avete desiderato ascoltare queste parole che vi dico, e non avevate nessuno da cui ascoltarle. Vi saranno giorni in cui mi cercherete e non mi troverete."
  37. Gesù disse: "I Farisei e gli accademici hanno preso le chiavi della conoscenza e le hanno nascoste. Non sono entrati, e non hanno permesso a quelli che volevano entrare di farlo. Quanto a voi, siate furbi come serpenti e semplici come colombe."
  38. Gesù disse: "Una vite è stata piantata lontano dal Padre. Poiché non è robusta, sarà sradicata e morrà."
  39. Gesù disse: "Chiunque ha qualcosa in mano riceverà di più, e chiunque non ha nulla sarà privato anche del poco che ha."
  40. Gesù disse: "Siate come passanti." I suoi discepoli gli chiesero: "Chi sei tu per dirci queste cose?" Allora rispose: "Non comprendete chi sono da quello che dico, perché siete diventati come i Giudei, che amano l'albero ma odiano i frutti, o amano i frutti ma odiano l'albero."
  41. Gesù disse: "Chiunque bestemmia contro il Padre sarà perdonato, e chiunque bestemmia contro il figlio sarà perdonato, ma chiunque bestemmia contro lo Spirito Santo non sarà perdonato, né sulla terra né in cielo."
  42. Gesù disse: "L'uva non si coglie dai rovi, né i fichi dai cardi, poiché essi non danno frutti. I buoni producono bene da quanto hanno accumulato; i cattivi producono male dalla degenerazione che hanno accumulato nei loro cuori, e dicono cose malvagie. Poiché dal traboccare del cuore producono il male."
  43. Gesù disse: "Da Adamo a Giovanni il Battista, fra quanti nacquero da donna nessuno è tanto più grande di Giovanni il Battista da non dover abbassare lo sguardo. Ma vi dico che chiunque fra voi diventerà un bambino riconoscerà il Regno e diventerà più grande di Giovanni."
  44. Gesù disse: "Un uomo non può stare in sella a due cavalli o piegare due archi. E uno schiavo non può servire due padroni, altrimenti lo schiavo onorerà l'uno e offenderà l'altro. Nessuno beve vino stagionato e subito dopo vuole bere vino giovane. Il vino giovane non viene versato in otri nuovi, altrimenti si guasta. Non si cuce un panno vecchio su un abito nuovo, perché si strapperebbe."
  45. Gesù disse: "Se due persone fanno pace in una stessa casa diranno alla montagna: spostati! e quella si sposterà."
  46. Gesù disse: "Beati coloro che sono soli e scelti, perché troveranno il Regno dei Cieli. Poiché da lì venite, e lì ritornerete."
  47. Gesù disse: "Se vi chiederanno da dove venite, rispondete: 'Veniamo dalla Luce, dal luogo dove la Luce è apparsa da sé, si è stabilita, ed è apparsa nella sua immagine.' Se vi chiederanno: 'Siete voi?' dite: 'Siamo i suoi figli, e siamo i prescelti del Padre vivente.' Se vi chiederanno: 'Qual è la prova che il Padre è in voi?' dite loro: 'È il movimento e la quiete.' "
  48. I suoi discepoli gli chiesero: "Quando riposeranno i morti, e quando verrà il nuovo mondo?"
    Lui disse: "Quello che aspettate è già venuto, ma non lo sapete."
  49. I discepoli gli dissero: "E' utile o no la circoncisione?" Lui rispose: "Se fosse utile, il loro padre genererebbe figli già circoncisi dalla loro madre. Invece, la vera circoncisione nello spirito è diventata vantaggiosa da ogni punto di vista."
  50. Gesù disse: "Beato il povero, perché suo è il Regno dei Cieli. Beato l'uomo che si è impegnato e ha trovato la vita."
  51. Gesù disse: "Chi non odierà suo padre e sua madre non potrà essere mio discepolo, e chi non odierà fratelli e sorelle, e porterà la croce come faccio io, non sarà degno di me. "Chiunque non odia padre e madre come me non può essere mio discepolo, e chiunque non ama padre e madre come me non può essere mio discepolo. Poiché mia madre è solo una parola, ma la mia vera madre mi ha dato la vita."
  52. Gesù disse: "Chi è arrivato a conoscere il mondo ha scoperto una carcassa, e di chiunque ha scoperto una carcassa il mondo non è degno."
  53. Gesù disse: "Il regno del Padre è come un uomo che ha dei semi. Il suo nemico di notte gli ha piantato erbacce fra i semi. L'uomo non ha voluto che i braccianti gli strappassero le erbacce, ma ha detto loro, 'No, altrimenti per strappare le erbacce potreste finire per strappare anche il grano.' Poiché il giorno del raccolto le erbacce saranno molte, e saranno strappate e bruciate.
  54. Gesù disse: "Guardate colui che vive finché vivete, altrimenti potreste morire e poi cercare di scorgere colui che vive, e non ne sareste capaci."
  55. Vide un samaritano che portava un capretto e andava in Giudea. Disse ai suoi discepoli, "Quell'uomo sta portandosi dietro il capretto fino in Galilea." Loro gli dissero: "Così da ucciderlo e mangiarlo." Lui disse loro: "Non lo mangerà finché è vivo, ma solo dopo averlo ucciso e ridotto a cadavere."
    Loro risposero, "Non potrebbe fare altrimenti." Lui disse loro: "Allora anche voi cercatevi un posto per riposare, o potreste diventare cadaveri e venire mangiati."
  56. Gesù disse: "In due si adageranno su un divano; uno morirà, l'altro vivrà." Disse Salomè: "Chi sei tu signore? Sei salito sul mio divano e hai mangiato dalla mia tavola come se qualcuno ti avesse inviato." Gesù le disse: "Sono quello che viene da ciò che è integro. Mi sono state donate delle cose di mio Padre." Disse Salomè: "Sono tua discepola." E Gesù rispose: "Per questa ragione io ti dico, se uno è integro verrà colmato di luce, ma se è diviso, sarà riempito di oscurità. Io rivelo i miei misteri a coloro che ne sono degni. Che la vostra mano sinistra non sappia cosa fa la destra."
  57. Gesù disse: "C'era un ricco che aveva molto denaro. Disse: 'Investirò questo denaro così da poter seminare, mietere e riempire i miei magazzini con il raccolti, in modo che non mi manchi nulla.' Questo pensava in cuor suo, ma quella stessa notte morì. Chi fra voi ha orecchie intenda!"
  58. Gesù disse: "Un uomo organizzò un ricevimento. Quando ebbe preparato la cena, mandò il suo servo a invitare gli ospiti. Il servo andò dal primo e gli disse: 'Il padrone ti invita.' E quegli rispose: 'Ci sono dei mercanti che mi devono dei soldi, e vengono da me stasera. Devo andare a dar loro istruzioni. Lo prego di scusarmi ma non posso venire a cena.' Il servo andò da un altro e disse,:'Il padrone ti ha invitato.' Quegli disse al servo: 'Ho comprato una casa, e devo assentarmi per un giorno. Non avrò tempo per la cena.' Il servo andò da un altro e gli disse: 'Il padrone ti invita.' Quegli disse al servo: 'Un mio amico si sposa, e devo preparargli il banchetto. Non potrò venire. Lo prego di scusarmi se non posso venire.' Il servo andò da un altro e gli disse: 'Il padrone ti invita.' Costui rispose: 'Ho comprato una proprietà, e sto andando a riscuotere l'affitto. Non potrò venire, Lo prego di scusarmi.' Il servo ritornò e disse al padrone: 'Quelli che avevi invitato a cena chiedono scusa ma non possono venire.' Il padrone disse al servo: 'Vai per la strada e porta a cena chiunque trovi.'
    Acquirenti e mercanti non entreranno nei luoghi del Padre mio."
  59. Lui disse, Un uomo che possedeva una vigna, l'aveva affittata a dei contadini, così che la lavorassero e gli cedessero il raccolto. Mandò il suo servo dai contadini per farsi consegnare il raccolto. Quelli lo afferrarono, lo picchiarono, e quasi l'uccisero. Poi il servo ritornò dal padrone. Il padrone disse: 'Forse non ti conosceva.' Mandò un altro servo, e i contadini picchiarono anche quello. Quindi il padrone mandò suo figlio e disse: 'Forse verso mio figlio mostreranno un qualche rispetto.' Poiché i contadini sapevano che lui era l'erede della vigna, lo afferrarono e lo uccisero. Chi ha orecchie intenda!"
  60. Gesù disse: "Mostratemi la pietra scartata dai costruttori; quella è la pietra angolare."
  61. Gesù disse: "Quelli che sanno tutto, ma sono carenti dentro, mancano di tutto."
  62. Gesù disse: "Beati voi, quando sarete odiati e perseguitati; e non resterà alcun luogo, dove sarete stati perseguitati. I cieli e la terra si apriranno al vostro cospetto, e chiunque è vivo per colui che vive non vedrà la morte." Non dice Gesù: "Di quelli che hanno trovato se stessi, il mondo non è degno?"
  63. Gesù disse: "Beati i perseguitati nei cuori, perché sono arrivati a conoscere veramente il Padre. Beati coloro che patiscono la fame, perché il bisognoso potrà essere saziato."
  64. Gesù disse: "Se esprimerete quanto avete dentro di voi, quello che avete vi salverà. Se non lo avete dentro di voi, quello che non avete vi perderà."
  65. Gesù disse: "Distruggerò questa casa, e nessuno sarà più in grado di ricostruirla"
  66. Un uomo gli disse: "Dì ai miei fratelli di dividere con me i loro averi."
    Lui chiese all'uomo: "...e chi mi ha nominato spartitore?"
    Si girò verso i discepoli e disse: "Non sono uno spartitore, vero?"
  67. Gesù disse: "Il raccolto è enorme ma i braccianti sono pochi, perciò pregate il mietitore di mandare i braccianti nei campi."
  68. Lui disse: "Signore, sono in molti attorno all'abbeveratoio, ma non c'è nulla nel pozzo."
  69. Gesù disse, "In molti si affollano davanti alla porta, ma sarà il solitario ad entrare nella camera nuziale."
  70. Gesù disse: "Il regno del Padre è come un mercante che ricevette un carico di mercanzia e vi trovò una perla. Il mercante fu accorto; vendette la mercanzia e si tenne solo la perla.
    Così anche voi, cercate il tesoro che è eterno, che nessuna tarma divora e nessun verme guasta."
  71. Gesù disse: "Io sono la Luce che è su tutte le cose. Io sono tutto: da me tutto proviene, e in me tutto si compie. Tagliate un ciocco di legno; io sono lì. Sollevate la pietra, e mi troverete."
  72. Gesù chiese: "Perché siete venuti nella campagna? Per vedere una canna scossa dal vento? E per vedere un uomo vestito in abiti raffinati, come i capi e i potenti? Quelli sono vestiti in panni raffinati, e non sanno cogliere la verità."
  73. Una donna nella folla gli disse: "Fortunato il grembo che ti generò e il seno che ti nutrì."
    Lui le disse: "Fortunati coloro che hanno ascoltato la parola del Padre e l'hanno veramente conservata. Poiché vi saranno giorni in cui direte, 'Fortunato il grembo che non ha concepito, e il seno che non ha allattato.' "
  74. Gesù disse: "Chi è arrivato a conoscere il mondo ha scoperto un cadavere, e chi ha scoperto un cadavere è al di sopra del mondo."
  75. Gesù disse: "Lasciate che chi è diventato ricco regni, e che chi ha il potere vi rinunci."
  76. Gesù disse, "Chi è vicino a me è vicino al fuoco, e chi è lontano da me è lontano dal regno."
  77. Gesù disse: "Le immagini sono visibili alla gente, ma la loro luce è nascosta nell'immagine della luce del Padre. Lui si rivelerà, ma la sua immagine è nascosta dalla sua Luce."
  78. Gesù disse: "Quando vedete ciò che vi somiglia siete contenti. Ma quando vedrete le immagini che nacquero prima di voi e che non muoiono né diventano visibili, quanto dovrete sopportare!"
  79. Gesù disse: "Adamo è partito da un grande potere e una grande ricchezza, ma non era degno di voi. Perché se fosse stato degno, non avrebbe conosciuto la morte."
  80. Gesù disse: "Le volpi hanno tane e gli uccelli hanno nidi, ma gli esseri umani non hanno un posto dove stendersi e riposare."
  81. Gesù disse: "Quanto è misero il corpo che dipende da un corpo, e quanto è misera l'anima che dipende da entrambi."
  82. Gesù disse: "I messaggeri e i profeti verranno da voi e vi daranno ciò che vi appartiene. Voi, da parte vostra, date loro quello che avete, e dite a voi stessi: 'Quando verranno a prendere quello che gli appartiene?'"
  83. Gesù disse: "Perché sciacquate l'esterno della coppa? Non capite che quello che ha creato l'interno è anche quello che ha creato l'esterno?"
  84. Gesù disse: "Venite a me, perché il mio giogo è confortevole e il mio dominio è gentile, e troverete la vostra pace."
  85. Gli dissero: "Dicci chi sei così che possiamo credere in te."
    Lui disse loro: "Voi esaminate l'aspetto di cielo e terra, ma non siete arrivati a comprendere colui che è di fronte a voi, e non sapete come interpretare il momento attuale."
  86. Gesù disse: "Cercate e troverete. Nel passato, comunque, non vi ho rivelato le cose che allora mi chiedeste. Ora vorrei dirvele, ma voi non le chiedete più."
  87. Gesù disse: "Non date cose sacre ai cani, e non gettate perle ai porci, perché potrebbero gettarle sullo sterco."
  88. Gesù disse: "Colui che cerca troverà, e chi bussa entrerà. Se avete denaro, non prestatelo a interesse. Piuttosto, datelo a qualcuno da cui non lo riavrete."
  89. Gesù disse: "Il Regno del Padre è come una donna. Prese un po’ di lievito, lo nascose nell'impasto, e ne fece grandi forme di pane. Chi ha orecchie intenda!"
  90. Gesù disse: "Il Regno è come una donna che portava una giara piena di farina. Mentre camminava per una lunga strada, il manico della giara si ruppe e la farina le si sparse dietro sulla strada. Lei non lo sapeva; non si era accorta di nulla. Quando arrivò a casa, posò la giara e scoprì che era vuota."
  91. Gesù disse: "Il Regno del Padre è come quell'uomo che voleva uccidere un potente. Prima di uscire di casa sfoderò la spada e la infilò nel muro per provare se il suo braccio riusciva a trapassarlo. Poi uccise il potente."
  92. I discepoli gli dissero: "I tuoi fratelli e tua madre sono qui fuori." Lui rispose: "Quelli che fanno il volere del Padre mio sono i miei fratelli e mia madre. Sono quelli che entreranno nel Regno di mio Padre."
  93. Mostrarono a Gesù una moneta d'oro e gli dissero: "Gli uomini dell'imperatore romano ci chiedono le tasse." Lui disse loro: "Date all'imperatore quello che è dell'imperatore, date a Dio quello che è di Dio, e date a me quel che è mio."
  94. Gesù disse: "Maledetti i Farisei! Sono come il cane che dorme nella mangiatoia: il cane non mangia, e non fa mangiare il bestiame. Maledetta la carne che dipende dall'anima. Maledetta l'anima che dipende dalla carne."
  95. Gesù disse: "Beati quelli che sanno da dove attaccheranno i ribelli. Possono organizzarsi, raccogliere le risorse imperiali, ed essere preparati prima che i ribelli arrivino."
  96. Dissero a Gesù: "Vieni, oggi preghiamo e digiuniamo." Gesù disse: "Quale peccato ho commesso o di quale impurità mi sono macchiato? Quando lo sposo lascia la camera nuziale, allora fate che la gente digiuni e preghi."
  97. Gesù disse: "Quando farete dei due uno diventerete figli di Adamo, e allora, se direte: 'Montagna, spostati!' si sposterà."
  98. Gesù disse: "Il Regno è come un pastore che aveva cento pecore. Una di loro, la più grande, si smarrì. Lui lasciò le altre novantanove e la cercò fino a trovarla. Dopo aver faticato tanto le disse: 'Mi sei più cara tu di tutte le altre novantanove.'"
  99. Gesù disse: "Chi berrà dalla mia bocca diventerà come me; io stesso diventerò quella persona, e tutte le cose nascoste gli si riveleranno. Se non digiunate dal mondo, non troverete il Regno. Se non osservate il Sabato come Sabato non vedrete il Padre."
  100. Gesù disse: "Il Regno del Padre è come colui che aveva un tesoro nascosto nel suo campo ma non lo sapeva. E quando morì lo lasciò a suo figlio. Il figlio non ne sapeva nulla neanche lui. Diventò proprietario del campo e lo vendette. L'acquirente andò ad arare, scoprì il tesoro, e cominciò a prestare denaro a interesse a chi gli pareva. Lasciate che chi ha trovato il mondo, ed è diventato ricco, rinunci al mondo."

 Grazie MAESTRO

GRAZIE GRAZIE GRAZIE 

SWAMI SATYANANDA SARASWATI

Il nostro maestro di YOGA NIDRA


 

yoga nidra, che deriva dal Tantra è quell'arte di cura adattata da Swami Satyananda Sarasvati.

Nelle pratiche di Yoga Nidra il sonno non viene considerato come rilassamento.

Per un rilassamento assoluto è opportuno che impariamo a rimanere consapevoli

Lo Yoga nidra è uno stato di sonno dinamico.

E' un metodo sistematico per indurre un completo rilassamento fisico, mentale ed emozionale..

Il termine Yoga Nidra deriva da due parole sanscrite: Yoga che significa unione e consapevolezza unidirezionale e Nidra che vuole dire sonno

Si tratta di un rilassamento interiore raggiunto in uno stato intermedio di sonno-veglia.

Entriamo in uno stato alpha-theta

La coscienza ,ritrovato il suo equilibrio tra il mondo esterno ed il sonno, diviene potente e può essere applicata, ad esempio, per sviluppare la memoria, per incrementare la creatività e per crescere spiritualmente.

Le tensioni accumulate nei sistemi muscolari, emozionali e mentali saramnno rilasciate per vivere nel benessere psicofisico.

Il sistema di rilassamento di una pratica di Yoga Nidra è riposante come 4 ore di sonno normale.

Praticare Yoga Nidra significa aprire gli stadi più profondi della nostra mente.  La mente diventa molto recettiva e recepirà e metterà in pratica ciò che è giuso per il Sè Superiore di ognuno di noi.

Yoga Nidra non è ipnosi, in quanto si mantiene la consapevolezza e la mente rimarrà completamente sveglia, così come tutti i canali sensoriali.

Tuttavia vi è in questa pratica un'influenzamento della mente (la mente è comunque e sempre influenzata poichè lavora in ogni nostro momento con del materiale che viene dall'esterno di sè) che non si basa però sulla suggestione o sulla persuasione, chi lo pratica impara a indurre il proprio stato di rilassamento seguendo le istruzioni dell'istruttore.

Con lo Yoga Nidra si "bruciano" i vecchi samskara, le abitudini e le tendenze, in modo da rinascere nuovamente

Questo procedimento non solo è più rapido di qualsiasi altro sistema che lavori solo su basi esteriori, ma i risultati sono più affidabili e duraturi

Essa è una forma di riposo psichico, fisiologico e di ringiovanimento, più efficace del sonno naturale.

Yoga Nidra rilassa la mente rilassando il corpo, azione che avviene naturalmente durante il sonno profondo poichè le  emozioni ed i sensi fisici sono ritirati.

Con la pratica di Yoga Nidra si riesce dunque ad occupare il conscio con la rotazione della coscienza sui vari punti fisici, il subconscio con il creare delle visualizzazioni e lasciare infine senza filtri l'inconscio in modo da recepire il SANKALPA , LA RISOLUZIONE decisa da noi e che è il seme del nostro cambiamento!

L'istruttore è solo una guida, fornisce la tecnica o accompagna, ma non forzerà mai il praticante in nessun modo.

Con queste due tecniche otterremo contemporaneamente due benefici: un grande rilassamento e un positivo cambiamento mentale.

 

OSHO, IL MAESTRO “OCEANICO” 

I SUOI LIBRI MI HANNO APERTO UN MONDO E ALL’INIZIO NE ERO STRAVOLTA, INTONTITA, QUASI “ANNIENTATA”

UN URAGANO SI ERA ABBATTUTO SU DI ME 

HO DOVUTO DISTOGLIERMI PER MESI DAI SUOI SCRITTI

MA POI  L’HO “RINCONTRATO” E L’HO AMATO GRANDEMENTE E TUTT’ORA E’ COSI’

Osho e’ sempre stato contestato, osho non e’ ordine, e’ caos…..ma che caos! 

OSHO E’ IL MAESTRO CHE EMMANUEL CITA PIU’ SOVENTE E SPESSO LO VEDO CON UN SUO LIBRO IN MANO  (IN REALTA’  I SUOI LIBRI SONO IL FRUTTO DEI SUOI DISCORSI CHE I SUOI SANJASIN RACCOGLIEVANO) 

GRAZIE MAESTRO, HO SCOPERTO PERCHE’ MI PIACI TANTO: 

PERCHE’ TU DICI QUELLO CHE IL MIO CUORE GIA’ SENTE E VUOLE. TRA NOI (a parte il libro finale che per me neppure lo riguarda) NON C’E’ DICOTOMIA

Fare amicizia con alberi, uccelli e…

La scoperta del tuo essere è l’inizio della vita. Allora ogni momento è una nuova scoperta, ogni momento è motivo di gioia; un nuovo mistero si schiude per la prima volta, un amore sconosciuto comincia a sbocciare dentro di te, una compassione mai provata prima d’ora, una nuova sensibilità per la bellezza, per la bontà…
Diventi talmente sensibile che persino un esile filo d’erba acquista per te un’immensa importanza.
La tua sensibilità ti fa capire chiaramente che il filo d’erba, per l’esistenza, è importante quanto la stella più grande. Senza quel filo d’erba, l’esistenza sarebbe sminuita. Quel filo d’erba è unico e insostituibile e ha una sua individualità.

Questa tua sensibilità ti farà stringere nuove amicizie: con alberi, uccelli e animali, con le montagne, i fiumi, gli oceani e le stelle. La tua vita si arricchirà sempre più, mentre amore e amicizia fioriranno. [Osho]

***********

Se ami saprai che tutto inizia e tutto finisce e che c'è un momento per l'inizio e un momento per la fine e questo non crea una ferita. Non rimani ferito, sai che quella stagione è finita. Non ti disperi, riesci a comprendere e ringrazi l'altro: "Mi hai dato tanti bei doni, mi hai donato nuove visioni della vita, hai aperto finestre nuove che non avrei mai scoperto da solo. Adesso è arrivato il momento di separarci, le nostre strade si dividono". Non con rabbia, non con risentimento, senza lamentele e con infinita gratitudine, con grande amore, con il cuore colmo di riconoscenza. Se sai come amare, saprai come separarti.

Osho 

GRAZIE OSHO, E’ QUELLO CHE SENTO

 


Diceva egli di se stesso:

Certo, sono fragile, delicato e sensibile. Questa è la mia forza. Se tiri un sasso a un fiore, al sasso non succede nulla, ma il fiore scompare. Eppure.. non puoi dire che il sasso ha più potere del fiore: il fiore viene annientato, perché era vivo. E al sasso non accade nulla perché è morto.. •Osho …

Diceva dell’amore:

Amare significa lasciare all’altro la libertà di essere se stesso in ogni istante del proprio cammino insieme, ed esserne capaci implica aver raggiunto una maturità interiore tale da non temere neanche il venir meno dell’affetto o dell’interesse da parte dell’amato. Amare vuol dire desiderare la gioia del proprio amato senza porre alcuna condizione e senza aspettarsi nulla in cambio. L’amore è una qualità del proprio essere, se la si possiede, ne beneficia indistintamente chiunque ne venga …

Ti aspetti qualcosa… e non succede niente. Ti aspetti qualcosa… e accade tutto il contrario: il tuo ego ne rimane sconvolto, cadi nell’infelicità più nera. Limitati ad osservarlo: quando ti senti infelice prova a scoprirne il motivo. Le cause non stanno al di fuori di te. Il motivo fondamentale è dentro di te, ma tu guardi sempre al di fuori, chiedi sempre: chi mi rende così infelice?   … 

OSHO

   A ogni pezzo delle antiche credenze che cade giù come una vecchia e arrugginita armatura,  

diventi sempre più leggero e più capace di celebrare la tua vita liberamente,  

proprio in questo momento, stai puntando a un incontro diretto con la verità.  

Meno bagaglio hai e più facile è che accada. 

Se tutto quel che hai vissuto può essere espresso in parole, non hai vissuto nulla. Quando ti succede qualcosa che è al di là delle parole, solo allora cominci a vivere, solo allora la vita bussa alla tua porta. •Osho Rajneesh  

Di osho non diro’ altro se non qualche suo pensiero non si puo’ concentrare tutto quello che ha detto….ci sono 169 libri…..se vi va leggetene qualcuno…..:

A tutti noi viene insegnato ad essere colti, non ad essere innocenti o a percepire la meraviglia dell'esistenza; ci vengono insegnati i nomi dei fiori; degli alberi e non come entrare in comunicazione con loro, in sintonia con l'esistenza. L'esistenza è un mistero e non è accessibile a coloro che vogliono sempre analizzare, selezionare, ma solo a coloro che sono disposti ad innamorarsene, a danzare con lei.


L'amore non è ciò che si intende di solito. L'amore comune non è che una finzione; dietro di esso si nasconde dell'altro. L'amore autentico è un fenomeno totalmente diverso: non è un pretendere, bensì un condividere; non conosce il chiedere, ma la gioia del dare.


Non ti chiedo di credere negli altri. Quello è solo il risultato di una mancanza di fiducia in se stessi.



L'uomo di mondo fugge da se stesso mentre il ricercatore fugge in se stesso per trovare la sorgente della vita, della consapevolezza.
E quando scopre la sorgente della vita, egli non ha scoperto solo la fonte della propria vita, egli ha scoperto la fonte della vita dell'universo, del cosmo intero.



Qualunque cosa distrugga la libertà non è amore. Deve trattarsi di altro, perché amore e libertà vanno a braccetto, sono due ali dello stesso gabbiano.
Ogni volta che vedi il tuo amore in conflitto con la tua libertà, significa che stai facendo qualcos'altro in nome dell'amore.



La felicità è un affiorare interiore; è un risveglio delle tue energie; è un risveglio della tua anima.



Accumulare avvelena il cuore. Ogni cosa accumulata è velenosa.
Se condividi, il tuo organismo sarà libero da veleni.
E quando dai, non preoccuparti che il tuo dare sia o non sia corrisposto.
Non aspettare neppure un grazie.
Sentiti riconoscente verso la persona che ti ha permesso di condividere ciò che avevi...non aspettarti nulla; non dire, in cuor tuo, che quella persona dovrebbe esserti riconoscente,
perché tu hai condiviso qualcosa con lei... no, sentiti tu riconoscente, perché l'altro è stato disposto ad ascoltarti, a condividere con te un'energia: ha accettato di ascoltare il tuo canto; era disponibile a guardare la tua danza; non ti ha respinto, quando sei giunto con il tuo dono...avrebbe potuto farlo.



Non c'è bisogno di correre. Non importa cosa succede intorno a te, mantieni un passo pacato che ti permetta di rimanere in sintonia con la brezza gentile della meditazione.
E appena te ne dimentichi, ritorna in quello spazio, semplicemente e senza sentirti in colpa. Sii la quiete nella tempesta.



L'opposto dell'amore è il falso-amore: un amore che finge di essere tale, e non lo è.



Non sei qui per vivere la vita di qualcun altro; puoi solo vivere un’unica vita, la tua!
Tu puoi essere solo te stesso… e non esiste qualcun altro che possa essere te!



Accetta la tristezza, dalle il benvenuto, lascia che sia un ospite beneaccetto.
E osservala con attenzione in profondità, con amore, con attenzione.
Sii un vero anfitrione! E rimarrai sorpreso, sorpreso al di là di qualsiasi aspettativa, perché vedrai che la tristezza possiede alcune bellezze che la felicità non potrà mai avere.
La tristezza ha profondità, mentre la felicità è sempre superficiale. La tristezza ha lacrime, e le lacrime scendono a profondità maggiori di qualsiasi risata. La tristezza ha un silenzio proprio, una melodia che la felicità non potrà mai avere.
Non si tratta di scegliere la tristezza ma di godere anche di essa....



Puoi amare solo quando sei felice dentro di te.
L'amore non può venir aggiunto dall'esterno. Non è un indumento che puoi indossare.



Io concepisco un mondo senza povertà, senza classi, senza nazioni, senza religioni, senza alcun tipo di discriminazione.
Io concepisco un mondo unito, un'umanità unita, un'umanità che condivide ogni cosa materiale e spirituale, una profonda fratellanza spirituale.



La vita non è un pugno chiuso: è una mano aperta pronta ad offrire i suoi segreti a chiunque sia pronto, ricettivo e disponibile a riceverli.



Comprendi la Paura, non tentare di liberartene. Accettala come parte del tuo essere. Se riesci ad accettarla è già scomparsa.



Solo colui che ha abbandonato ogni credo si trova sul sentiero della verità. Altrimenti chi ha pregiudizi, ed un certo credo stabilito non può rivendicare alcuna verità. I credo sono una creazione della mente dell'uomo. La verità non conosce scissioni, pertanto colui che è libero da pregiudizi, ed è imparziale, diviene il detentore del vero, essendone padrone.



L’amore non è un bisogno, ma un traboccare… L’amore è un lusso. È abbondanza. Significa possedere così tanta vita che non sai più cosa farne, quindi la condividi. Significa avere nel cuore infinite melodie da cantare; che qualcuno ascolti o no è irrilevante. Anche se nessuno ascolta, devi comunque cantare, devi danzare la tua danza.
 

GURU ARJAN- IL GURU DELLO SPAZIOSACRO

Arjan fu' il terzo figlio di Guru Ram Das. Venne al mondo il 15 di aprile il 1563 a Goindwal.


Un poeta per eccellenza,un filosofo per suo diritto,un costruttore e un grande organizzatore.

 

Fu' anche il primo martire della storia dei Sikk.   Questo fu' Guru Arjan.

 

Anche nei primi anni evidenzio' segni di grande promessa, fedele nei suoi ideali e possessore di una mente bilanciata verso i suoi detrattori, uno dei quali era suo fratello maggiore,Prithi Chand,che fece di tutto per fargli del male per usurpargli il trono, eppure  fu' ripagato con nient'altro che  perdono e carita', 

L'altro fratello di Guru Arjan,  Mahadev,era un recluso e pertanto incapace a succedere al padre.


Seppure i Sikhs si mantennero per Guru Arjan mandandogli offerte sia da vicino che da lontano, queste erano intercettate da Prithi Chand, quindi niente arrivava al Guru, anche se  lui e la cucina comunitaria dipendevano solo dalle offerte dei fedeli.


Ma segretamente le offerte arrivarono a lui ed Nel Cuore della citta' di Amritsar, Guru Arjan fece costruire un Gurdwara, popolarmente consciuto ora come “TEMPIO D”'ORO” aperto ai quattro lati per significare che era aperto a tutte le quattro caste e a genti di tutte le parti del mondo.

 

AMRITSAR,TEMPIO D'ORO INDIA
Si dice,che chiese al santo Mussulmano Sufi, Mian Mir, di posare la prima pietra.

Dopo il Guru eresse due citta',una di nome Taran Taran e l'altra Kartarpur nel distretto di Jullandar rispettivamente.

Intorno ai Gurdwara di queste citta'il Guru fece costruire due grandi laghi perche' la gente potesse bagnarsi e tenersi meticolosamente puliti.
Quando nel 1595 Guru Arjan divenne padre di un figlio, Prithi Chand, IL FRATELLO, che sperava che il Guru essendo senza figli,passasse a lui IL TRONO o a suo figlio, Q
uesti comincio’ a premeditare un vile intrigo. 

Prima provo' ad'avvelenare il figlio del Guru, pero' una volta che il suo piano falli',egli si associo' con il governatore mussulmano di Jullandar Sulhi Khan e lo incito' ad'attaccarlo. 

Pero' Sulhi mori' nelle piu' tragiche circostanze. 

In un momento di tregua il Guru si adagio' ad'una vita di pace e compilo' il Guru Granth Sahib. Il Libro Sacro dei Sikk 

Egli aveva gia' dato ai suoi Sikh un posto centrale di preghiera,ossia il Darbar Sahib “la Corte del Signore” che come gia' detto viene riferito oggi come il “Tempio d''Oro” e 

Quindi  organizzo' la congregazione”Sangat”sotto i missionari”masands”  

Nel frattempo, Jahangir l'imperatore mogul di Delhi, ascoltando voci che riportavano l'influenza del Guru, non solo fra gli indu' ma anche fra i mussulmani., e poiché qualche tempo prima qualcuno aveva indicato all'imperatore Akbar che il Guru aveva compilato un libro dove insultava la fede mussulmana,

…. L’imperatore Jahangir  chiese  a Guru Arjan di leggergli il libro quando  gli fece visita a Goindwal nel 1598, 

e quando fu fatto l'imperatore ne rimase compiaciuto e soddisfatto che il Guru avesse una missione di sintesi e non di conflitto ed esclusivita'.

Pero' l'imperatore Jahangir era fatto di un'altro tessuto e chiese al Guru di cambiare il testo del Granth,includendo le lodi del profeta Mohamed, maometto, ma in questo caso il Guru rifiuto',

nel frattempo in quei giorni il figlio dell'imperatore Jahagir si ribello' contro il padre,e scappo' in direzione di Kabul, e durante il viaggio si fermo' al Darbar “Corte del Guru”e come era costume in quelle occasioni,chiese la sua benedizione.

 

Fu' riferito all'imperatore che il Guru aveva assistito  suo figlio con denaro e gli aveva imposto un marchio fatto con lo zafferano sulla fronte”Tilak”e dato la sua benedizione per la lotta contro l'imperatore stesso. 

(E' da premettere qui' che il segno del “tilak”si applicava sulla fronte all'incoronamento di un imperatore o un Guru Sikh)


Tutto questo era naturalmente falso, pero'Jahangir credette a queste storie e  allo stesso tempo , poiche’ segretamente aveva  sempre desiderato eliminare questa persona la cui autorita' continuava a crescere

ne  ordino' l'immediato arresto e la confisca di tutte le sue proprieta'  

Guru Arjan fu' affidato nelle mani del governatore di Lahore, Murtaza Khan e torturato a morte. 

Fu' fatto sedere su una piastra incandescente,docciato con acqua bollente e docciato con sabbia incandescente.


un santo sufi, suo amico, lo visito' e gli disse che se lui accettava di cambiare il Granth,le sue torture sarebbero terminate.
 

GURU ARJAN invece ringrazio' i suoi torturatori 

mettendo in risalto il ringraziamento per loro che gli “ avevano provveduto  un posto cosi' agiato per la sua meditazione”   (la piastra incandescente!).

Infatti , Dopo aver nominato suo figlio Har Gobind come suo successore, 

mori cantando  WAHE GURU dopo 5 giorni e 5 notti di tortura !

Guru ji fu' portato al fiume Ravi il 30 maggio del 1606 per un bagno. 

Il suo corpo straziato dalle piaghe si dissolse nelle acque del fiume.

 

Cosi' fu' il primo martire della storia SIKK.

 

 

 Jiddu Krishnamurti

Verso la liberazione interiore

“Dove c’è conformismo, non può fiorire la bontà. Abbiamo assoluto

bisogno di libertà; ma la libertà può esserci solo quando capite fino in fondo e

nella sua interezza il problema dell’invidia, dell’avidità, dell’ambizione, del

desiderio di potere. È solo la libertà da tutto questo che farà sbocciare quella

cosa straordinaria che chiamiamo carattere. Un uomo libero ha in se la

compassione e sa che cos’è l’amore, non l’uomo che parla di moralità, usando

ripetutamente parole vuote.”

 

…..“L’amore e l’elemento più pericoloso che esista; porta con sé una totale

incertezza e siccome noi non vogliamo vivere nell’incertezza, siccome non

vogliamo sentirci in pericolo, viviamo nella mente e non nel cuore. L’essere

umano che ama è pericoloso e noi non vogliamo vivere pericolosamente;

vogliamo l’efficienza, vogliamo sentirci protetti

Ma nessuna organizzazione ha mai portato, né porterà mai, l’ordine e la pace

nel mondo. Alla fine, e quindi ora, chi può portare ordine e pace sono soltanto

l’amore, la buona volontà, la compassione”…... 

….”Noi non siamo integri. Siamo il prodotto di un’infinità di influenze, di

migliaia di condizionamenti, di deformazioni psicologiche; siamo il frutto della

propaganda e della cultura. Noi non siamo integri e quindi siamo esseri di

seconda mano. Quella solitudine che è assoluta integrità implica il non

appartenere ad una famiglia, per quanto si possa avere una famiglia, il non

appartenere ad una nazione, ad una cultura, il non dipendere da

un’occupazione particolare. Significa avere la sensazione di essere degli

estranei, estranei ad una nazione, ad una famiglia e ai loro modi di pensare e

di agire. In quella solitudine che è integrità c’è innocenza, un’innocenza che

libera la mente dal dolore….” 

(krishnamurti).

 

Krishnamurti cominciò a parlare indipendentemente da qualsiasi

organizzazione nel 1929. I suoi discorsi rivelavano un’autorevole originalità,

come ebbe modo di sottolineare Aldous Huxley. La sua esplorazione della

natura della verità e della libertà, portata instancabilmente avanti nei suoi

discorsi e nei suoi dialoghi, avrebbe raggiunto milioni di persone. I suoi discorsi

sono stati tradotti in più di quaranta lingue diverse.

 

Krishnamurti, pur essendo timido e riservato, tenne migliaia di discorsi

senza mai aver bisogno di ricorrere ad appunti o a note di qualsiasi tipo.

 

Fondamentalmente, ha sempre sviluppato un unico tema: la verità può essere

scoperta da ognuno di noi, senza l’intermediazione di alcuna autorità. E questa

scoperta può essere fatta istantaneamente, perché la vita è in ogni istante.

 

I suoi discorsi hanno costantemente affrontato il conflitto, sia a livello

personale che a livello sociale. Osservando i nostri comportamenti conflittuali,

tanto nell’ambito personale che in quello sociale, si impone come necessaria

un’azione che sia in grado di trasformare noi stessi e la società in cui viviamo.

 

Durante uno dei suoi discorsi, gli fu chiesto perché egli parlasse e che

cosa si proponeva di ottenere.

Ed egli rispose: “Ho qualcosa da dirvi. Forse

posso indicarvi Il modo di scoprire la realtà. Ma non intendo proporvi un

metodo, un sistema. Se voi poteste scoprirla per conto vostro, non ci sarebbe

bisogno di qualcuno che venisse aparlarvi, ma tutti insieme ne discuteremmo

ed esprimeremmo la realtà nella vita che viviamo...

 

La verità non si può accumulare da qualche parte. Qualunque cosa si

accumuli, andrà inevitabilmente distrutta, dovrà scomparire. E la verità non

potrà mai andare distrutta; la si può scoprire, momento per momento, in ogni

pensiero, in ogni relazione, in ogni parola, in ogni gesto, nel sorriso o nel

pianto. Se voi ed io potessimo scoprirla e viverla – e la vera vita consiste

proprio nella scoperta della verità – non diventeremmo certo dei propagandisti,

ma saremmo degli esseri umani creativi; non esseri umani perfetti, ma esseri

umani creativi, che è una cosa completamente diversa.

 

Credo sia per questo che parlo e forse e per questo che voi siete qui ad

ascoltare. C’è un solo problema: non esiste alcuna risposta, perché un

problema può dissolversi solo quando siamo capaci di comprenderlo”.

 

Spesso Krishnamurti, quando gli veniva rivolta una domanda, non

rispondeva immediatamente, ma preferiva affrontare la questione ampliando e

approfondendo l’indagine. Nell’approfondire un problema egli trovava alimento

per la sua indagine, che smetteva di essere la semplice ricerca intellettuale di

una risposta, corretta da un punto di vista logico. I brani presentati in questo

libro invitano il lettore ad un’indagine approfondità e non alla ricerca di una

risposta immediata.

 

Un’infinità di volte Krishnamurti, nei suoi discorsi e nei suoi dialoghi, ha

sottolineato il fatto che a lui non interessavano speculazioni intellettuali.“Lo

scopo di questi discorsi – diceva – è di comunicare tra noi e non di imporvi

determinate idee. Le idee non cambieranno mai la mente; non sono

assolutamente in grado di trasformarla radicalmente. Ma se potessimo

comunicare tra noi, essendo nello stesso istante allo stesso livello, allora forse

potrebbe esserci una comprensione che non c’entra nulla con la propaganda...

Questi discorsi non hanno assolutamente lo scopo di convincervi di qualcosa,

né in maniera evidente, né in maniera sottile”.

Nei suoi discorsi in pubblico, capitava spesso che, riferendosi all’umanità

intera, Krishnamurti usasse termini generali come “il genere umano” oppure

“l’uomo”; nella seconda parte della sua vita, dopo aver usato uno di questi

termini, spesso si interrompeva e diceva al suo pubblico: “Vi prego, quando mi

riferisco all’uomo, includo naturalmente anche le donne, perciò non guardatemi

male”.

Egli parlava con straordinaria semplicità; non ricorreva a parole speciali,

né usava la terminologia dei guru o di quegli insegnanti religiosi legati ad una

setta o ad un’organizzazione particolare. Tra il 1930 e il 1986, anno della sua

morte, ha parlato a un pubblico sempre più numeroso, in Europa, nell’America

del Nord, nell’America del Sud, in Australia, in India.

 

SUOI PENSIERI

 

Lo scopo della vita

Sono molte le persone disposte a dirvi quale sia lo scopo della vita; vi

ripeteranno quello che dicono i libri sacri. Poi ci sono i furbi, che vi proporranno

lo scopo che loro stessi si sono inventati. I partiti politici hanno un loro scopo, i

vari gruppi religiosi ne hanno un altro e così via. Ma quale può essere lo scopo

della vita, quando voi stessi siete immersi nella confusione?

Se sono confuso, mi rivolgo a voi per chiedervi qual è lo scopo della vita,

perché spero di ottenere una risposta che mi faccia uscire dal mio stato di

confusione. Ma come posso avere la risposta giusta finché continuo ad essere

confuso? Capite? Se sono confuso, anche la risposta che riceverò sarà confusa.

Se la mia mente è confusa, turbata, se non è calma, se non è bella, qualsiasi

risposta mi venga data subirà gli effetti della mia confusione, della mia

angoscia, della mia paura, e quindi verrà deformata.

Allora quello che importa non è chiedere: “Qual è lo scopo della vita?

Qual è lo scopo dell’esistenza?”, ma dissipare la confusione che è in voi. È

come se un cieco chiedesse: “Che cos’è la luce?”. Qualunque cosa io gli dicessi,

la interpreterebbe ascoltando dalla sua cecità, dalla sua oscurità. Ma supponete

che all’improvviso possa vedere; non chiederebbe mai più che cos’è la luce. La

luce è lì. Analogamente, se poteste dissipare la confusione che è in voi,

scoprireste qual è lo scopo della vita; non dovreste più chiederlo a nessuno,

non dovreste andare a cercarlo da nessuna parte. Tutto quello che dovete fare

è liberarvi da ogni cosa che genera confusione.

 

Entrare in contatto con la morte

Abbiamo paura di morire. Per mettere fine alla paura della morte

dobbiamo entrare in contatto non con l’immagine della morte creata dal

pensiero, ma con quello stato che appartiene effettivamente alla morte.

 

Dobbiamo effettivamente provare a sentire questo stato, altrimenti la paura

della morte non finirà mai, perché la stessa parola “morte” genera paura e noi

preferiamo non pronunciarla nemmeno.

Ma è possibile entrare in contatto con

il fatto della morte pur essendo persone sane, normali, capaci di osservare e di

ragionare con chiarezza, di pensare con obiettività? Col passare del tempo

l’organismo si consuma, le malattie lo debilitano e alla fine muore.

Ma ora, se

siamo ancora persone sane, vogliamo scoprire che cosa significa morire. Non si

tratta di un desiderio morboso; forse, scoprendo che cos’è la morte capiremo

anche che cos’è la vita. La vita per noi ora è una tortura, una confusione senza

fine, una contraddizione continua; viviamo nel conflitto, nella sofferenza, nel

disordine. Andiamo in ufficio giorno dopo giorno provando sempre gli stessi

piaceri, gli stessi dolori, le stesse ansie, le stesse incertezze. Andiamo avanti a

tentoni: è questo che chiamiamo vivere. Ormai ci siamo abituati, lo accettiamo

e vivendo così invecchiamo e moriamo.

Per scoprire che cosa significa vivere e che cosa significa morire bisogna

entrare in contatto con la morte; questo significa che dobbiamo porre fine ogni

giorno a tutto quello che abbiamo conosciuto. Dobbiamo porre fine

all’immagine che abbiamo di noi stessi, della nostra famiglia, delle nostre

relazioni. È un’immagine costruita dai nostri piaceri e dalle relazioni che ci

legano alla società e a qualunque altra cosa. Questa immagine scompare

definitivamente nel momento in cui sopraggiunge la morte.

 

La paura della morte

Perché avete paura della morte? Forse perché non sapete vivere? Se

sapeste che cosa significa vivere in tutta la sua pienezza, avreste paura della

morte? Se amaste gli alberi, il tramonto, gli uccelli, la foglia che si e staccata

dal ramo; se vi rendeste conto della povera gente, delle lacrime versate da

tanti uomini e da tante donne, se veramente ci fosse amore nel vostro cuore,

avreste paura della morte?

Non lasciatevi convincere da me, pensiamoci insieme. Non c’è gioia nella

vostra vita, non siete felici, la vostra sensibilità non è viva a tutto quello che vi

circonda. Per questo voi venite a chiedere che cosa vi succederà quando

morirete. Vivere per voi significa soffrire ed e per questo che vi interessate alla

morte. Credete che forse troverete la felicità quando morirete. Questo e un

problema enorme e non so se volete veramente affrontarlo. Alla base di tutto

questo c’è la paura, la paura di morire, la paura di vivere, la paura di soffrire.

Se non capite che cosa genera la paura e se non siete capaci di liberarvene,

non ha molta importanza che viviate o che moriate.

 

Ho paura

Ora mi interessa indagare come si fa a liberarsi dalla paura del

conosciuto, cioè dalla paura di perdere la mia famiglia, la mia reputazione, le

mie qualità, il mio conto in banca, i miei desideri e così via. Potete dire che la

paura nasce nella coscienza, ma la vostra coscienza è costituita dai vostri

condizionamenti; quindi è un prodotto del conosciuto. Che cosa conosco?

Conoscenza significa farsi delle idee, avere delle opinioni su questa o

quella cosa, provare un senso di continuità nell’ambito di quello che

conosciamo...

C’è la paura del dolore. Il dolore fisico è una reazione nervosa, mentre la

sofferenza psicologica sorge quando mi attacco a qualcosa che mi soddisfa e

che ho paura di perdere; ho paura che venga qualcuno a portarmi via quello a

cui sono attaccato. Fin che accumulo acquisizioni psicologiche di vario tipo

senza particolari disturbi, sono al riparo dalla sofferenza psicologica. Questo

significa che io sono un cumulo di acquisizioni, di esperienze che fungono da

elementi protettivi tesi a impedire qualsiasi serio disturbo; io, infatti, non

intendo essere disturbato. Così ho paura di chiunque minacci queste protezioni.

Quindi la mia paura proviene dal conosciuto ed e connessa a tutte quelle

acquisizioni fisiche o psicologiche che mi servono per proteggermi dal dolore e

mi consentono di non soffrire.

Anche la conoscenza consente di evitare il dolore. Come la conoscenza

medica consente di evitare la sofferenza fisica, così le nostre fedi ci consentono

di evitare la sofferenza psicologica. È questo il motivo per cui ho paura di

perdere quello in cui credo, anche se non so bene che cosa sia quello in cui

credo, perché non ho alcuna prova concreta della sua realtà.

.

Soltanto quello che muore può rinnovarsi

Quando parliamo di un’entità spirituale, intendiamo qualcosa che non

rientra nel campo della mente. Questo è ovvio. Ora, l’io è un’entità spirituale?

Se lo fosse, dovrebbe essere al di là del tempo, quindi non potrebbe né

rinascere né continuare. Il pensiero non può andare al di là della mente,

perché si svolge nel tempo e si basa sul passato. Il pensiero è un movimento

continuo, è la reazione del passato; quindi fondamentalmente è un prodotto

del tempo. L’io che il pensiero può prendere in considerazione fa parte del

tempo, non può essere libero e quindi non ha nulla di spirituale. Questo è

evidente. L’ “io” è solo un processo di pensiero e voi vorreste sapere se questo

processo di pensiero, continuando anche dopo la scomparsa del corpo fisico,

tornerà a nascere, si reincarnerà in una forma fisica.

 

Approfondiamo ancora un po’ la questione. Quello che ha una continuità

potrà mai scoprire la realtà, che è al di là del tempo e della misura? Quell’io,

che è un’entità legato ad un processo di pensiero, potrà mai rinnovarsi? Se non

può farlo, vuol dire che il pensiero deve necessariamente finire. Quello che

continua non è fondamentalmente distruttivo? Tutto quel che ha una continuità

non potrà mai rinnovarsi. Fin che il pensiero continuerà, alimentandosi di

ricordi, di desideri, di esperienze, non potrà mai rinnovarsi; quindi, proprio a

causa della sua continuità, non potrà conoscere la realtà. Potete anche

rinascere mille volte, ma non toccherete il male, non conoscerete la realtà,

perché solo quello che muore, solo quello che finisce può rinnovarsi.

.

Morire senza discutere

Sapete che cosa significa venire in contatto con la morte? Morire senza

discutere? La morte, quando viene, non si mette certo a discutere con voi. Per

incontrarla dovete morire ogni giorno alla vostra angoscia, alla vostra

solitudine, alle vostre relazioni alle quali siete tanto attaccati; dovete morire ai

vostri pensieri, alle vostre abitudini, a vostra moglie, perché solo così potrete

vedere vostra moglie per la prima volta; dovete morire alla società, perché

solo così potrete sentirvi come esseri umani nuovi, freschi, giovani, capaci di

guardare tutto ciò che li encomia. Ma non potete incontrare la morte se non

morite ogni giorno. Solo quando morite c’è amore.

Una mente impaurita è incapace di amore; ha le sue abitudini, le sue

simpatie, si sforza di essere gentile; ma tutto questo rimane in superficie. La

paura genera dolore e il dolore è tempo e pensiero.

Per porre fine al dolore dovete entrare in contatto con la morte mentre

siete vivi; dovete morire al vostro nome, alla vostra casa, alle vostre proprietà,

alla vostra causa. Solo così troverete la freschezza, la giovinezza, la chiarezza

che vi consentono di vedere le cose come sono, senza la minima distorsione. È

questo che accadrà quando morirete.

Ma noi abbiamo circoscritto la morte ad un fatto fisico. Sappiamo molto

bene che l’organismo prima o poi smetterà di funzionare e arriverà la sua fine.

 

È una cosa logica. Quindi ci inventiamo una vita che vada oltre le angosce

quotidiane, la nostra insensibilità, la montagna di problemi che ci siamo creati,

la stupidità dell’esistenza che abbiamo accettato. Quello che vorremmo

continuasse a vivere lo chiamiamo “anima” e diciamo che è la cosa piu sacra

che esiste, che è parte del divino; ma tutto questo fa ancora parte del vostro

pensiero e quindi non ha nulla a che fare con la divinità. È questa la vostra

vita!

Così bisogna vivere ogni giorno rimanendo accanto alla morte, perché

solo così siete in contatto con la vita.

 

Nella morte c’è l’’immortalità

Nella fine c’e rinnovamento. Solo la morte può consentire di esistere a

qualcosa di nuovo. Non è mia intenzione cercare di consolarvi, non vi sto

dicendo qualcosa a cui dobbiate credere o che dobbiate accettare

intellettualmente, perché ve ne servireste per trovare consolazione, come fate

con la vostra fede nella reincarnazione o nella continuità della vita dopo la

morte. Il fatto è che quel che continua non può rinascere, non può rinnovarsi.

Solo morendo ogni giorno è possibile rinnovarsi e rinascere. È questa

l’immortalità. Nella morte c’è l’immortalità, non nella morte che voi temete

tanto, ma nella morte di tutte le conclusioni a cui siete arrivati, dei ricordi,

delle esperienze con cui vi siete identificati. Il vostro ego è frutto di queste

identificazioni. Nella morte dell’ego, minuto per minuto, c’è l’eternità

c’è

l’immortalità, c’è qualcosa che bisogna sperimentare. Non serve a nulla

parlarne, discuterne, proprio come fate a proposito della reincarnazione e di

cose del genere.

Quando smettete di avere paura perché ogni minuto porta con sé la sua

fine e quindi un rinnovamento, allora vi aprite all’ignoto. La realtà non è

qualcosa che si possa conoscere e anche la morte è qualcosa che non si può

conoscere. Dire che la morte è bella, che è meravigliosa perché continueremo

ad esistere nell’aldilà, non ha alcun fondamento. Realtà significa vedere la

morte per quello che è, una fine, una fine nella quale c’è rinnovamento,

rinascita e non una continuità. Tutto ciò che continua decade, mentre solo

quello che ha il potere di rinnovarsi è eterno.

 

La reincarnazione e’ fondamentalmente egoistica

 

Voi vorreste che io vi dessi per certo che tornerete a vivere un’altra vita.

Ma una cosa del genere non ha nulla a che fare né con la felicità, né con la

saggezza. Considerare la reincarnazione come un mezzo per raggiungere

l’immortalità è un processo fondamentalmente egoistico e quindi falso. La

vostra ricerca dell’immortalità e solo un altro aspetto del desiderio di dare

continuità alle vostre reazioni di autodifesa che vanno contro la vita, contro

l’intelligenza. Questo vostro desiderio vi può solo condurre a vivere

nell’illusione.

Allora quello che importa non è credere se la reincarnazione esista o

meno, ma trovare la propria completa realizzazione nel presente. E potrete

farlo solo quando la vostra mente e il vostro cuore avranno smesso di

proteggersi nei confronti della vita. La mente e astuta e sottile nel trovare

modi per difendersi e deve rendersi direttamente conto della natura illusoria

delle protezioni dietro cui vorrebbe trincerarsi. Questo significa che il vostro

pensiero e le vostre azioni devono costantemente rinnovarsi. Dovete liberarvi

dalla rete dei falsi valori che l’ambiente vi impone. Deve esserci una nudità

completa, assoluta. Allora c’è l’immortalità, c’è la realtà.

. 

Che cos’è la reincarnazione?

Vediamo di scoprire che cosa si intende per reincarnazione, vediamone la

verità; lasciate perdere quello che vi piace leggere, quello che avete sentito

dire o quello che il vostro maestro vi ha insegnato. Di certo è la verità che

libera, non le vostre conclusioni, le vostre opinioni...

Quando dite: “Io rinascerò”, dovete sapere che cos’è questo “io”. È

un’entità spirituale? È qualcosa che possiede una sua continuità? È qualcosa

che non dipende dai ricordi, dall’esperienza, dalla conoscenza? O l’io è

un’entità spirituale oppure è semplicemente un processo di pensiero. O è

qualcosa che non ha nulla a che fare col tempo, che possiamo definire

spirituale e che non può essere misurato in termini di tempo, oppure è qualcosa

che rimane circoscritto nel campo della memoria, del pensiero, del tempo. Non

ci sono altre possibilità.

 

Ora, vediamo di scoprire se questo “io” è al di là del tempo, se è

qualcosa di incommensurabile. Spero che stiate seguendo quanto stiamo

dicendo. Vediamo di scoprire se l’io, nella sua essenza, è qualcosa di spirituale.

 

Col termine “spirituale” intendiamo qualcosa che non possa essere

condizionato da nulla, qualcosa che non sia una proiezione della mente umana

– e quindi non rientra nel campo del pensiero – qualcosa che non muore.

 

Un’entità spirituale è al di là della mente, che non fa parte del campo in cui

opera il pensiero. Ora, l’anima e un’entità spirituale? Se lo fosse, dovrebbe

essere al di là del tempo e quindi non potrebbe essere qualcosa che rinasce o

che continua. Tutto ciò che continua non potrà mai rinnovarsi. Finché il

pensiero continuerà, alimentato dai ricordi, dal desiderio, dall’esperienza, non

conoscerà alcun rinnovamento. ciò che continua non può conoscere la realtà.

.

Esiste l’anima?

Per comprendere il problema della morte dobbiamo essere liberi dalla

paura, che si inventa ogni genere di teorie sull’al di là, sull’immortalità, sulla

reincarnazione. In Oriente affermano che la reincarnazione esiste, che

torneremo a rinascere e che in questo processo si produce un costante

rinnovamento di quel qualcosa che viene chiamato “anima”. Ora, vi prego,

ascoltate attentamente.

Esiste qualcosa che possiamo chiamare “anima”? Crediamo che esista, ci

fa piacere crederlo: l’anima è qualcosa che consideriamo al di là del pensiero,

al di là delle parole, al di là di tutto; è qualcosa di eterno, di spirituale, che non

morirà mai. Il pensiero si aggrappa ad un’idea del genere, ma esiste davvero

una cosa simile? Esiste davvero un’anima che sia al di là del tempo, al di là del

pensiero, che non sia un concetto inventato dall’uomo?

Esiste un’anima che

trascenda la natura umana, che non sia l’invenzione di una mente astuta?

La mente vede in quale enorme incertezza, in quale confusione viviamo;

non c’è nulla che permanga nella vita, proprio nulla. Le vostre relazioni, vostra

moglie, vostro marito, il vostro lavoro, niente di tutto questo è permanente.

Così la mente si inventa qualcosa di eterno, che chiama “anima”. Ma proprio

perché la mente può pensare a una cosa del genere, proprio perché il pensiero

può immaginarsi una cosa simile, questa fa ancora parte del tempo. È

evidente. Quello a cui io posso pensare fa parte del mio pensiero. E il mio

pensiero e un prodotto del tempo, dell’esperienza, della conoscenza. Quindi

l’anima rimane circoscritta nei limiti del tempo.

L’idea della continuità di un’anima, che continua a rinascere

indefinitamente, non ha senso; è l’invenzione di una mente impaurita, di una

mente che cerca di continuare ad esistere e che pretende una certezza alla

quale affidare la sua speranza.

. 

Karma

Karma implica la causa e l’effetto. Un’azione determinata da una causa

produce un effetto. L’azione che scaturisce dal condizionamento produce certi

risultati. Ma causa ed effetto non sono qualcosa di fisso, di statico. L’effetto a

sua volta diventa una causa. Quindi né la causa né l’effetto sono qualcosa di

fisso. L’oggi è il risultato di ieri, è il frutto di ieri sia dal punto di vista

cronologico che da quello psicologico. E l’oggi diventa la causa di domani.

Quindi la causa è l’effetto e l’effetto a sua volta diventa la causa: è un unico

movimento, senza interruzioni.

Né la causa, né l’effetto sono qualcosa di fisso.

Quando causa ed effetto diventano cose fisse, si produce una specializzazione

e la specializzazione implica la morte. Qualsiasi specie, una volta che ha

raggiunto una precisa specializzazione, inevitabilmente scompare.

La grandezza dell’essere umano consiste nel fatto che non può

specializzarsi. può farlo nel campo tecnologico, ma non nella sua intima

struttura. Una ghianda è specializzata: può essere solo quello che è. Ma

l’essere umano non è completamente delimitato. Esiste in lui la possibilità di un

costante rinnovamento. Non è circoscritto nei limiti di una specializzazione.

Se noi consideriamo la causa, lo sfondo, che determina il

condizionamento, scollegati dagli effetti che provocano, il pensiero entrerà

inevitabilmente in conflitto con lo sfondo, con la causa. Il problema è

estremamente complesso e non si risolve col credere o non credere nella

reincarnazione. Il problema riguarda il vostro modo di agire e non ha molta

importanza che crediate o meno nella rein carnazione o nel karma. È del tutto

irrilevante in che cosa crediate.

 

L’azione basata su un’idea

Un’azione che è un susseguirsi di cause e di effetti, che cosa ha a che

fare con la libertà? Ho fatto qualcosa in passato, ho avuto delle esperienze:

queste, evidentemente, condizionano le mie reazioni odierne e le mie reazioni

di oggi condizionano il mio domani. Questo è il processo del karma, la catena

delle cause e degli effetti. E sebbene questo processo possa avere a che fare

temporaneamente col piacere, alla fine porta inevitabilmente con sé il dolore.

 

Il punto cruciale della questione è: il pensiero può essere libero? Un

pensiero, un’azione che siano liberi non producono sofferenza, non generano

altro condizionamento. Questo è il punto fondamentale dell’intera questione.

Allora, esiste un’azione che non sia collegata al passato? Può esistere

un’azione che non si basi su un’idea? Un’idea rappresenta la continuità; è la

continuazione di ieri, che si modifica assumendo la forma di oggi e condiziona

inevitabilmente il domani. Questo significa che un’azione basata su un’idea non

sarà mai libera; un’azione basata su un’idea non farà altro che estendere il

conflitto. È un fatto inevitabile.

Ma esiste un’azione che non abbia nulla a che fare col passato? Esiste

un’azione che non sia oppressa dal peso dell’esperienza e della conoscenza di

ieri? L’azione legata al passato non sarà mai libera, mentre e soltanto nella

libertà che potete scoprire la verità.

 

Il fatto è che se la mente non è libera, non

può agire; può solo reagire. Le nostre azioni, in realtà, non sono altro che

reazioni. Le nostre azioni non sono affatto azioni, sono semplicemente un

insieme di reazioni che provengono dal ricordo e dall’esperienza di ieri. Allora

la domanda che ci si deve porre è: la mente può essere libera dal suo

condizionamento?

 

 

L’amore non è il piacere

 

Senza capire il piacere, non potrete comprendere l’amore. L’amore non è

piacere, è qualcosa di completamente diverso e, se volete capire il piacere,

dovete imparare a conoscerlo. Per la maggior parte di noi, come per ogni

essere umano, il sesso e un problema. Perché? Ascoltate attentamente. È un

problema che non siete capaci di risolvere, e quindi cercate di sfuggirlo.

I

sanyasi tentano di sottrarsi ad esso facendo voto di castità. Cercano di

reprimerlo. Ma guardate che cosa accade ad una mente che reprime qualcosa

che è parte integrante della vostra struttura ed ha a che fare con l’intero

sistema ghiandolare: diventate aridi e alimentate un conflitto costante dentro

di voi.

Come stavamo dicendo, a quanto sembra noi abbiamo solo due modi per

affrontare un problema: o cerchiamo di reprimerlo oppure tentiamo di

sfuggirlo. Ma in realtà tra il reprimere e il fuggire non c’è alcuna differenza,

sono la stessa cosa. Ci siamo inventati un’infinità di vie di fuga, estremamente

intricate, a livello concettuale o emozionale.

E anche tutte le nostre ordinarie attività quotidiane costituiscono una

fuga. Ci sono infiniti modi per fuggire. Ora non li prenderemo in

considerazione; tuttavia il problema resta. Il sanyasi, che fugge il problema a

modo suo, non lo risolve. può reprimere il sesso, può fare voto di castità, ma

quel problema ribolle dentro di lui. Esteriormente può indossare la veste della

semplicità, ma questo complica ulteriormente le cose e il problema continua ad

esistere, così come esiste nella vita quotidiana dell’uomo comune. Come

risolverete questo problema?

 

Non si può coltivare l’amore

Non si può coltivare l’amore. Non si può dividere l’amore in amor sacro e

amor profano. C’è soltanto amore che non fa differenza tra l’uno e i molti. Non

ha senso chiedere a qualcuno se ama tutto. Sapete, ad un fiore che emana il

suo profumo non importa se qualcuno lo odora oppure gli volta le spalle. Anche

per l’amore è così. L’amore non è un ricordo, non è un’invenzione della mente,

dell’intelletto. È la compassione che affiora quando viene capito e risolto con

naturalezza l’intero problema dell’esistenza, con tutto quello che esso

comporta: la paura, l’avidità, l’invidia, la speranza, la disperazione. Un uomo

ambizioso non può amare. Un uomo attaccato alla sua famiglia è incapace di

amare. La gelosia non ha nulla a che fare con l’amore. Quando dite: “Amo mia

moglie”, in realtà non sapete che cosa significa, perché un attimo dopo vi

lasciate assalire dalla gelosia.

L’amore implica grande libertà. Libertà non significa fare quello che ci

pare e piace. L’amore affiora quando la mente è molto calma, del tutto

disinteressata, priva diqualsiasi egoismo.

 

Non vi sto proponendo degli ideali. Se in voi non c’è amore, fate quello

che volete – inseguite tutti gli dei della terra, dedicatevi ad ogni genere di

assistenza sociale, cercate di attuare delle riforme politiche che eliminino la

povertà, scrivete libri o poesie, ma sarete degli esseri umani morti. Senza

amore i vostri problemi aumenteranno, si moltiplicheranno all’infinito. Mentre,

se c’è amore, qualunque cosa facciate non correrete rischi, non vivrete nel

conflitto.

L’amore è l’essenza della virtù. Una mente che non sia in quello stato che

è amore, non è una mente religiosa. Solo la mente religiosa è libera dai

problemi e conosce la bellezza dell’amore, della verità.

.

Esiste un amore che non ha motivi?

Che cos’è l’amore che non ha motivi? Esiste un amore che non richiede

stimoli, che non pretende nulla per sé? Esiste un amore che non si senta ferito

se non viene ricambiato? Se io ti offro la mia amicizia e tu mi volti le spalle,

non mi sento ferito? E il mio sentirmi offeso che cos’ha ha a che fare con

l’amicizia, la generosità, la simpatia? Certamente, finché mi ritengo offeso,

finché provo paura, finché cerco di aiutarti nella speranza che anche tu mi

aiuterài, mi servirài, non potrà esserci amore.

Se lo capite, avrete anche la risposta.

 

L’amore è pericoloso

Come fa l’uomo a vivere senza amore? Certo, si può esistere senza

amore, ma e un’esistenza piena di confusione e di sofferenza, un’esistenza

nella quale il controllo prende il sopravvento.

 

Ed è proprio un’esistenza del

genere che la maggior parte di noi sta creando. Per esistere ci organizziamo

accettando il conflitto come inevitabile, perché siamo ininterrottamente alla

ricerca del potere. Quando amiamo, l’organizzazione e messa al posto giusto e

svolge Il proprio ruolo; ma senza amore qualsiasi organizzazione diventa un

incubo, una struttura meccanica che mira esclusivamente all’efficienza, come

l’esercito. E siccome la società moderna si basa esclusivamente sull’efficienza,

non possiamo fare a meno di avere degli eserciti, il cui scopo è quello di fare la

guerra. Anche nel cosiddetto tempo di pace, quanto più siamo efficienti, tanto

più diventiamo spietati, brutali, ipocriti.

È questo il motivo per cui c’è tanta confusione nel mondo, dove la

burocrazia diventa sempre più potente e i governi tendono ad essere sempre

più dittatoriali. Noi accettiamo questa situazione come inevitabile perché per

vivere usiamo il cervello e non il cuore, così per noi l’amore non esiste.

 

L’amore e l’elemento più pericoloso che esista; porta con sé una totale

incertezza e siccome noi non vogliamo vivere nell’incertezza, siccome non

vogliamo sentirci in pericolo, viviamo nella mente e non nel cuore. L’essere

umano che ama è pericoloso e noi non vogliamo vivere pericolosamente;

vogliamo l’efficienza, vogliamo sentirci protetti da un’organizzazione, perché

crediamo che le organizzazioni servano a portare l’ordine e la pace nel mondo.

Ma nessuna organizzazione ha mai portato, né porterà mai, l’ordine e la pace

nel mondo. Alla fine, e quindi ora, chi può portare ordine e pace sono soltanto

l’amore, la buona volontà, la compassione.

 

La compassione non è una parola

Il pensiero non ha la minima possibilità di coltivare la compassione. Con

la parola compassione io non intendo qualcosa che sia l’opposto, l’antitesi

dell’odio, della violenza. Se in noi non c’è una compassione profonda,

diventeremo sempre più spietati e disumani nelle nostre relazioni reciproche.

Avremo delle menti meccaniche che funzionano come computer, addestrate ad

essere psicologica, e perderemo con tatto col senso della vita, con la sua

straordinaria profondità e bellezza.

Quando parlo di compassione, non intendo qualcosa che si possa

acquisire. La compassione non è una parola, non è qualcosa che appartiene al

passato, ma e’ qualcosa che agisce nel presente; è il verbo e non la parola, il

nome, Il sostantivo. C’è differenza tra il verbo e la parola. Il verbo e’ azione nel

presente, mentre la parola proviene sempre dal passato e quindi e’ qualcosa di

statico. Potete conferire del movimento, della vitalità a una parola, a un nome,

ma il verbo e un’altra cosa. Il verbo e’ il presente...

La compassione non è un sentimento, non è vaga simpatia o

compartecipazione. Non è qualcosa che il pensiero possa coltivare; non potete

imporle una disciplina, un controllo; non potete reprimerla, né per accostarvi

ad essa vi basta la gentilezza, l’educazione, la dolcezza e così via. La

compassione affiora solo quando il pensiero è stato definitivamente sradicato.

 

Trasmettere la compassione

Se mi stanno a cuore la compassione, l’amore, il sentimento del sacro,

esiste un modo che consenta la trasmissione di questo sentire? Vi prego, fate

attenzione. Se io trasmetto qualcosa attraverso un microfono o se ricorro ai

sistemi della propaganda per convincere gli altri, i loro cuori continuerànno a

rimanere vuoti. Entrerà in funzione la fiamma dell’ideologia e le persone che si

lasceranno convincere cominceranno a ripetere formule vuote, proprio come

fate voi. A che serve ripetere che dobbiamo essere buoni, gentili, liberi? A che

serve ripetere le assurdità che i politici

Che cosa deve fare un essere umano, quando si rende

conto che qualsiasi imposizione, più o meno sottile, non porta con sé la

bellezza e non consente il fiorire della bontà, della compassione? Che relazione

c’è tra l’essere umano che ha in se la compassione e l’uomo che è aggrappato

alla tradizione e che si rifugia nella collettività? Come facciamo a scoprire, non

in maniera teorica ma effettivamente, che relazione esiste tra questi due esseri

umani?

Dove c’è conformismo, non può fiorire la bontà. Abbiamo assoluto

bisogno di libertà; ma la libertà può esserci solo quando capite fino in fondo e

nella sua interezza il problema dell’invidia, dell’avidità, dell’ambizione, del

desiderio di potere. È solo la libertà da tutto questo che farà sbocciare quella

cosa straordinaria che chiamiamocarat ter e. Un uomo libero ha in se la

compassione e sa che cos’è l’amore, non l’uomo che parla di moralità, usando

ripetutamente parole vuote.

La bontà non può fiorire nell’ambito della società, perché la società e

inevitabilmente corrotta in se stessa. L’essere umano, che si libera

completamente dalla struttura della società perché ha capito su quale processo

essa si basa, ha carattere, e solo un uomo simile può fiorire nella bontà.

 

La solitudine ha la sua bellezza

Non so se vi siete mai sentiti soli: all’improvviso vi rendete conto di non

essere in relazione con nessuno. Ve ne rendete conto non intellettualmente,

ma effettivamente... Vi sentite completamente isolati; pensiero ed emozione si

bloccano; non sapete da che parte voltarvi. Non c’è nessuno a cui possiate

rivolgervi, né dei, né angeli. È come se se ne fossero andati tutti quanti oltre le

nubi; e quando le nubi scompaiono vi accorgete che anche loro sono scomparsi

e voi rimanete totalmente soli.

Ma c’è una solitudine completamente diversa, una solitudine ricolma di

bellezza. Questa solitudine vi è necessaria.

Quando l’essere umano non ha più

nulla a che fare con la struttura sociale, fatta di avidità, ambizione, invidia,

arroganza, quando smette di desiderare una posizione e il successo e si libera

da tutto questo, allora si ritrova in quella solitudine, completamente diversa

dalla solitudine che ben conosciamo. Allora c’è una grande bellezza e il senso di

una straordinaria energia.

.

Una solitudine che non è isolamento

Sebbene siamo tutti esseri umani, abbiamo costruito delle barriere che ci

separano gli uni dagli altri, le barriere del nazionalismo, della razza, della

casta, della classe sociale, che ci condannano a vivere nell’isolamento, nella

solitudine.

Una mente rinchiusa nel suo isolamento, nella sua solitudine, non ha la

minima possibilità di capire che cos’è la religione. può credere in qualcosa, può

aggrapparsi a teorie, formule, concetti, può tentare di identificarsi con quello

che essa chiama Dio, ma io ho l’impressione che la religione non abbia in realtà

nulla a che fare con le fedi, i preti, le chiese e i cosiddetti libri sacri.

 

Si può capire quale sia lo stato di una mente religiosa solo quando

cominciamo a comprendere la bellezza. E ci si deve accostare alla

comprensione della bellezza con quello stato della mente che è solo perché non

ha confronti. Quando la mente vive in uno stato nel quale non ha bisogno di

nulla, può conoscere la bellezza; nessun altro stato può consentirle di

avvicinarla.

La solitudine di cui stiamo parlando non è isolamento e non è nemmeno

legato, ad una capacità eccezionale in qualche campo; essa semplicemente

implica il sostegno della sensibilità, dell’intelligenza, della comprensione.

Questa solitudine richiede che la mente sia libera da qualsiasi influenza e

capace di non farsi contaminare dalla società. Questa solitudine è necessaria

per capire che cos’è la religione: religione significa scoprire per conto proprio

se esiste qualcosa che è immortale, che è al di là del tempo.

 

Vivere nell’isolamento

L’isolamento deve essere completamente superato, se vogliamo scoprire

una solitudine che non ha nulla a che fare con l’isolamento. La solitudine di cui

stiamo parlando richiede una mente integra, in cui ci sia armonia fra tutte le

sue funzioni. La nostra mente non è così; divide e separa tutto quello che

tocca. È questo il suo modo di funzionare e quindi e condannata a vivere

nell’isolamento.

La solitudine di cui parliamo non separa, non è influenzata dalla

frammentarietà, non è Il prodotto della frammentarietà. La nostra mente è a

pezzi, e piena di frammenti, e stata costruita e ridotta così attraverso i secoli e

quindi non può conoscere quell’interezza che è completezza. Solo quando la

mente si rende conto dell’isolamento in cui vive, quando scopre la sua

frammentarietà, può consentire che l’interezza affiori. Allora può esserci

qualcosa che è incommensurabile.

 

Sfortunatamente la maggior parte di noi si accontenta di dipendere,

vuole dipendere. Vogliamo compagnia, vogliamo degli amici e continuiamo a

vivere mantenendo uno stato di separazione che inevitabilmente genera

conflitto. Quella solitudine che è interezza non conoscerà mai il conflitto. La

mente che vive nell’isolamento non potrà mai conoscere né capire quello stato

che è senza conflitto.

La solitudine che porta con sé l’innocenza

La maggior parte di noi non conosce quella solitudine che è interezza.

Potete andare a fare gli eremiti su una montagna, ma inevitabilmente

porterete con voi le vostre idee, le vostre esperienze, le vostre tradizioni, la

conoscenza che avete accumulato.

Il monaco cristiano, chiuso in un

monastero, non conosce quella solitudine che è interezza. Vive con i suoi

concetti teologici, con le sue immagini di Genii, con tutto quello in cui crede,

con i dogmi legati al suo particolare condizionamento. E si può dire la stessa

cosa per il sanyàasi, in India, che si ritira dal mondo e vive in isolamento. La

sua solitudine non è interezza, perché anch’egli vive legato ai suoi ricordi.

Sto parlando di una solitudine nella quale la mente e del tutto libera dal

passato; in questa libertà c’è innocenza, che è virtù. Forse voi direte:“È

troppo chiedere una cosa simile; non si può vivere così in un mondo tanto

caotico, dove bisogna andare in ufficio tutti i giorni per guadagnarsi da vivere,

per mantenere i propri figli e dove bisogna sopportare le lamentele del marito

o della moglie”.

Eppure io credo che quanto stiamo dicendo sia direttamente e

strettamente connesso alla vita quotidiana, al nostro agire quotidiano;

altrimenti non avrebbe alcun valore. Da quella solitudine, che è interezza

interiore, proviene una virtù che è forza è che porta con sé una straordinaria

purezza e gentilezza. Non ha molta importanza se si commettono degli errori;

non è questo che conta. Quello che è importante avere la sensazione di essere

assolutamente soli, intatti, al di là di qualsiasi contaminazione. Solo allora la

mente può conoscere, può cogliere quello che è al di là della parola, al di là del

nome, al di là di ogni immaginazione.

.

innocenza e solitudine

Uno dei fattori che alimentano la sofferenza degli esseri umani è il loro

isolamento. Fatevi pure tutte le amicizie che volete, venerate i vostri dei,

accumulate una conoscenza straordinaria, datevi incredibilmente da fare nel

campo dell’assistenza sociale, discutete all’infinito di politica – cosa che i

politici fanno normalmente – ma non potrete minimamente scalfire

quell’isolamento. Nel suo isolamento l’essere umano cerca di dare un

significato alla vita o se ne inventa uno, ma la sua solitudine rimane. Ora,

potete osservare questo isolamento per quello che è, senza fare confronti,

senza tentare di sfuggirlo, senza tentare di nasconderlo, senza cercare di

allontanarvene? Allora vedrete che questa solitudine diventa qualcosa di

completamente diverso.

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Noi non siamo integri. Siamo il prodotto di un’infinità di influenze, di

migliaia di condizionamenti, di deformazioni psicologiche; siamo il frutto della

propaganda e della cultura. Noi non siamo integri e quindi siamo esseri di

seconda mano. Quella solitudine che è assoluta integrità implica il non

appartenere ad una famiglia, per quanto si possa avere una famiglia, il non

appartenere ad una nazione, ad una cultura, il non dipendere da

un’occupazione particolare. Significa avere la sensazione di essere degli

estranei, estranei ad una nazione, ad una famiglia e ai loro modi di pensare e

di agire. In quella solitudine che è integrità c’è innocenza, un’innocenza che

libera la mente dal dolore.

 

Cominciate da qui

Un uomo religioso non cerca Dio. Per l’uomo religioso quello che importa

è la trasformazione della società, perché la società è lui stesso. Religioso non è

colui che celebra una quantità infinita di rituali, non è colui che segue le

tradizioni o che vive immerso in una cultura ormai morta, continuando a

cantare litanie, a fare il sanyàasi, a spiegare senza sosta laGita o laBibbia. Un

uomo simile non è affatto religioso, è semplicemente una persona che si rifiuta

di affrontare i fatti. Quello che veramente interessa all’uomo religioso e capire

fino in fondo la società, in ogni suo aspetto, perché la società è lui stesso; egli

non è separato dalla società.

Il fatto di aver prodotto dentro di sé una trasformazione radicale, che

implica la totale scomparsa dell’avidità, dell’invidia, dell’ambizione, fa sì che

egli non dipenda dalle circostanze, sebbene ne sia il prodotto, a causa del cibo

che mangia, dei libri che Legge, dei film che va a vedere, dei dogmi, delle

credenze, delle cerimonie religiose che sono alla base della cultura in cui è

stato educato. Egli è un essere responsabile e quindi deve capire se stesso:

deve capire che è lui il prodotto della società che egli stesso ha creato. E allora,

se vuole scoprire la realtà deve cominciare da qui; non gli servirà andare al

tempio o venerare un’immagine, costruita dalla mente o dalla mano dell’uomo.

Altrimenti, come potrà scoprire qualcosa di nuovo, uno stato assolutamente

nuovo?

 

Il vostro Dio non è Dio

Colui che crede in Dio non lo troverà mai. Se siete aperti alla realtà, non

avete alcun bisogno di credere. Se siete aperti all’inconoscibile, non avete

alcun bisogno di crederci. La mente che si aggrappa ad un a fede lo fa solo per

autoproteggersi e solo una mente meschina può credere in Dio. Gli aviatori,

che durante la guerra andavano a bombardare le città nemiche, dicevano che

Dio era con loro mentre sganciavano tutte quelle bombe! Voi credete in Dio

anche quando uccidete, anche quando sfruttate il vostro prossimo! Venerate

Dio e poi continuate a estorcere spietatamente denaro, a finanziare eserciti...

Eppure dite di credere nella misericordia, nella compassione, nella gentilezza.

Finché vi aggrapperete alle vostre fedi non potrete pensare all’inconoscibile,

all’incommensurabile.

La mente è frutto del passato, è il prodotto di quello che è accaduto ieri.

Come può una mente simile aprirsi all’inconoscibile? Può solo proiettare

immagini che però non sono la realtà: così il vostro Dio non è Dio; è

un’immagine che vi siete creati perché possa darvi soddisfazione. La realtà

affiora solo quando la mente comprende la totalità dei processi che la

costituiscono e si dissolve in modo definitivo. Solo la mente che è del tutto

vuota possiede la capacità di ricevere l’inconoscibile. La mente non può

purificarsi finché non capisce il significato della sua relazione con la proprietà,

con la gente e non scopre il modo giusto di essere in relazione con qualsiasi

cosa.

La mente non potrà mai essere libera, finché non capite come nasce il

conflitto nelle sue relazioni.

 

Quando nella mente c’è un silenzio assoluto, una

calma assoluta, quando la mente non proietta più nulla, quando non cerca più

nulla, in quell’assoluto silenzio affiora l’eterno, cioè quello che è al di là del

tempo.

 

 
  

L’Impronta di nascita secondo la Bioanalogia di J.P.Brebion

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Jean-Philippe BREBION è il precursore de la Bioanalogia. Il suo metodo è il frutto di un lungo lavoro di osservazione e di analisi del nostro funzionamento biologico, di una ricerca approfondita nel cuore dell’anima e della vita umana. Egli percorre il mondo per spiegare e insegnare il suo metodo e migliaia di persone l’hanno consultato.

E’ l’autore di “L’impronta di Nascita” e “L’impronta dell’anima”, e il suo ultimo libro “L’evidenza” (La legge del principio) “Edizioni del Delfino Bianco” rivela una constatazione che trasforma in modo radicale una vita.

 

La Bioanalogia e l’Impronta di Nascita

La Bioanalogia è un concetto che permette di capire ogni evento della propria vita, ogni incontro, ogni prova, ogni malattia…alla luce di quello che Jean-Philippe Brebion ha definito “L’impronta di Nascita”.

Questa impronta di nascita è all’origine di un ciclo biologico unico di 27 mesi che riproduciamo per tutta la vita al primo grado e in analogia. Il cervello biologico di ogni embrione umano s’impregna, a livello cellulare, dell’ambiente, dei progetti e dei conflitti vissuti e risentiti dai due genitori durante un periodo che va dai 9 mesi prima del suo concepimento ai 9 mesi dopo la sua nascita. In più, il programma di questa impronta, che si è caricato nell’inconscio biologico durante 27 mesi, si ripeterà tramite cicli durante tutta la sua vita.

L’impronta di nascita si materializza anche tramite une chiave cifrata calcolata tra l’altro partendo dalla data di nascita. Questa chiave individuale esprime per ogni persona la struttura archetipale del suo funzionamento.

Inoltre permette di analizzare e di capire gli eventi della propria vita, i propri problemi, i propri mali fisici e psichici per aiutarci a scegliere l’azione giusta che ci metterà in pace per essere veramente noi stessi. Questa chiave è anche un collegamento con uno dei testi fondamentali del buddismo sulle 4 nobili verità’.

 

A ogni vita il suo talento

L’impronta di nascita non è né ’negativa ne ’positiva, è unica. Esprime solamente il potenziale di adempimento di ognuno di noi, cioè  il “talento” che domina la nostra vita e ci permette di riconoscere ad ogni istante, quello che ci orienta, l’azione giusta, quello che ci lascia in pace e quello che dobbiamo rispettare dentro di noi.

La bioanalogia ci insegna a farne un vero strumento di comprensione del funzionamento e del comportamento del bambino e dell’adulto – e di conseguenza di tutti quelli “attorno a voi”.

 

100% programmati e 100 % liberi!

Siete dunque fatti del 100 % del “vissuto-risentito” dei vostri due genitori, che si esprime tramite cicli successivi nella vostra vita. Ma siete anche 100 % liberi di scegliere come utilizzare questa impronta. Pensate all’interazione dell’inchiostro e della carta assorbente: l’inchiostro si stampa sulla carta assorbente ma la carta assorbente non è l’inchiostro…

 

Ognuno è unico, originale e singolare

Piuttosto che sforzarsi di dare un senso alla nostra vita, è necessario capire come la vita prende senso dentro di noi, in un modo totalmente unico originale e singolare, Il ciclo biologico dell’impronta viene letto tramite la chiave individuale numerata, che esprime la sostanza di ogni incarnazione. Si utilizza come una tabella d’interpretazione degli eventi dell’esistenza, che permette di trasformare definitivamente ogni circostanza in un talento.

L’uomo si differenzia dell’animale tra l’altro perché è conscio di se stesso e della sua famiglia. E’ questa coscienza che gli permette di trasformare l’istinto e l’intelligenza per installarsi nella sua vera dimensione di uomo sveglio, che vive pienamente l’instante presente.

“E’ vivendo pienamente il presente che si apre la porta della guarigione”.

Non si tratta qui di malattia psicosomatica, che colpevolizza il paziente facendogli credere che è “nella sua testa” che succede tutto. Piuttosto che un rapporto causa-effetto, esiste tra lo psichico e il fisico un’assoluta sincronicità’, una “co-incidenza”, un rapporto di tipo analogico. La Bionanalogia rileggerà ogni malattia come una ricchezza non sfruttata. Ogni elemento della nostra vita, ogni parte di noi stessi è all’immagine della totalità della nostra vita e della nostra storia – come ogni parte dell’universo è all’immagine della sua totalità. Cosi con quest’approccio, non sarà più necessario conoscere, ne risalire nella nostra genealogia perché ogni evento parla della totalità, dunque nessun bisogno di conoscere il nostro passato.

La biologia ci insegna a portare uno sguardo differente sugli eventi dissociandogli di ogni causalità.

Abitualmente interpretiamo gli eventi della nostra vita in positivo negativo, in bene o male. Dimentichiamo che nella vita, c’è un terzo piano: il mezzo, il neutro, l’incontro, il vuoto….

Questo cambiamento di sguardo grazie a questo terzo piano è una rivoluzione che viene a togliere il peso agli eventi e permette di vivere in una grande pace interiore facendoci diventare pienamente vivi e autori della nostra vita. Questo grazie alla “legge del Principio” enunciata da Jean-Philippe Brebion.

Avrete così accesso alla vostra risposta che vi permetterà di passare dal perché al come, e risolvere la vostra problematica.

Così “Piuttosto che cercare di dare un senso alla vita, capiamo come la vita prende senso dentro di noi “ (JPB. L’impronta di Nascita).

Il vero risveglio della coscienza è di realizzare che quello che succede all’esterno (eventi della vita, malattia) e quello che succede all’interno è l’espressione di una sola e stessa realtà non divisibile.

La bioanalogia offre degli strumenti realistici e concreti al servizio della coscienza umana.

 

Bioanalogia: “la mia chiave, il mio manuale d’uso” di J.P. Brebion

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Utilizzare la lettura del suo “manuale d’uso” grazie alle 36 chiavi di nascita provenienti dalla vostra “impronta di nascita” per trasformare nel quotidiano il “pesante” in “leggero”.

Avete delle tensioni, dei problemi di salute, dei conflitti, delle difficoltà affettive, vi ritrovate sempre nelle stesse situazioni senza capirne il perché, allora venite a conoscere la vostra “chiave”, personale e unica per voi, per potere vivere pienamente quello per il quale siete nati.

Non dimenticherete mai più il vostro “manuale d’uso” e scoprirete anche quello di marito/moglie/partner, figli, genitori, amici e colleghi di lavoro. Capirete allora la struttura delle vostre relazioni che diventeranno più semplici, più ricche e più fluide.

Uno strumento eccezionalmente potente aperto a tutti, terapeuta e no.

La mia chiave è in pratica il mio manuale d’uso.

Scoprite la Bioanalogia che rivela l’evidenza del vostro funzionamento personale e quello delle persone attorno a voi.

L’uomo cerca di dare un senso alla sua vita per potersi realizzare pienamente ma ha spesso l’impressione che gli manca il manuale d’uso della sua esistenza. Ma questo esiste e si è inciso per sempre, già al primo respiro, nel più profondo delle vostre cellule.

E’ grazie al suo concetto di “Impronta di nascita” che Jean-Philippe Brebion scopre questo manuale d’uso – direttamente collegato con le quattro nobili verità del Buddismo – e vi propone di lasciare che la vita trovi il suo senso dentro di voi.

Questo corso vi permetterà di trovare una soluzione concreta a vostri mali, ai vostri problemi e ai vostri interrogativi.

La vostra chiave, così rilevata, diventa il vostro migliore amico, essendo uno strumento molto potente e molto utile che vi permetterà coscientemente, a ogni istante del quotidiano, di risituarvi, e di trovare l’azione giusta nell’assoluta certezza di essere in pace rispettandovi.

La vostra chiave vi mette di fronte all’evidenza di voi stessi e vi conduce al più profondo del vostro essere, nel rispetto di voi stessi e della vita.

Nel corso del seminario scoprirete come calcolare la vostra “chiave di nascita” e di decodificare i suoi molteplici livelli di lettura che formano un “albero” che racconta le vostre forze, le vostre debolezze, i vostri potenziali, le vostre sorgenti di conflitti, la vostra illusione, la vostra chiave di salute, il vostro stato “di non benessere” oppure di creattivita’, il vostro libero arbitrio….ecc… La vostra chiave è il vostro manuale d’uso!

Queste chiavi si possono applicare anche a chi sta attorno a voi. Potrete divertirvi scoprendo le “chiavi d’incontro “con il vostro congiunto, vostro figlio, il vostro datore di lavoro. Saprete allora come parlare all’uno o l’altro per rendere la vostra comunicazione fluida ed evolutiva. Avete già notato che, perché un messaggio sia capito da due persone differenti, questo deve essere spesso verbalizzato in due modi diversi. Immaginate allora di possedere questo manuale d’uso per relazionare con chi vi sta intorno.

Oltre a scoprire queste chiavi, imparerete a interpretare gli eventi in positivo o negativo per potere scoprire un terzo livello: il neutro, il vuoto, l’incontro…. Questo cambio di sguardo è una rivoluzione che viene a togliere il peso degli eventi e permette di vivere in una grande pace interiore diventando pienamente vivi e autori della propria vita.

Questo corso, in parte teorico per imparare tecnicamente come fare la chiave, l’albero della chiave, comprende anche vari esempi pratici derivanti dal gruppo per capire e integrare queste nozioni.

E Voi, qual è il vostro manuale d’uso?

Testimonianza:

“Jean-Philippe, un uomo talmente umano, nel cuore dell’umano, in un rispetto esemplare. Sarete impressionati dall’atmosfera che si crea in questi corsi, in alchimia con il gruppo. Un’esperienza fuori dal comune, un senso dell’insegnamento fluido…. (Evelyne M)

 

 

GOLDEN MILK O LATTE D’ORO 

Tutti coloro che praticano Yoga Kundalini conoscono la ricetta del Golden Milk o Latte d’oro consigliata da Yogi Bhajan (maestro di questa disciplina) ai suoi allievi per migliorare l'elasticità e poter rimanere così più agevolmente nelle posizioni richieste. 

Questa bevanda, in realtà, è particolarmente indicata non solo per chi pratica ma anche per tutti coloro che hanno problemi alle articolazioni o alle giunture  

ed è ottima per la colonna vertebrale dato che lubrifica, aiuta a rompere i depositi di calcio, riduce eventuali infiammazioni e contribuisce a rimuovere le tossine.

Si tratta di una bevanda dal colore acceso e dal sapore delizioso, realizzata con pochi ma salutari ingredienti. Vediamo quali:

1)    ¼ di tazza di curcuma

2)    ½ tazza d’acqua

3)    1 tazza di latte (anche vegetale)

4)    1 cucchiaino di olio di mandorle

5)    Miele

La preparazione è molto semplice:

Bollite l’acqua insieme alla curcuma mescolando lentamente fino a che il composto non si asciuga e diviene un pochino più denso.

 

Una volta pronta, la miscela può essere conservata in frigorifero e utilizzata per 40 giorni (tanto è il lasso di tempo consigliato da Yogi Bhajan per questo trattamento).

 

Per ogni tazza di Latte d’oro che si vuole preparare è necessario mescolare ¼ di cucchiaino del composto realizzato con la curcuma in una tazza di latte aggiungendo poi un cucchiaino di olio di mandorle dolci (mi raccomando quello per uso alimentare!).

 

Si riscalda a piacimento e infine si aggiunge il miele, in quantità variabile a seconda dei gusti.

 

Se volete far diventare questa bevanda ancora più gustosa, frullatela!

 

Diventerà così bella spumeggiante e potrete poi spolverarla con un po’ di cannella.

 

La maggior parte dei benefici di questo nettare derivano naturalmente dalla curcuma, una spezia della famiglia dello zenzero ricca di proprietà antinfiammatorie e non solo.

 

In base a studi recenti sembra infatti che questa spezia, utilizzata da millenni in India e in Cina, sia un utile alleato contro alcuni tumori.

 

Nelle medicine orientali la curcuma è utilizzata anche per la sua azione disintossicante, soprattutto a livello del fegato, cicatrizzante e antiossidante.

Cosa aspettate allora ad aggiungere un pizzico di curcuma ai vostri piatti preferiti?
Francesca

 

 

OLII ESSENZIALI….AROMATERAPIA

 

Se l’ansia arriva……….. 

 

Ho pensato al VETIVER che.. protegge e dona forza per resistere nei momenti di difficoltà.

ha proprietà calmanti e stabilizzanti e viene consigliato prima di un evento ansiogeno o di una qualsiasi azione che produca stress.

il suo profumo argina l'imperversare di pensieri angosciosi e richiama alla calma.

Inspirare il profumo di olio essenziale di Vetiver è in un certo qual senso respirare sicurezza.

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per sentirsi sensuali e bellissimi…….a qualsiasi eta’…..

 

Fin dai tempi degli antichi egizi, gli oli profumati sono stati utilizzati per dare una mano alla salute, alla bellezza, alla virilità e, naturalmente, all'amore. I Greci hanno appreso dagli Egizi l'uso degli oli aromatici per aumentare la passione e questa conoscenza si è diffusa poi rapidamente in tutto il mondo.

 

Oggi, la ricerca moderna ha confermato che gli oli essenziali possono influenzare il cervello e la sua complessa chimica a cambiare in modo sottile. E' stato osservato più volte che in un individuo alcuni oli essenziali producono reazioni emotive specifiche e ripetibili.

Così quali sono gli oli essenziali migliori per suscitare le passioni?

Olio essenziale di Incenso:

 

Infonde tranquillità e serenità, contribuisce a dissipare le preoccupazioni quotidiane. In stato di calma il profumo dell'olio essenziale di Incenso stimola i sensi e i desideri e contribuisce a scatenare la sensualità. Quasi un profumo in sé, l'olio essenziale di Incenso può essere usato da solo o aggiunto ad uno qualsiasi degli oli elencati qui di seguito.

 

Olio essenziale di Gelsomino

 

Era un fiore sacro nell'antica Persia, il gelsomino era conosciuto per il suo aroma irresistibile che attirava l'amante. L'olio essenziale di Gelsomino influenza profondamente la nostra parte emozionale ed è particolarmente utile per aiutarci a sciogliere i blocchi emotivi relativi alle relazioni e del sesso. Ci aiuta a ridurre la tensione psicologica, la frigidità, la freddezza, la paura e la paranoia e contribuisce a portare un senso di euforia.

 

Olio essenziale di Patchouli:

 

profondo e misterioso, l'olio essenziale di Patchouli è in grado di sbloccare dal profondo la passione!

Se voi e il vostro partner state avendo scontri turbolenti, l'olio essenziale di Patchouli riduce la suscettibilità ed elimina la sensazione di fastidio e di irritazione. Questo olio, dalla fragranza molto persistente, è meglio usarlo in combinazione con altro oli essenziali. Se aggiungerai appena una goccia a qualsiasi tua miscela gli donerai un pizzico di mistero orientale. 

 

Olio essenziale di Neroli:

olio essenziale di Neroli è ricavato dai fiori d'arancio. Ha un aroma sensuale che calma e sveglia allo stesso tempo!

Le spose vittoriane indossavano un rametto di neroli nella loro acconciatura ed avevano fiori di neroli nel bouquet da sposa, nel tentativo di calmare i nervi e stimolare nella prima notte di nozze.

 

Olio essenziale di Rosa damascena:

questo è sicuramente il più femminile di tutti gli oli essenziali, ha una potente azione seducente e sensuale, può essere utilizzato in diluizione da solo, o in miscela con i seguenti oli essenziali: Sandalo, Geranio 

Olio essenziale di Sandalo:

con la sua sensualità del profumo legnoso, l'olio essenziale di Legno di Sandalo è grande di per sé, e un olio ideale per risvegliare le passioni dall'interno!

La cosa sorprendente del legno di sandalo è che può essere mescolato con qualsiasi altro olio essenziale per aggiungere una nota dolce e seducente. E' un'essenza molto interessante per gli uomini.  

Olio essenziale di Ylang- ylang 

ha un profumo morbido, dolce e erotico che stimola la sensualità femminile, l'euforia e gli stati d'animo erotici. Il profumo stimola la parte del cervello che rilascia endorfine quindi ha proprietà anti-depressive ed è ottimo per la depressione nervosa e di tensione. 

L'olio essenziale di Ylang Ylang ha la capacità di armonizzare la parte emozionale e sensuale del nostro essere, liberando la paura della sensualità.  

Un sorriso A TUTTI VOI da Donata L.

 

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TEA TREE OIL

L'utilizzo e la scelta degli oli essenziali è legato alla filosofia della aromaterapia che ritiene che i diversi oli essenziali possano vantare proprietà marcatamente riequilibranti per il corpo umano. 

Sono inoltre importanti le procedure di impiego per ottenere dei risultati soddisfacenti. Per quanto riguarda il Tea Tree Oil le indicazioni del prodotto secondo l'aromaterapia precisano che questo olio agisce come 

antinfettivo, antinfiammatorio, antisettico, antivirale, battericida, balsamico, cicatrizzante, espettorante, fungicida, immunostimolante.

 

Questo olio essenziale condensa la maggior parte del suo effetto a livello fisico, ma oltre a questo ha anche alcune proprietà psichiche: insegna a combattere e resistere alle asperità della vita quotidiana, rendendo immuni da attacchi di vario tipo e un uso costante fortifica e rinvigorisce. 

L'olio essenziale di Tea Tree non irrita e non è tossico, ma in soggetti particolarmente sensibili può dare luogo a fenomeni di sensibilizzazione. Se ne consiglia comunque un uso diluito e lontano da occhi, mucose e zone sensibili, non è da ingerire ed è bene conservarlo lontano dalla portata dei bambini. 

 

Come si usa correttamente un olio essenziale? Ecco alcune indicazioni d'uso fornite dalle ''tecniche di aromaterapia'': 

Possibilita' di impiego ed effetti ottenibili grazie alla diffusione nell'ambiente e nel bagno: l'olio essenziale di tea tree è un olio che maggiormente esplica la sua azione antibiotica contro batteri e funghi e il suo impiego selettivo sarà proprio in questo senso. 

Nella dose di 10 - 20 gocce, disciolte in un bagno ben caldo o diffuse nell'ambiente, è benefico in caso di bronchite, sinusite, catarro, tosse, raffreddore, febbre, influenza, malattie infettive in generale, laringite e mal di gola. Assunto con le stesse modalità ma nella dose di 30 gocce, esplica la sua azione antibiotica in caso di vaginiti, cistiti, prurito diffuso ed in presenza di ferite e piaghe sulla pelle. 

 

E' molto utile in caso di dolori reumatici, muscolari ed articolari, è deodorante e astringente nell' ipersudorazione. Diffuso a volontà nell'ambiente grazie ai caloriferi, ai diffusori o ai filtri del condizionatore disinfetta l'aria. 

Possibilità di impiego ed effetti ottenibili grazie all'assunzione per via orale o inalatoria: l'olio essenziale di tea tree, nella dose di 2 - 3 gocce, assunto più volte al giorno, è ottimo in caso di malattie infettive dell'apparato respiratorio. Si ritiene comunque che la via inalatoria nella doso di 10 - 15 gocce, due volte al giorno, possa essere un impiego più adeguato.

 

Assunto in questo modo, oltre che combattere direttamente contro l'agente che ha causato l'infezione, stimola la reazione del nostro organismo. Depositando 1- 2 gocce nel palmo delle mani e frizionandole bene fra loro, allo scopo di riscaldare l'essenza si procede a respirare profondamente l'aroma: i principi attivi degli olii essenziali vengono inalati attraverso le mucose. Nella dose di 2 -3 gocce, assunto 4 - 5 volte al giorno combatte la cistite e le infezioni delle vie urinarie.

Possibilità di impiego ed effetti ottenibili grazie al massaggio ed uso esterno: molteplici sono le possibilità di impiego dell'olio di tea tree mediante il massaggio o l'uso esterno. 

 

Nella dose di 10 gocce, diluito in olio di oliva, e spalmato sul petto con frizioni, è utile in caso di infezioni delle vie respiratorie, così come se spalmato sulle parti interessate in caso di dolori reumatici, muscolari o articolari. 

Frizioni fatte con l'essenza diluita, sono utili per la pelle untuosa ed acneica e comunque in tutti i casi dove sia necessario utilizzare un disinfettante naturale come: esantemi, irritazioni da pannolino, verruche, porri, ferite infette, punture di insetti, ustioni e vesciche.

 

Nel caso di infezioni localizzate è possibile il suo impiego anche puro, in modo da accelerare i processi di cicatrizzazione oltre alla disinfezione della parte interessata.

Un massaggio con l'olio di tea tree diluito in olio di calendula sul viso è un ottimo dopobarba per pelli sensibili. 

Usato puro con un massaggio accurato è utilissimo in caso di onicomicosi in quanto esplica una notevole capacità di penetrazione attraverso i tessuti danneggiati.

 

Diluito in acqua od olio, si utilizza mediante gargarismi nelle infezioni labbiali, come l'herpes e della mucosa della bocca, come afte o stomatiti. Con la stessa modalità si possono fare dei lavaggi vaginali o degli impacchi in caso di candida o di altre infezioni vaginali.

 

Frizionato puro sul cuoio capelluto è utile in caso di forfora e prurito. Infine poche gocce su di un fazzoletto o sui polsi per avere sempre a portata dei nostri sensi un potere antibiotico naturale ed uno stimolante del nostro sistema immunitario.

I pediluvi: rinfrescanti e corroboranti pediluvi permetteranno agli oli di penetrare da una delle parti più sensibili e stimolanti del nostro corpo.

 

Altri usi: l'olio essenziale di tea tree viene utilizzato dall'industria cosmetica in prodotti da erboristeria come deodoranti e detergenti disinfettanti naturali. Si impiega inoltre nella preparazione di dentifrici, collutori e liquidi per gargarismi. 

 

È sempre più diffuso il suo utilizzo in preparati dopobarba. Trova un discreto utilizzo nei prodotti tecnici per disinfettare gli ambienti. In profumeria si impiega in colonie speziate ed after shave.

 

       E’  ottimo per qualche goccia nel bucato per disinfettare tutto e  per disinfettare la casa

           Attenzione sempre alle allergie provare prima sull’avambraccio nella parte interna

*

 

                                                                            *****

ALLEGORIA…i segni zodiacali “visti da Dio”

 

……ed un mattino Dio chiamo’ a se’ i suoi dodici figli e in ognuno di essi cosparse

il seme della vita umana. Uno dopo l’altro i bambini fecero un passo in avanti per

ricevere il dono che era stato a loro riservato.

 

“ a te ARIETE, io per primo do il mio seme, in modo che tu abbia l’onore di poter-

lo piantare. Per ogni seme che pianterai piu’ di un milione ne spunteranno nelle

tue mani. Non avrai il tempo di vedere crescere quel seme poiché tutto cio’ che

pianterai creerà a sua volta altri semi che necessiteranno di essere nuovamente

piantati. Sarai il primo a penetrare nei meandri delle menti umane portando la

Mia Idea. Non è pero’ tuo compito nutrire tale Idea o metterla in qualche modo

in dubbio. La tua vita è azione e l’unica azione che io ti chiedo è di fare in modo

che l’uomo divenga consapevole della Mia Creazione. Perché tu possa eseguire

meglio il tuo lavoro, ti faro’ dono della FIDUCIA IN TE STESSO.”

 

Con calma, Ariete fece un passo indietro e ritorno’ al suo posto.

 

“ a te TORO, io do il potere di trasformare il seme in sostanza. Il tuo compito è

molto grande e richiede un’altrettanta grande pazienza, poiché dovrai portare

a termine tutto cio’ che è stato iniziato, altrimenti i semi verranno spazzati

via dal vento. Per adempiere a quanto ti chiedo di fare, non dovrai fare doman-

de, non dovrai cambiare idea giunto a metà del tuo lavoro e soprattutto non

dovrai dipendere da nessuno. A questo scopo ti faro’ dono della FORZA. Usala

saggiamente.”

 

E Toro fece un passo indietro e ritorno’ al suo posto.

 

“ a te GEMELLI, do le domande senza darti le risposte, in modo che tu possa

acquisire la piena comprensione di tutto cio’ che l’uomo vede attorno a se’.

non saprai mai perché l’uomo parli o perchè ascolti, ma nel tuo bisogno di

risposte troverai il mio dono: LA CONOSCENZA.”

 

E Gemelli fece un passo indietro e ritorno’ al suo posto.

 

a te CANCRO, do il compito di far conoscere agli uomini la natura delle

emozioni. La Mia Idea ti spingerà ad indurli a ridere e a piangere, cosi’

che tutto cio’ che vedranno e penseranno svilupperà man mano in loro un

senso di pienezza interiore. A questo scopo ti faro’ dono della FAMIGLIA

in modo che la tua pienezza possa cosi’ moltiplicarsi.”

 

E Cancro fece un passo indietro e ritorno’ al suo posto.

 

“ a te LEONE, io do il compito di rivelare al mondo la Mia Creazione in tutto il

suo splendore. Ma devi stare attento all’orgoglio e ricordare sempre che

si tratta della Mia Creazione, non della tua. Poiché, se ti scorderai di cio’,

l’uomo finirà per nutrire del disprezzo nei tuoi confronti. Vi sarà molta

gioia nel lavoro che ti affido, ma solo se lo eseguirai bene.

A questo scopo ti faro’ dono DELL’ ONORE.”

E Leone fece un passo indietro e ritorno’ al suo posto

 

“ a te VERGINE, richiedo un esame dettagliato di tutto cio’ che gli uomini

hanno fatto della Mia Creazione. Devi esaminare minuziosamente i loro

metodi e ricordare loro i propri errori in modo che, tramite te, la Mia

Creazione possa essere perfetta. A questo scopo ti faro’ dono della

PUREZZA DI PENSIERO.”

 

E Vergine fece un passo indietro e ritorno’ al suo posto.

 

“ a te BILANCIA, affido la missione di servire il tuo prossimo, in modo che

l’uomo possa ricordarsi dei suoi doveri nei confronti degli altri. Che egli

possa imparare a cooperare e a valutare il lato negativo delle sue azioni.

Il tuo posto sarà ovunque vi sia discordia e, per ricompensarti dei tuoi

sforzi, ti faro’ dono DELL’AMORE.”

E Bilancia fece un passo indietro e ritorno’ al suo posto.

 

“ a te SCORPIONE, affido un compito estremamente difficile. Dovrai avere

la capacità di conoscere le menti umane, ma non ti permettero’ di comu-

nicare cio’ che apprenderai. Molte volte sarai addolorato per cio’ che ti

capiterà di vedere e, nel tuo dolore, ti allontanerai sempre piu’ da Me,

dimenticando che la causa del tuo dolore non sono Io, bensi’ che è la per-

versione della Mia Idea a farti cosi’ tanto soffrire.Conoscerai cosi’ tante

cose dell’uomo che finirai per vederlo come un animale e lotterai cosi’ tanto

con gli istinti animali presenti in te stesso, che finirai per smarrirti lungo la

strada; ma, quando finalmente tornerai a Me, Scorpione, Io ti faro’ dono

DELLA FERMEZZA.”

 

E Scorpione, fece un passo indietro e ritorno’ al suo posto.

 

“ a te SAGITTARIO, chiedo di far ridere l’uomo poiché, fraintendendo la Mia

Idea non debba finire per amareggiarsi. Attraverso il riso infonderai nell’uo-

mo la speranza e, tramite essa, l’uomo rivolgerà nuovamente i suoi occhi a Me.

Verrai in contatto con molte vite, anche se solo per pochi momenti fugaci e,

conoscerai l’insoddisfazione che si cela dietro ognuna di esse. A te Sagittario

offriro’ il dono DELL’INFINITA ABBONDANZA, in modo tale che tu possa

diffonderla e riportare la luce in ogni angolo di oscurità.

 

E Sagittario, fece un passo indietro e ritorno’ al suo posto.

 

“ a te CAPRICORNO, richiedo il sudore della tua fronte, in modo che tu possa

insegnare all’uomo a lavorare. Il tuo compito non è facile, poiché dovrai

sopportare sulle tue spalle la fatica di tutti gli esseri; ma, per cio’ che

riguarda il legame costituito dai tuoi fardelli, metto LA RESPONSABILITA’

DELL’UOMO nelle tue mani.”

 

E Capricorno, fece un passo indietro e ritorno’ al suo posto.

 

“ a te ACQUARIO, dono il concetto di futuro, in modo che l’uomo possa vedere

che esistono anche altre possibilità. Soffrirai una certa solitudine poiché non

ti permettero’ di personificare il Mio Amore. Ma, per consentire all’uomo di

guardare verso nuove possibilità, ti faro’ dono DELLA LIBERTA’ e tu potrai

cosi’ continuare a servire l’umanità ogni volta che essa ha bisogno di te.”

E Acquario, fece un passo indietro e ritorno’ al suo posto.

 

“ a te PESCI, affido il compito piu’ difficile. Ti chiedo di assorbire in te stesso

tutte le pene dell’uomo e di rimetterle a Me. Le tue lacrime devono finire per

diventare le Mie lacrime. Le pene che sarai costretto ad assorbire in te sono

l’effetto del fraintendimento della Mia Idea da parte dell’uomo, ma devi

avere un atteggiamento di compassione nei suoi confronti, in modo che egli

possa avere un’altra opportunità per ritentare nuovamente. Per questo compi-

to cosi’ difficile verrai ricompensato con il dono piu’ grande. Sarai l’unico dei

miei dodici figli che potrà comprendermi. Ma questo dono di comprensione è

per te, Pesci, e se cercherai di comunicarlo agli altri uomini non ti sarà dato di

essere ascoltato.”

E Pesci, fece un passo indietro e ritorno’ al suo posto.

 

Allora Dio disse: “Ognuno di voi possiede una parte della Mia Idea. Non dovrete scam-

biare quella singola parte con la globalità della Mia Idea, né deside-

rare di scambiarvi le parti gli uni con gli altri. Ognuno di voi è

perfetto, ma sarete consapevoli di cio’ soltanto quando sarete diven-

tati UNO. Allora la completezza della Mia Idea si paleserà in ognuno

di voi.”

 

Essi se ne andarono, ognuno determinato ad eseguire al meglio il compito per il quale

aveva ricevuto il suo dono. Ma nessuno comprese pienamente né il compito né la portata del dono che gli era stato conferito e, quando tornarono imbarazzati al cospetto di Dio, Egli disse: “ Ognuno di voi crede che i doni degli altri siano migliori. Vi consentiro’

quindi di scambiarli tra di voi.”

 

Cosi’, almeno per il momento, ognuno di loro si senti’ esaltato considerando tutte le possibilità che gli venivano offerte dalla sua nuova missione.

 

Ma Dio sorrise e disse: “ Tornerete da Me molte volte chiedendo di venire esonerati

dalla vostra missione ed ogni volta esaudiro’ il vostro deside-

rio. Passerete attraverso innumerevoli incarnazioni prima di

poter portare a termine la missione originaria che vi avevo

affidato. Vi daro’ un tempo illimitato perché cio’ accada, ma

solo quando avrete ultimato la vostra missione potrete final-

mente restare con Me.”

 

da ZODIACO – .

 

UN BACINO DA Carmen

E voi di che segno siete?

 

*

*

da molti mesi stanno succedendo sui cieli dell'europa diversi fatti inquietanti: LE SCIE CHIMICHE

"Voi potreste essere l'ultima generazione a cui è possibile ribellarsi. Se non vi ribellate potrebbero non esserci più opportunità: l'umanità potrebbe essere ridotta allo stato di robot. Quindi ribellatevi, finché siete in tempo."

Osho.

Ricercatori, scienziati e singoli cittadini hanno effettuato delle analisi chimiche del terreno, polveri e acqua nelle zone sottostanti spazi aerei irrorati con le scie chimiche. Le analisi più accreditate a livello mondiale accertano la presenza e l’alta concentrazione di sostanze chimiche quali sali di bario, ossido di alluminio, calcio, potassio, magnesio, torio, quarzo. I primi a risentirne gli effetti sono gli anziani, i bambini, e le persone indebolite da malattia o in cattive condizioni fisiche. I sintomi più ricorrenti riportati dagli abitanti in zone largamente irrorate sono: tosse secca persistente, malessere respiratorio e intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, forte emicrania, dolori muscolari e alle giunture, epistassi, diarrea, feci sanguinolente, depressione, ansietà, cistiti, incontinenza e tic nervosi.

 

 

Ma oltre a persone e animali, anche i sistemi biologici naturali cominciano ad indebolirsi. Il rizobatterio endomicorrize (un microrganismo dalla notevole importanza, alla base del trasferimento di nutrienti dal terreno alle piante attraverso l’apparato radicale), si sta lentamente estinguendo a causa del bario e dell’alluminio. Questi metalli sono alcalini e stanno alterando l’acidità (Ph) del suolo e dell’acqua: l’elevata acidità compromette la sopravvivenza delle piante. Secondo i botanici, senza questo microrganismo, la crescita della flora è impossibile. Le scie chimiche stanno sistematicamente modificando il ciclo vegetale, mentre le prove dell’estinzione dei rizobatteri abbondano

 

Leggi tutto:

Non ci servono psicologi e psichiatri per curare il nostro tormento esistenziale! Abbiamo solo bisogno di acqua e aria pura, di un habitat liberato da ogni intrusione chimica, di etica, di significato di bene comune e, più in generale, di una qualità di vita sostenibile rispettosa della Madre Natura, delle sue regole ineludibili, e in armonia con tutte le forme di vita.

Oggi, tutta la catena alimentare, è totalmente compromessa da un’infinita lista di sostanze chimiche cancerogene, prodotte in forma parossistica da altrettante fabbriche fumanti che, a fronte di interesse particolare, disperdono sul territorio e nelle acque il loro carico di morte, con la facilità di chi ottempera ad un diritto – e in barba alla salute della gente comune e dell’ecosistema tutto.

 

“E intanto, mentre sopra le nostre teste volano indisturbati velivoli che stanno seminando veleni, che cambiano il clima, che addormentano le menti, in terra prosegue il progetto di chi, dopo aver (oramai) lobotomizzato la maggior parte della massa con armi subdole come la tv, pian piano accentra poteri, regole, religioni al fine di controllare da un’unica sala dei bottoni quello che David Icke ha battezzato come sheeople (il popolo -gregge).

 

Per la maggior parte di questi schiavi dormienti, la sveglia non suonerà più, presi come sono ad aspettare che il messia di turno prenda le decisioni per loro, che li salvi dalla crisi che passivamente hanno spalleggiato, che alleggerisca i pesi dei balzelli che per tacito-assenso continuano ad accettare (e a pagare…).

 

A volte penso che bisogna dirottare quelle energie che si dispendono per svegliare questi zombie a rafforzare se stessi: i tempi che sono oramai giunti hanno bisogno di veri guerrieri, soprattutto preparati mentalmente a controbattere le mosse del potere.

Chi è remissivo, chi dorme, chi passivamente si piega alle scelte di altri, chi ignorantemente continua a credere al verbo della tv e dei giornali, chi per ottusità continua a basare la propria conoscenza su regole e concetti che il sistema ha affidato alla formazione scolastica al fine di avere tanti piccoli sudditi omologati, si merita quello che “Il Grande Fratello” ha preparato nei secoli per loro. Una società despotica  costituita di molte regole e leggi destinate a persone con il codice a barre stampato sulla fronte e con il microchip nel cervello, che annuiscono a comando. Questo non è pessimismo: è obiettività, è realtà”.

 

Ricercatori, scienziati e singoli cittadini hanno effettuato delle analisi chimiche del terreno, polveri e acqua nelle zone sottostanti spazi aerei irrorati con le scie chimiche. Le analisi più accreditate a livello mondiale accertano la presenza e l’alta concentrazione di sostanze chimiche quali sali di bario, ossido di alluminio, calcio, potassio, magnesio, torio, quarzo. I primi a risentirne gli effetti sono gli anziani, i bambini, e le persone indebolite da malattia o in cattive condizioni fisiche. I sintomi più ricorrenti riportati dagli abitanti in zone largamente irrorate sono: tosse secca persistente, malessere respiratorio e intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, forte emicrania, dolori muscolari e alle giunture, epistassi, diarrea, feci sanguinolente, depressione, ansietà, incontinenza e tic nervosi.

 

Le conseguenze sulla salute umana possono raggiungere livelli drammatici: aumento vertiginoso di tumori e leucemie di vario tipo, incremento del numero e della gravità di affezioni all’apparato respiratorio specialmente sui bambini, infiammazioni ai muscoli e alle giunzioni muscolari, contaminazione da funghi e batteri sconosciuti, inquinamento ambientale balzato alle stelle. Tutte concause che negli ultimi anni hanno provocato la morte di milioni di persone in tutto il mondo. Altri elementi quali, torio radioattivo, carbone, fibre sintetiche, sangue essiccato, virus e batteri sintetizzati in laboratorio, tutti sotto forma di nano/particelle, possono essere ingeriti e assimilati dal nostro organismo, non predisposto a filtrare materiali di proporzioni infinitesimali.

 

Ma oltre a persone e animali, anche i sistemi biologici naturali cominciano ad indebolirsi. Il rizobatterio endomicorrize (un microrganismo dalla notevole importanza, alla base del trasferimento di nutrienti dal terreno alle piante attraverso l’apparato radicale), si sta lentamente estinguendo a causa del bario e dell’alluminio. Questi metalli sono alcalini e stanno alterando l’acidità (Ph) del suolo e dell’acqua: l’elevata acidità compromette la sopravvivenza delle piante. Secondo i botanici, senza questo microrganismo, la crescita della flora è impossibile. Le scie chimiche stanno sistematicamente modificando il ciclo vegetale, mentre le prove dell’estinzione dei rizobatteri abbondano.

 

Molti ricercatori indipendenti italiani, biologi, medici, agronomi, geologi e meteorologi, dopo le operazioni di aerosol, hanno analizzato centinaio di campioni di acqua piovana e dei sedimenti depositati sui terreni colpiti. Lo stesso è stato fatto anche da cittadini comuni e moltissime persone hanno fatto eseguire analisi del sangue e mineralogrammi dei capelli, per accertare i metalli nell’organismo. Tutti questi tentativi per stabilire una correlazione evidente con la presenza delle scie chimiche nel cielo e il loro effetto sull’ambiente, non sono servite a nulla, perché le Autorità competenti hanno negato la correlazione. La contestazione è che dovrebbero prendere campioni d’aria seguendo gli aeri che rilasciano le presunte scie chimiche.

 

Qui una riflessione sullo “stato di diritto” e sulle competenze delle “Istituzioni” ci dovrebbe far riflettere sulla funzione degli Enti pubblici che dovrebbero essere al servizio del cittadino ed agire in base alle denuncie che ricevono dalla gente!”

Siamo a un punto di non ritorno, e sentire ancora parlare di “politiche industriali, innovazione e ricerca scientifica” come la panacea, di tutti i mali e soluzione della crisi, mi procura un senso di nausea e di voltastomaco.

Entro pochi anni, le società ultra liberiste allo sfascio, dovranno fare i conti con la fame e con la sete, e con uno stato di salute fisica e psichica che non ha precedenti, per drammaticità, nella storia del mondo.

 

GJTirelli

 

http://compressamente.blogspot.it/2014/04/quando-lo-sterminio-arriva-dal-cielo.html

Tratto da http://altrarealta.blogspot.it/

 

 

Sofia Smallstorm, Scie chimiche e umanità sintetica,

Le conclusioni cui perviene la ricercatrice – tutte molto ben documentate – sono a dir poco raggelanti. Potrebbe essere in atto un programma planetario di bio-ingegneria indirizzato alla modificazione dell'essere umano;una ri-combinazione dei nostri geni effettuata attraverso la ibridazione del nostro DNA con gli artefatti nanotecnologici.


Le dichiarazioni di Sofia SmallStorm sulle scie chimiche e il Nuovo Ordine Mondiale


 

Purtroppo, ci sono un numero (sempre più esiguo per fortuna)di soggetti che continuano a credere che le cose di cui parliamo siano solo fantasie di cospirazionisti, non ci sia nulla di provato, vogliono le prove!!


E non si rendono conto che le prove ce le hanno sotto il loro naso, ma sono talmente ostinati che continuano a dire che "non ci sono" queste benedette prove! E perchè? Perchè un esponente del governo non è andato in tv (eh bhè, se un esponente del governo non va in tv a dire qualcosa non possiamo sapere la verità, non fa una piega) a "confermare" che sia tutto vero.

 

Ora voglio dire qualcosa, riguardo la scienza e riguardo quella che è la scemenza (giusto per fare la rima, ci vado leggero)  di determinati soggetti, che credono e sono convinti (che pena) di avere tutta la verità a portata di mano, perchè certe cose non sono possibili (per il loro punto di vista) e lo confondono con quella che è la realtà.

 Ricordate una cosa: la "scienza", se fatta bene, amplia le proprie vedute e ammette i propri limiti, il resto è ostinazione, e chi crede, diventando ridicolo, di poter fornire una spiegazione che evidentemente non regge, non è uno "scienziato", è un idiota! Un vero idiota! Figuratevi cosa accade quando un branco di idioti, decidono di mettersi d'accordo e proclamarsi portatori di verità.

Guardate, non fidatevi mai di chi vi dice di "darvi la verità", interrogatevi, dubitate, ricercate da voi, cercate di capire tutte le possibili sfaccettature di un argomento e ascoltare tutte le campane. E chiedetevi il perchè canali come History Channel e Discovery Channel, dedicano ore di programmazione a questi argomenti. Detto questo, vi invito a guardare queste dichiarazioni di una scienziata, Sofia SmallStorm, riguardo quelle che sono le scie chimiche e il controllo. Dura poco più di un'ora, ma ne vale davvero la pena.

 

Dice fra l’altro Sofia:

….Attraverso le scie chimiche, l’atmosfera e’ diventata elettrica e quindi invivibile per l’essere umano che non si “modifca” perche’ per la vivibilta’ l’atmosfera deve essere neutra

Nelle scie chimiche c’e’ bario, alluminio, titanio, globuli rossi essiccati e trasmutati, nanotenconologie  piccolissime che si autoimpiantano negli esseri umani  dall’aria, dall’acqua e  che contengono IL GMA che e’ un DNA chimico cioe’ modificato

Che porta negli esseri umani a malattie varie tra cui il morbo di morgellons e a cambiamenti fisici e mentali ,

 

questi componenti delle scie chimiche portano a  cambiamenti climatici, distruzione degli ALBERI  (i nostri amici alberi 5 mesi fa mi hanno detto “cadremo tutti come birilli” e non sapevamo ancora bene queste cose….)

per impiantare alberi sintetici cioe’ modificati geneticamente,  cioe’ piu’facilmente tagliabili e frantumabili per un piu’ veloce utilizzo e inattaccabili da muffe e batteri……

le scie inquinano acque e terreno  e le stesse rocce ….e fanno succedere terremoti e siccita’ dove loro vogliono o duluvi dove decidono…….etc….

 

I TRANSUMANISTI ai quali aderisce una ricca elite di intellettuali e scienziati stanno  adoperandosi per arrivare ad una nuova generazione di “uomini macchina”….dove vi sara’ chi eccelle e comanda e chi sara’ un gremlins…

Read more: http://eclissidelmondo.blogspot.com/2012/11/le-dichiarazioni-di-sofia-smallstorm.html#ixzz2mzIFF37B

  In questa conferenza, tenutasi nel giugno 2011 presso l'evento Conspiracy Conference, Smallstorm si occupa di geo-ingegneria e bio-ingegneria occulte, ed in particolare di nano-fibre: microscopici artefatti diffusi nell'ambiente mediante le scie chimiche (v. post correlati) e chissà cos'altro, che finiscono per devastare la natura ed essere inglobati dai nostri stessi organismi, con conseguenze a volte immediatamente evidenti (a tal proposito si veda la terribile sindrome di Morgellons), ma per la maggior parte ancora non ben riconoscibili, ed intuibili solo attraverso una serie di indizi. 

Le conclusioni cui perviene la ricercatrice – tutte molto ben documentate – sono a dir poco raggelanti. Potrebbe essere in atto un programma planetario di bio-ingegneria indirizzato alla modificazione dell'essere umano; una ri-combinazione dei nostri geni effettuata attraverso la ibridazione del nostro DNA con gli artefatti nanotecnologici. 

"Voi potreste essere l'ultima generazione a cui è possibile ribellarsi. Se non vi ribellate potrebbero non esserci più opportunità: l'umanità potrebbe essere ridotta allo stato di robot. Quindi ribellatevi, finché siete in tempo."

Osho

Attraverso le scie chimiche, l’atmosfera e’ diventata elettrica e quindi invivibile per l’essere umano che non si “modifca” perche’ per la vivibilta’ l’atmosfera deve essere neutra

Nelle scie chimiche c’e’ bario, alluminio, titanio, globuli rossi essiccati e trasmutati, nanotenconologie  piccolissime che si autoimpiantano negli esseri umani  dall’aria, dall’acqua e  che contengono IL GMA che e’ un DNA chimico cioe’ modificato

Che porta negli esseri umani a malattie varie tra cui il morbo di morgellons e a cambiamenti fisici e mentali ,

questi componenti delle scie chimiche portano a  cambiamenti climatici, distruzione degli ALBERI  (i nostri amici alberi ,5 mesi fa mi hanno detto “cadremo tutti come birilli” e non sapevamo ancora bene queste cose….)

LA DEFORESTAZIONE 

per impiantare alberi sintetici cioe’ modificati  cioe’ piu’facilmente tagliabili e frantumabili per un piu’ veloce utilizzo e inattaccabili da muffe e batteri……

le scie inquinano acque e terreno  e le stesse rocce ….e fanno succedere terremoti e siccita’ dove loro vogliono o duluvi dove decidono…….etc….

 

I TRANSUMANISTI ai quali aderisce una ricca elite di intellettuali e scienziati stanno  adoperandosi per arrivare ad una nuova generazione di “uomini macchina”….dove vi sara’ chi eccelle e comanda e chi sara’ un gremlins… 

  










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